FOCUS – Hernanes nel bene e nel male

FOCUS – Hernanes nel bene e nel male

STADIO OLIMPICO – Bandiere, cori, tensione, passione e antagonismo: e’ Derby. La Lazio dopo i misfatti turchi, torna nel suo stadio per scaricare tutta la rabbia accumulata ad Istanbul e trasformarla in pura energia contro i rivali di sempre. Petkovic a sorpresa lascia in panchina Stefano Mauri e rilancia Onazi…

STADIO OLIMPICO – Bandiere, cori, tensione, passione e antagonismo: e’ Derby. La Lazio dopo i misfatti turchi, torna nel suo stadio per scaricare tutta la rabbia accumulata ad Istanbul e trasformarla in pura energia contro i rivali di sempre.  Petkovic a sorpresa lascia in panchina Stefano Mauri e rilancia Onazi dal primo minuto, concendendo al nigeriano la chance di riscatto dopo la copevole espulsione rimediata col Fenerbahce. Non c’è il brianzolo, ma c’è Miroslav Klose, finalmente recuperato tra i titolari dopo il rodaggio totalmente orientato al ritorno nella stracittadina. Anche Andreazzoli dal canto suo, sorprende con un cambio modulo dell’ultim’ora, abbandonando la difesa a tre per quella a quattro. In campo le due formazioni, differiscono per il numero di centro campisti a supporto dell’unica puinta prevista.

Subito avanti – Pronti-via è la squadra giallorossa a rendersi maggiormente pericolosa, grazie alle scorribande di Lamela e Pjanic, che sfruttano a dovere gli spazi aperti da Francesco Totti. Gonzalez fa fatica a tenere Florenzi, così il primo quarto d’ora è appannaggio romanista, tolta la botta di Candreva (uno dei migliori) che toglie un pò di pressione alla compagine laziale. Ma la vena profetica di Hernanes, sopita da tempo, finalmente esplode in tutta la sua divinità. Stop preciso su cambio-gioco di Lulic, finta di destro e bomba mancina sotto l’incrocio dai 25 metri: Apoteosi. La Roma accusa il colpo, la partita cambia volto e gli ospiti (si fa per dire) offrono un gioco spettacolare. Nei cinque minuti successivi la Lazio rischia il raddoppio in almeno due occasioni, con un Senad Lulic a tratti imprendibile.

Si alza il muro – I minuti scorrono lentamente, ogni azione è un’emozione. Nella fase centrale del primo tempo il match perde di contenuti spettacolari, ma l’intensità è sempre ai massimi livelli. I ragazzi di Petkovic provano ad abbassare i ritmi, incrementando la fase di possesso palla per sfruttare la condizione di vantaggio. La Roma di contro, vuole riprendere le redini del gioco, ma la Lazio si difende con ordine e riparte con regolarità, con Biava e Cana sempre attenti e puntuali. Pochi i pericoli da ambo le parti, gli spazi non ci sono e regna l’equilibrio. Prova a romperlo Totti con una bordata delle sue nel finale dei primi 45′, ma Marchetti alla prima parata, vola alla sua sinistra e  sventa il pericolo. Non c’è altro, si và all’intervallo con un risultato che è la perfetta fotografia dei meriti in campo.

Incubo Hernanes – Un inizio ripresa da mangiarsi le mani: Marquinhos dopo due minuti stoppa malamente in area e tocca con il braccio, rigore ineccepibile. Non è ineccepibile però, la battuta di Hernanes, che spiazza Stekelemburg, ma apre troppo il piatto destro e fallisce clamorosamente il raddoppio. La Roma riprende coraggio e Andreazzoli si gioca la carta Destro, che rileva un fischiatissimo de Rossi. La dura legge del calcio prende il sopravvento: Gol mangiato, gol subito. Ironia della sorte, è proprio Hernanes a causare il penalty realizzato da Totti di li a poco, per un fallo evitabile su Miralem Pjanic. Imprevedibile, incredibile. La Lazio sbanda e rischia il tracollo, ma grazie al doppio miracolo di Marchetti, prima su punizione di Totti e poi sul tentativo di tap-in di Lamela, il pari regge.

Biava vede rosso – Dal paradiso all’inferno, dal colore del cartellino sventolato in faccia a Giuseppe Biava, che dopo la seconda ammonizione rimediata per fallo su Marquinho, lascia la Lazio in dieci uomini. Ciani rileva Ledesma e si passa al 4-4-1, con Kozak che aveva precedentemente sostituito un Klose ancora in debito di condizione. Solo un’occasione per il tedesco, mal sfruttata, e poco altro. gara in netta salita, la Roma ci crede e costringe Cana & Co. agli straordinari, ma la reazione biancoceleste c’è, determinata e volitiva. Kozak e Onazi addirittura, avrebbero la nuova occasione di far male, ma mira e tempo di battuta non sono dei migliori. Dall’altra parte è sempre Totti a mettere paura alla retroguardia laziale, abile nel lanciare i suoi negli spazi, forti della superiorità numerica.

Nè vincitori, nè vinti – Il risultato regge. Al 90′, il quattro minuti di recupero concessi da Mazzoleni, suonano come un’interminabile annuncio di sofferenza. Ma alla fine, anche grazie al moto d’orgoglio biancoceleste, si finisce in attacco e la Lazio scaccia l’ombra del ribaltone. un punto che non serve a sognare in grande, ma che basta per mantenere la supremazia capitolina e proiettarsi alla fida di rutorno di Europa League con maggiore serenità. Il rimpianto però, è visibile negli occhi dei calciatori che hanno accarezzatto il sogno del quarto successo consecutivo. Soprattutto in quelli di Anderson Hernanes, vero e proprio uomo derby. In tutti i sensi, nel bene e nel male.

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