FOCUS – Genio e follia: nel nome di Gazza

FOCUS – Genio e follia: nel nome di Gazza

Smorfie. Di dolore, divertimento, indifferenza, ma pur sempre smorfie. Erano quelle che caratterizzavano Paul “Gazza” Gascoigne e che compaiono in ogni sua foto che non passa mai inosservata. Parli di genio e follia e tornano alla mente carrellate di campioni di ogni epoca: dai talenti inglesi fino a FantAntonio Cassano…

Smorfie. Di dolore, divertimento, indifferenza, ma pur sempre smorfie. Erano quelle che caratterizzavano Paul “Gazza” Gascoigne e che compaiono in ogni sua foto che non passa mai inosservata. Parli di genio e follia e tornano alla mente carrellate di campioni di ogni epoca: dai talenti inglesi fino a FantAntonio Cassano e SuperMario Balotelli.

Poi, alla guida, c’è Paul che i laziali non riescono proprio a dimenticare. Sarà per i gol con la maglia celeste o gli scherzi da spogliatoio, ma ogni notizia negativa che lo riguarda è un tonfo al cuore per ogni tifoso romano che si è riversato nello Stadio Olimpico per accoglierlo prima della sfida al Tottenham. Segno che tutti quei tuoni di follia non sono mai stati dimenticati tanto quanto i lampi di genio.

“Ragazzi, non morite come me”: questo invece lo disse il portabandiera dei folli. George Best, probabilmente, diede il via a questo strano binomio che ad oggi non cessa di esistere e a volte porta al successo con una velocità maggiore rispetto agli altri.

Eppure a Paul Gascoigne queste parole non sono rimaste nella mente nonostante abbiano commosso qualsiasi amante del calcio. I suoi problemi tengono i fan attaccati a web e televisioni per informarsi delle vicende extra calcistiche che lo stanno portando ad un annullamento spaventoso fatto di affermazioni e contraddizioni che si susseguono rapidamente.

Eppure saranno i dribbling, saranno i sorrisi che ha strappato al pubblico, ma nessuno riesce a dimenticarlo. Tutti continuano ad aspettare il ritorno di quel genio sregolato tanto forte in campo quanto fragile nella vita di tutti i giorni. E cerca di ricordarlo guardando i “viziati” del nuovo campionato che sanno molto di imitazione e poco di genuinità.

Francesca Cuccuini

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