Fenomeno Keita A 10 anni

Fenomeno Keita A 10 anni

ROMA – E’ esploso fisicamente. Il Keita che arrivò nel 2011 non è lo stesso Keita di oggi. E il Keita sbarcato in ritiro in estate non era forte quanto quello attuale. Quando fu scoperto da Nunzio Marchione, l’agente che l’ha portato alla Lazio insieme a Ulisse Savini, era meno…

ROMA – E’ esploso fisicamente. Il Keita che arrivò nel 2011 non è lo stesso Keita di oggi. E il Keita sbarcato in ritiro in estate non era forte quanto quello attuale. Quando fu scoperto da Nunzio Marchione, l’agente che l’ha portato alla Lazio insieme a Ulisse Savini, era meno piazzato, meno costruito atleticamente. Era un talento grezzo. Oggi Keita è un giocatore di serie A e crescerà ancora. Ha sviluppato il fisico, è massiccio, si comporta da professionista, ha chiuso con le ragazzate. E non segue solo il talento. L’avete visto a Parma? Ha rincorso il terzino che stazionava sulla sua corsia, ha lottato senza sosta. E’ cresciuto nella marcatura, sa difendere il pallone, sa frapporsi tra la sfera e l’avversario, non tira la gamba indietro. E’ stato Bollini a instradarlo, è stato Petkovic a continuare lo svezzamento: «Keita è stato con noi 2 anni – ha detto il tecnico della Primavera a Lazio Style Channel – senza tesseramento non è facile vivere il gruppo. L’anno scorso ha avuto una crescita esponenziale, quest’anno mi sta sorprendendo per la crescita fisica. Quando passi in prima squadra ti devi allineare e prendere tutto ciò che puoi, lui lo sta facendo. Nell’ultimo derby aveva tutto da perdere, lui mi ha detto “tranquillo mister”, è stata una risposta di carattere e maturità. E’ sulla strada giusta».

Nei prossimi 4 anni percepirà un milione di euro
ROMA – Tare, quando l’ha visto la prima volta, è rimasto senza fiato, non se l’è fatto scappare. Keita è un ragazzo d’oro anche perché vale oro. Lotito l’ha blindato in estate, prima del ritiro di Auronzo. Keita ha firmato un contratto sino al 2017: in tutto, nei prossimi quattro anni, percepirà circa un milione di euro. E’ un contratto a salire, è un investimento pesante. Lotito ha riconosciuto questi soldi a un ragazzo di 18 anni (è il primo dell’era lotitiana). Il presidente non è uno sprovveduto e non regala soldi a nessuno, ha sempre creduto in quel ragazzino sbarcato dalla Spagna, insieme al diesse Tare da tempo aveva pronosticato la sua esplosione. Se Keita continuerà così meriterà certamente nuovi premi. Prima deve pensare a crescere, non ai soldi per quanto possano ammaliarlo: «Devo rimanere con i piedi per terra e la testa sulle spalle», ha detto dopo il match di Parma. Le buone intenzioni vanno confermate. Keita ha voluto la Lazio e ha atteso più di un anno prima di poter indossare la maglia in una gara ufficiale. Era senza tesseramento, si aspettava il transfer. Non era ancora maggiorenne, si sacrificò pur di conquistare fiducia. Undici mesi dopo la prima apparizione (gennaio 2013) ha debuttato in Europa, ha sfornato assist in Coppa e ha firmato il primo gol in serie A. Serve altro?

 

 

Porta il 14 in onore di Cruyff. Gli piace il nome “Maravilla”
ROMA – Segni particolari? Segna alla Roma. L’anno scorso, in campionato, ha bucato i giallorossi a Trigoria regalando il derby ai laziali dodici anni dopo l’ultima volta. Di gol, ai romanisti, ne ha rifilati due in tutto, va considerata la rete firmata nel torneo Wojtyla 2012. Tra la vittoria di un derby e la conquista di una ragazza lui sceglie la prima opzione, l’ha detto, ci sono le registrazioni. Keita è detto “Maravilla” o “Keitinha”, sono i soprannomi che gli piacciono di più. Cosa sogna? «Arrivare più lontano possibile», risponde. Ribery è uno degli idoli maggiori, prima della partita si carica ascoltando musica o guardando video. Cantante preferito? Tony Colombo, è un neomelodico, canta musica napoletana pur non essendo napoletano. E’ scaramantico, prima di scendere in campo prega «per andare bene e non avere infortuni». Porta il numero 14 in onore a Johan Cruyff. Ederson è il suo compagno preferito: «Ha un grande cuore». Keita ha un “gemellino” nella Lazio Primavera, presto si farà conoscere in Serie A. Il suo nome è Mamadou Tounkara, compirà 18 anni il 19 gennaio, ha stregato Petkovic (lo volle in ritiro ad Auronzo). Tounkara ha origini senegalesi ed è nato in Spagna, è cresciuto nella cantera del Barcellona. Le sorprese non sono finite.

Corriere dello Sport

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