FOCUS – Da Petkovic a Petkovic: facce diverse della stessa stagione

FOCUS – Da Petkovic a Petkovic: facce diverse della stessa stagione

ROMA – Nella Lazio 2012/13 c’è un personaggio la cui esperienza romana descrive in pieno quella che si sta rivelando essere la stagione biancoceleste: Vladimir Petkovic.Poco meno di un anno fa l’allenatore croato ha firmato il contratto che lo legava alla Lazio. Sorpresa, incredulità, dubbio, sgomento. Queste le emozioni provate…

ROMA – Nella Lazio 2012/13 c’è un personaggio la cui esperienza romana descrive in pieno quella che si sta rivelando essere la stagione biancoceleste: Vladimir Petkovic.
Poco meno di un anno fa l’allenatore croato ha firmato il contratto che lo legava alla Lazio. Sorpresa, incredulità, dubbio, sgomento. Queste le emozioni provate dal tifoso biancoceleste. “E mo’ chi è questo?”, “Ma ‘ndo l’hanno tirato fori?”, “Ma ‘nd’annamo quest’anno!”, “A sto punto se tenevamo Reja!”. L’arrivo di Vlado a Roma è stato condito dalla più totale perplessità del popolo biancoceleste. Nessuno lo aveva mai sentito nominare o visto allenare. Tutti pensavano al solito colpo low cost della gestione Lotito. In pochi credevano che questo allenatore potesse far bene. Pian piano, grazie alla sua personalità e al suo gran carattere, Petkovic è riuscito a convincere. L’inizio del cammino è stato un po’ zoppicante: amichevoli perse, gioco che mancava, calciatori che sembravano fuori forma. Con l’avvio del campionato, invece, la squadra ha iniziato ad accelerare e a collezionare risultati positivi. “Questo sì che è n’allenatore regà!”. “Ma lo vedi come fa giocà aaa squadra!”, “’Ndo ‘nnamo dominamo!”. L’ambiente Lazio si era infuocato. L’allenatore sconosciuto stava portando la squadra verso quelle posizioni che ormai non frequentava da un po’.
Gruppo vincente, carattere forte, bel gioco. Queste le caratteristiche della banda allenata da Vlado. Ovunque la Lazio giocava – campionato, Europa League, Coppa Italia -, riusciva a imporre il proprio gioco e a fare sua la partita. Tutto grazie all’allenatore venuto dalla Svizzera. Osannato da chi la Lazio ce l’ha nel cuore, coccolato dalla società che si crogiolava nell’affermare: “Lo abbiamo scoperto noi!”, corteggiato dalle grandi d’Europa, Vladimir Petkovic era l’uomo rivelazione della Serie A. Era perfetto!
Il passare delle giornate, i problemi che si accumulano, hanno fatto in modo che questo equilibrio iniziasse a vacillare. L’inizio del nuovo anno ha consegnato al calcio una Lazio nemmeno paragonabile a quella vista fino a dicembre. L’allenatore gioiello stava perdendo la sua luminosità. E come se ci si fosse ripresi da un abbaglio accecante, pian piano siamo riusciti a vedere la vera luce di Petkovic. I risultati deludenti, la classifica sempre più preoccupante, una squadra mai capace di imporre il gioco, hanno portato ad un ridimensionamento della figura che occupa la panchina biancoceleste. Il tecnico vincente, che a novembre veniva paragonato addirittura a Eriksson, ora viene accomunato a allenatori che non sono troppo ben ricordati a Roma. Il paragone con Davide Ballardini, tecnico fin troppo incline alle decisioni societarie, è stato immediato quando ci si è trovati ad affrontare problemi di organico avendo, inoltre, giocatori fuori rosa utilizzabili. I risultati carenti di questo ultimo periodo hanno portato i tifosi laziali a rimpiangere chi, fino all’anno scorso, sedeva sulla panchina della Lazio.
Da Vladimir Petkovic a Vladimir Petkovic. Due facce della stessa medaglia. Come quelle della Luna, una lucente e l’altra oscura. Quale di queste è quella vera? Quale di queste rappresenta la figura dell’allenatore croato? Bisognerà scoprirlo. E il più presto possibile. Per riuscire finalmente a capire se è stato tutto un bel sogno finito troppo presto o un incubo momentaneo.

Cittaceleste.it

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