FELIPE COMPLEANNO – “Sono Laziale e rimango qui!”

FELIPE COMPLEANNO – “Sono Laziale e rimango qui!”

Felipe Anderson alla radio ufficiale biancoceleste: ROMA – C’è ancora tanta euforia per l’ottava meraviglia con l’Empoli: “E’ stata un giornata particolare, stupendo vedere così tanta gente allo stadio come volevamo a inizio stagione. E’ bello avergli regalato la vittoria con l’Empoli. Adesso vogliamo continuare a gioire con i laziali,…

Felipe Anderson alla radio ufficiale biancoceleste:

ROMA – C’è ancora tanta euforia per l’ottava meraviglia con l’Empoli: “E’ stata un giornata particolare, stupendo vedere così tanta gente allo stadio come volevamo a inizio stagione. E’ bello avergli regalato la vittoria con l’Empoli. Adesso vogliamo continuare a gioire con i laziali, sono il nostro uomo in più anche per non prendere gol”. La consapevolezza è aumentata: “Quando vedi così tanto entusiasmo, capisci che stai facendo qualcosa d’importante”. E anche la mente vola: “La Juve è la migliore squadra d’Italia, ma noi siamo in un momento pazzesco e ce la possiamo giocare con loro. Andremo allo Stadium a testa alta”. Adesso la Lazio va da seconda in classifica: “Già all’andata facevamo un ottimo calcio, ma ora abbiamo più fiducia. Rispettiamo i bianconeri, ma noi faremo la partita”.

ESPLOSIONE – E’ l’anno di Felipe già dal ritiro: “Alla fine della scorsa stagione stavo bene e sapevo che qui avrei potuto giocare il mio calcio. Sapevo che sarebbe stato il mio anno, ad Auronzo i tifosi mi hanno dato una motivazione in più”. Umiltà intatta nonostante l’esplosione: “Sono cresciuto in una famiglia umile, mio padre me l’ha insegnato. Io tratto tutti alla stessa maniera, vado avanti così”. Fuori dal campo è Pipetto: “Io sono semplice, cerco di accontentare tutti con una foto, mi piace rendere le persone felici”. Ama Roma: “Sì, già conoscevo la storia capitolina, abitare qui è fantastico. I miei amici mi vengono a trovare perché qui c’è tanta allegria. E’ come essere in Brasile”. Felipe si presenta con la maglia con un’aquila all’intervista: “Mi piace questo simbolo, la Lazio mi ha scelto e io ho scelto la Lazio. E’ nel mio cuore, avrò una gratitudine per sempre”.

RECORD – 10 gol, mai uno score simile: “Mi sono allenato per centrarlo e voglio migliorare ancora. Quando s’è infortunato Candreva, ho sfruttato la chance di Pioli e il mio momento”. Il primo gol in campionato col Parma: “Era una rete fondamentale per la squadra, di lì in poi sono riuscito a fare tante cose buone. Mi sono sbloccato”. Centri mai banali, c’è la lettura anticipata della giocata: “Perché ho fiducia in me stesso e calcio spesso anche da lontano ora. Devo lavorare ancora dentro l’area. Spesso mi capita la palla lì e sbaglio”. Anche la rete nel derby: “Per i primi 5 minuti non c’ho creduto”. Il primo gol di testa: “Non credevo di poter saltare così in alto”. Il gol di Reggio Emilia: “Il più bello perché era difficile metterci precisione”. E col Torino: “Speriamo di segnare di nuovo in quella città, dobbiamo andare allo Stadium per giocare e vincere. Magari festeggerò con una doppietta a Buffon”.

GLI ATTESTATI –  Tanti laziali gli chiedono scusa per averlo massacrato l’anno scorso: “Non c’è problema, il calcio è così, quando vai male devi ascoltare le critiche. Così sono cresciuto”. Chiama una bambina innamorata di Felipe: “Mi fai emozionare così”. Un tifoso gli chiede la Coppa Italia: “Sarebbe il mio primo trofeo con la Lazio, farei di tutto per alzarlo”. Ecco la dichiarazione d’amore: “Io sono laziale dentro ormai, ho l’aquila nel cuore e un contratto sino al 2020. Se resto? Avoja, state tranquilli”. Accetta di seguire i tifosi sui social, Pioli è il segreto della Lazio: “L’umiltà è la sua arma e mi sorprende ogni giorno”. L’amico Neymar ha detto che Felipe è più forte, che dice Felipe? “Neymar mi manda messaggi e mi fa sempre i complimenti. Io da piccolo guardavo Ronaldo, Ronaldinho e Kakà, quanto erano amati. E’ bellissimo essere così coccolato dai laziali”.

