LE VOCI – Maragliano, il fisioterapista: ”Un onore lavorare per la Lazio. Abbiamo vinto tutti”

LE VOCI – Maragliano, il fisioterapista: ”Un onore lavorare per la Lazio. Abbiamo vinto tutti”

COMO – «È stata una nottata indimenticabile, una nottata che ho sempre sognato da bambino, da tifoso e che grazie alla Lazio sono riuscito a vivere in prima persona al fianco di grandi campioni come Klose, Biava e Marchetti». Una notte magica quella vissuta da Roberto Maragliano, 44enne comasco di…

COMO«È stata una nottata indimenticabile, una nottata che ho sempre sognato da bambino, da tifoso e che grazie alla Lazio sono riuscito a vivere in prima persona al fianco di grandi campioni come Klose, Biava e Marchetti». Una notte magica quella vissuta da Roberto Maragliano, 44enne comasco di Sagnino, fisioterapista della Lazio che proprio domenica scorsa ha vinto la Coppa Italia 2013 di calcio, battendo 1-0 la Roma al termine di un derby già entrato nella storia. «Una vittoria incredibile ed emozionante perché diciamolo, non è stata una partita normale – spiega il lariano – Era una finale importantissima per entrambe le squadre per tanti motivi e ovviamente per le due tifoserie».



«Prima di tutto – aggiunge – perché era un derby, eccezionale visto che per la prima volta nella storia metteva in palio un trofeo. Anzi di più, un match che valeva un’intera stagione perché assegnava la Coppa Italia e al tempo stesso l’accesso diretto all’Europa League della prossima stagione. Ecco perché è stata una partita carica di grandi aspettative e, inutile negarlo, anche di grandi tensioni». Già, chissà che clima si è respirato nella capitale nei giorni dell’immediata vigilia del match…

«Tensione a mille e che si tagliava a fette per tutta la città» confessa Maragliano, abituato a vigilie ben diverse vissute nella serie A svizzera nello staff del Lugano dal 2000 al 2002. «Ecco perché – dice – la società ha voluto isolare la squadra mandandoci in ritiro a Norcia per cinque giorni. Un ritiro che ci è servito per stare insieme e concentrarci al meglio. Penso che alla fine abbiamo saputo gestire bene la vigilia e anche la gara. Ancora una volta il gruppo e la sua compattezza sono risultati decisivi».  Un gruppo in cui sono stati protagonisti grandi campioni del calibro di Miroslav Klose, Federico Marchetti, capitan Mauri ed Hernanes, con la sapiente gestione tecnico-tattica di mister Vlado Petkovic. Ma un prezioso contributo è giunto anche dalla professionalità di Roberto Maragliano, arrivato a stagione in corso alla corte della Lazio. «È vero – afferma il lariano – Sono stato chiamato a collaborare a febbraio e mi sono trovato subito benissimo nonostante la distanza dalla mia famiglia, rimasta a Como. Avevo già lavorato con il preparatore atletico Paolo Rongoni e con lo stesso mister Pektovic ai tempi della serie A in Svizzera a Lugano e, ripeto, mi sono trovato subito in sintonia con tutto lo staff e con i giocatori».

Uno su tutti, il grande bomber tedesco Miroslav Klose. «Confesso che oltre un onore, è facile lavorare con giocatori come Miro, un grande campione non solo sul campo ma anche un vero professionista che mi ha colpito per la grande disponibilità e umiltà nella preparazione e nella cura del suo fisico. Un esempio di grande professionalità e i risultati lo confermano».  Ex portiere nelle categorie minori, Maragliano ha un elogio speciale per il “collega” in azzurro Federico Marchetti: «Semplicemente un fenomeno, è stato protagonista di una grandissima annata». Maragliano, arrivato a stagione in corso, ha avuto modo di vivere anche l’avventura in Europa con la Lazio. «È stata emozionante la vittoria contro il Borussia Monchengladbach e così come quella con lo Stoccarda negli ottavi, peccato per l’eliminazione subita nei quarti contro il Fenerbahce. Diciamolo pure, è stata immeritata?». Anche il campionato ha regalato grandi gioie, nonostante la seconda parte sia stata in calo. «Dopo l’eliminazione dall’Europa abbiamo avuto un contraccolpo negativo, ma siamo riusciti a reagire anche se non è bastato per qualificarci direttamente per le coppe europee».

«Il momento più bello – spiega Maragliano – lo confesso, è stata la vittoria a Milano contro la “mia” Inter. Per me che fin da bambino sono sempre andato a vedere e tifare la squadra neroazzurra, entrare sul campo di San Siro, sedermi in panchina e uscire da vincitore è stata un’emozione unica». Seconda però al trionfo di domenica scorsa. «Ripeto, il successo in Coppa Italia è stato indimenticabile: vincere il derby allo stadio Olimpico, salire sul podio con tutta la squadra e poi il giro d’onore sul pullman scoperto fino a tarda sera per le vie di Roma davanti ai nostri tifosi festanti… Beh, penso che lo ricorderò a lungo». «Lo confesso – continua il fisioterapista lariano – ho potuto vivere grazie alla Lazio quelle scene che sono sempre stato abituato a vedere in televisione? che brividi ragazzi». Maragliano, infine, tiene a precisare: «Il successo è tutto della squadra, io ho avuto il privilegio di far parte dello staff che ringrazio al completo con la società e i giocatori per la sintonia con cui abbiamo lavorato. Una dedica però la voglio fare: a Roberto Morinini, un amico che non c’è più, il tecnico che mi chiamò ai tempi del Lugano e scomparso da poco tempo».

Cittaceleste.it – Fonte: CorriereDiComo

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