FOCUS – Dea Bendata e cuore: cercasi BIS!

FOCUS – Dea Bendata e cuore: cercasi BIS!

ROMA – Quella vissuta a Milano, è stata una serata talmente bella, che quasi non sembrava esserci la Lazio in campo. Una squadra storicamente avversa alla Dea Bendata, improvvisamente premiata da una serie di episodi (udite udite) favorevoli. Piano piano, sottovoce. Sembrava tutto finto a San Siro: pazzesco. La Lazio…

ROMA – Quella vissuta a Milano, è stata una serata talmente bella, che quasi non sembrava esserci la Lazio in campo. Una squadra storicamente avversa alla Dea Bendata, improvvisamente premiata da una serie di episodi (udite udite) favorevoli. Piano piano, sottovoce. Sembrava tutto finto a San Siro: pazzesco. La Lazio che gioca bene e che si becca pure una buona dose di fortuna. C’è sempre una prima volta nella vita, ma noi laziali, non eravamo certamente preparati a tanto. Tre sberle a Stramaccioni e 15 anni di buio ‘Sansiriano’ finalmente spediti nel dimenticatoio. La Lazio vince e (sorte a parte) convince. Gioca, corre, entusiasma e segna, ah come segna la Lazio. Onazi è solo l’ultimo fotogramma: incanta Milano e la ‘Bela Madunina’, abbraccia Petko e punta al futuro. Quello più prossimo per la Lazio, adesso si chiama Sampdoria, dove c’è anche un pezzo di passato, romantico e accorato, che porta il nome di Delio Rossi. La salvezza con i blucerchiati l’ha praticamente raggiunta, manca un solo punto a quella ‘matematica’ e la speranza è che non gli salti in mente di farlo proprio oggi, qui, davanti alla sua gente, nel suo stadio. Dai Delio, magari la prossima volta. Alla Lazio, di punti ne servono ancora parecchi: sei non farebbero male, nelle prossime due partite. E’ il massimo disponibile ed è proprio il massimo che la Lazio deve dare, per non avere rimpianti e sopratutto, per non rimandare ogni velleità europea alla finalissima da disputare contro la Roma, in Coppa Italia, il 26 Maggio. Sta lì, quella data. Segnata in rosso sul calendario di tutti, magari anche in quello dello spogliatoio biancoceleste. Ci passi davanti, gli dai un occhiata e poi magari non ci pensi più. Non devi pensarci più. Già, perchè concentrarsi da adesso sull’evento dell’anno, probabilmente comporterebbe il rischio di aumentare (ce ne fosse bisogno) ancor di più l’importanza di quel match, di quella partita, di quel giorno. Accadrà tutto, in un giorno, ma non ancora. E allora, a mo’ di macchine, da qualche settimana a questa parte: non ci pensiamo e guardiamo al presente, come fa Candreva: “Viviamo alla giornata, – ha detto nel dopo la sfida con l’Inter –  poi faremo i conti alla fine. Noi intanto cerchiamo di chiudere con due vittorie nelle partite con Sampdoria e Cagliari, poi vedremo cosa faranno gli altri. I rimpianti per i tanti punti persi per strada nelle settimane scorse ci sono, ma vogliamo pensare solo alle prossime due partite. E poi all’altra, quella con la Roma in Coppa Italia“. Tutto per ordine, allora. La Lazio si è ritrovata e la giornata che stiamo per vivere allo Stadio Olimpico, potrebbe rivelarsi fondamentale per l’ingresso in quell’Europa che, seppur secondaria, rimane sempre un importante palcoscenico, dove mettersi in mostra e fare esperienza, in attesa di quel salto di qualità tanto atteso, che ancora stenta ad arrivare. “Il mercato della Lazio varierà a seconda delle competizioni che dovremo affrontare il prossimo anno” ha detto sicuro Lotito. Come concetto, non fa una piega: peccato che per arrivare a ‘certe competizioni’, devi prima fare mercato, quello di prima categoria. Senza arrivare a Cristiano Ronaldo, è ovvio, ma nemmeno raschiando ogni anno il barile degli ultra trentenni o dei calciatori a scadenza di contratto. In attesa di sviluppi e di una sessione di mercato estiva che si preannuncia piuttosto intricata, pensiamo allora a vincere tutto quello che c’è da vincere. Due partite e una finale.

MR

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