AGGIORNATO 21.30 – Biglia firma e riparte per il Belgio

AGGIORNATO 21.30 – Biglia firma e riparte per il Belgio

di ALBERTO ABBATE ROMA (AGGIORNATO ALLE 21.30)– Prima in buca a Fiumicino, poi in volata sul tapis roulant, quindi il rullo nero su bianco. Che flipper, Biglia! Dopo lo sbarco a Roma, la nottata lotitiana a Villa San Sebastiano, tre ore (8.15 – 11.15) di visite mediche in Paideia e…

di ALBERTO ABBATE

ROMA (AGGIORNATO ALLE 21.30)– Prima in buca a Fiumicino, poi in volata sul tapis roulant, quindi il rullo nero su bianco. Che flipper, Biglia! Dopo lo sbarco a Roma, la nottata lotitiana a Villa San Sebastiano, tre ore (8.15 – 11.15) di visite mediche in Paideia e la firma nel pomeriggio. Altro che vacanza romana, è una kermesse di gioia al galoppo. Non fiata, Lucas, mica è tutto fatto – si limano ancora i dettagli (commissioni) – con l’Anderlecht. Ma quella firma sbiadita sino al 2018, a 1,2 milioni a stagione, adesso comincia a colorarsi. E l’arcobaleno raggiunge in Argentina la piccola Allegra, la figlioletta di quattro anni, e la moglie 28enne Cecilia Ambrosio. Col pancione laziale pronto al trasloco: “A settembre arriverà il mio secondo figlio, un maschietto, nascerà a Roma”. Sarà italiano come nonna Otilia (col marito, emigrante fiorentina), sarà un aquilotto. Biglia è già un’aquila in regia, il “Principito” biancoceleste è ripartito con l’ultimo volo per Bruxelles, dove saluterà i compagni dell’Anderlecht e farà pressing sul club per il nulla osta definitivo. 

LA DEPRESSIONE – Una lacrima sul viso: “Papà, e ora guarda dove sono arrivato”. La carezza di mamma Estela, prima di lasciare Mercedes, sfiora ancora il viso di Lucas: “Sono stato lì in vacanza, è l’unico posto dove riesco a trovare pace con i miei cari. Dove gioco a tennis, calcetto e m’abbuffo d’asado coi miei amici”. Dove sbircia il cielo e rintraccia la guida maestra: “La depressione è passata, la morte di mio padre nel 2008 mi aveva traumatizzato. Eravamo legatissimi, passavano anche un’ora al giorno al telefono. Per metabolizzare la sua scomparsa sono andato in terapia, due miei fratelli mi hanno raggiunto a Bruxelles”. Jonathan e Blas in Belgio, Cristian e Karina lo coccolavano da lontano. Cinque figli, Lucas era il cocco di papà Miguel Angel “Pego”.

IL RAPPORTO CON PAPA’ PEGO – Bussola rotta, disorientamento, panico. A gennaio Biglia non riusciva proprio a riprendersi: “L’Anderlecht spedì un suo medico in Argentina”. Lucas si rannicchiava nel suo paesino, passeggiava malinconico sui ponti della sua infanzia. Non c’era più calcio, senza suo padre “Pego”. Lo aveva lanciato a 4 anni nell’Argentinos Juniors, da lui fondata e allenata a Mercedes, lo aveva seguito all’Independiente e ammirato a 20 anni all’Anderlecht. Che orgoglio: “La mia famiglia mi è sempre stata vicina. Quando ero all’Argentinos Juniors, gli sforzi dei miei genitori erano enormi, perché c’erano diverse spese e non avevo un procuratore. Pagavano anche i miei studi, per loro era la priorità assoluta. In prima squadra diventò tosta conciliare scuola e calcio, così ci fu un lungo colloquio con papà. Mi disse che dovevo fare una scelta, che lui mi avrebbe appoggiato comunque – ricorda ancora commosso – ma l’importante era sacrificarmi ed esserne sicuro”.

L’EREDE DI CAMBIASSO – Resurrezione italiana. E’ nato cinque, sarà ribattezzato col numero quattro a Formello: “La scuola dell’Argentinos Juniors si dedicava a formare soprattutto registi, che recuperano palloni e distribuiscono il gioco. Prima facevo molti più gol, adesso preferisco spedire in porta i miei compagni”. Il suo idolo è Xabi Alonso, eppure Cambiasso l’ha eletto suo erede: “Ha vissuto trascorsi simili a me, è un grande giocatore”, assicurava a gennaio, quando Lucas assaporava l’Inter. Grande visione di gioco, abilità in cabina di regia, un destro così educato su punizione: “Dedico due-tre ore ogni settimana agli allenamenti specifici sui calci piazzati”. Qualcuno lo ha paragonato a Redondo: Biglia è impiegabile, alla maniera del Cuchu, come vertice basso del centrocampo. Con l’Anderlecht, in sette stagioni, ha centrato quattro scudetti, una Coppa del Belgio e tre Supercoppe. Nel 2005, da capitano della Seleccion Under 20, conquistò il Mondiale in Olanda, al fianco della pulce Messi. Adesso lancerà il gigante Klose. 

Cittaceleste.it

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