Diabolik tradito da una pizza e dalla Lazio. A casa manganelli, katane e accette.

Diabolik tradito da una pizza e dalla Lazio. A casa manganelli, katane e accette.

ROMA – “Diabolik”, Fabrizio Piscitelli, 46 anni, carriera sospesa tra curva nord e camorra, torna in carcere tradito da una pizza e dalla squadra del cuore, la Lazio. La polizia ha “beccato” Diabolik seguendo e pedinando un ventenne, Alessandro Telich. Giovedì sera (24 ottobre) Telich arriva a Casalotti, quartiere a…

ROMA – “Diabolik”, Fabrizio Piscitelli, 46 anni, carriera sospesa tra curva nord e camorra, torna in carcere tradito da una pizza e dalla squadra del cuore, la Lazio. La polizia ha “beccato” Diabolik seguendo e pedinando un ventenne, Alessandro Telich. Giovedì sera (24 ottobre) Telich arriva a Casalotti, quartiere a nord-ovest di Roma, parcheggia e sale in un appartamento. La polizia decide di entrare nell’appartamento e, finita la partita della Lazio, nell’abitazione trovano anche lui, “Diabolik”, Fabrizio Piscitelli. Nelle perquisizioni la polizia trova di tutto: Jammer, utilizzati non solo per disturbare le frequenze radio e le comunicazioni telefoniche da fisso e da cellulare ma anche per impedire la localizzazione gps, e poi manganelli, fruste, mazze di legno, accette, katane giapponesi e una pistola a salve.

 

Un altro degli indagati (in tutto sono sette), Paolo Diana, si è invece costituito al commissariato Prati il 7 ottobre scorso. I due – secondo l’accusa – erano a capo di due bande di trafficanti di hashish che importavano droga dalla Spagna fino alla Rustica e poi a Rocca Priora e Grottaferrata.(Blitzquotidiano.it)

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