DERBY – Felicità per il sorpasso, ma rammarico per l’ultimo derby: “Quando esci per un infortunio ti senti un po’ male. Stavo bene, nel secondo tempo potevo fare ancora meglio. Però è stato importante non aver perso e c’è sempre la sfida di ritorno…”. A Roma coltiva la fede: “Mi ritrovo spesso con tanta gente, io sono cristiano e Gesù per me è la cosa più importante della mia vita”. Promette quasi la Lazio a vita: “Io e la mia famiglia stiamo bene qui. Restiamo finché la Lazio vuole”. Per crescere insieme: “Non abbiamo iniziato bene il campionato. Tanti non ci credevano, ma la squadra pensava di poter far bene. Dobbiamo ancora migliorare perché, come dice Pioli, non abbiamo ancora conquistato nulla”. Infine Felipe ringrazia Tare: “Mi ha sostenuto in un momento difficile e lo ringrazierò sempre”. Da oggi il 15 aprile sarà festa nazionale. Lo dicono i laziali, segnatelo sul calendario.

 

 

 

 

 

ROMA – Felipe compleanno. Come te nessuno mai lo ha celebrato così a 22 anni. Esplodevano persino le candeline ieri alla mezzanotte alla “Churrascaria”. Festeggiamenti sobri per Anderson, nel locale gestito dall’amico Cesaretto, e un solo desiderio davanti alla torta: battere la Juve e rimanere al secondo posto. E’ un pensiero dolce, sussurrato come il suo calcio. Ora et labora, Pipe, prega e segna per tutti noi. Un bacio di Cristo ti sfiorò i piedi quando eri ancora un angioletto impolverato, adesso tutti i laziali sono ginocchio adorandosi, Felipe di Dio. C’è un calice pieno di speranza per lo Stadium, risucchialo monosorso, Anderson, e sputa veleno sulla vetta.

UNDER 22 –  Per chi fissa il cielo e sogna, biancoceleste è l’orizzonte mistico. E persino pagano: le sfumature opache sbiadiscono con un tocco di Samba. Era in panca all’andata con la Juve, era una riserva il 22 novembre, oggi è un intoccabile Felipenomeno: da dicembre ha collezionato 6 assist (solo Dybala – con 7 – meglio in Europa fra gli Under 22), 10 gol (superato da Kane – con 17 – nel Tottenham), ma nessuno ha la sua precisione (69%) nei tiri e nei dribbling (64%). E’ ora il momento di ballare ancora più forte. Scatenati Felipe, agguanta la scopa di papà e vola. Stregaci, la Lazio ti ha messo le ali.

UN ALTRO CRISTIANO – Nome in codice FA7, pure Pioli ora azzarda il paragone: «Felipe mi ricorda Cristiano Ronaldo, anche lui è diventato un campione, passando momenti in cui sembrava giocare da solo». 14 agosto 2002, preliminare Champions a Lisbona, a mezz’ora dalla fine in campo un furetto 17enne, tutto dribbling e fumo di gloria: quel ragazzino dello Sporting “snobbato” dai giocatori dell’Inter, oggi è il più forte al mondo. Poteva essere biancoceleste quell’estate, Ronaldo, lo voleva Mancini a Formello, c’era un derby col Parma, il sorpasso della Juve, infine niente serie A: assegno da 12 milioni di sterline di Sir Alex Ferguson e United nel futuro. Il Real sei anni dopo ne avrebbe versati 94, di milioni, nelle casse dei Red Devils.

MEGLIO DI RONALDO – Può colmare il rimpianto, Felipe, quello che non fu allora magari potrà essere domani. E’ bello spizzare il destino, prevederlo nei numeri. Anderson – alla seconda stagione in Serie A – sta facendo meglio di Cristiano Ronaldo alla sua seconda annata in Premier, allo United: nel 2004/05 in tre competizioni (in 50 presenze, 8 in Champions) il portoghese segnò 9 reti (una ogni 412′) e collezionò 6 assist. Già superato dal brasiliano negli assist (8) e nei centri (11, uno ogni 158′) fra campionato e Coppa Italia in 28 apparizioni.

Cittaceleste.it

 

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