FOCUS – Di Canio, “Non chiamatemi eroe. Anche se..”

FOCUS – Di Canio, “Non chiamatemi eroe. Anche se..”

ROMA – Fenomenale, fantastico, unico, eroe. Non sa più che aggettivi utilizzare, il volubile pubblico del Sunderland, che adesso, d’un tratto, sembra essersi innamorato di Paolo Di Canio, criticatissimo prima del suo approdo alla guida della squadra biancorossa. L’abito, spesso non fa il monaco: figuriamoci le chiacchiere. Paolo Di Canio,…

ROMA – Fenomenale, fantastico, unico, eroe. Non sa più che aggettivi utilizzare, il volubile pubblico del Sunderland, che adesso, d’un tratto, sembra essersi innamorato di Paolo Di Canio, criticatissimo prima del suo approdo alla guida della squadra biancorossa. L’abito, spesso non fa il monaco: figuriamoci le chiacchiere. Paolo Di Canio, ha mostrato già in passato, di essere un ottimo insegnante di calcio e adesso, in Inghilterra, tutti sono pazzi di lui. Dopo 13 anni il Sunderland, con l’ex biancoceleste in panchina, ha conquistato per la prima volta i tre punti al James’ Park, contro i rivali del Newcastle ma Di Canio, ha fermamente espresso la sua volontà: rimanere con i piedi per terra. Interessante, è l’intervista rilasciata al portale Inglese Sky.com. “Io non voglio essere un eroe, non adesso – esordisce l’allenatore italiano – non quando saremo nella parte alta della classifica e nemmeno il prossimo anno. E’ troppo semplice per i tifosi, chiamare “eroi” i giocatori o il tecnico, se questi fanno cose giuste o un lavoro incredibile. Forse – ha proseguito Di Canio – se un giorno porteremo a casa qualche trofeo, allora, potranno chiamarmi eroe: ma non è questo il momento. Non sono un eroe se vinco una partita. Io i nostri tifosi li capisco bene, perchè ho provato la loro stessa sensazione quando, come tifoso della Lazio, da giovane, vidi segnare Giordano al derby, con una rete incredibile. Era il mio eroe. Mi piacerebbe restare nelle zone importanti della classifica, per me sarebbe un sogno. Però ripeto, non chiamatemi eroe. Un giorno, magari fra 10 anni, se sarò diventato il miglior manager di questo club, allora, potranno chiamarmi eroe. Non se vinco una partita, non se ne vinco due, non se ne vinco 10 o 20. Fra 10 anni, i risultati diranno se potrò essere chiamato ‘eroe’, anche se a me questo termine non piace. Poi certo..se regalerò ai tifosi.. qualcosa di speciale, ma di speciale davvero.. allora forse..”

R.Maccarone – Cittaceleste.it

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