FOCUS – La speranza dura 13 minuti ma..

FOCUS – La speranza dura 13 minuti ma..

L’Italia è fuori dall’Europa. L’Impresa non è riuscita nemmeno alla Lazio. Ma se il Bayern a Torino ha dimostrato di essere superiore alla Juve, il Fenerbahçe, al contrario, ha confermato di essere piuttosto inferiore alla Lazio. Purtroppo la partita della scorsa settimana ha modificato un equilibrio che, a giochi regolari,…

L’Italia è fuori dall’Europa. L’Impresa non è riuscita nemmeno alla Lazio. Ma se il Bayern a Torino ha dimostrato di essere superiore alla Juve, il Fenerbahçe, al contrario, ha confermato di essere piuttosto inferiore alla Lazio. Purtroppo la partita della scorsa settimana ha modificato un equilibrio che, a giochi regolari, avrebbe mandato avanti i ragazzi di Petkovic. Invece, la pessima direzione di gara dello scozzese Collum arbitro modesto ma dalla Uefa considerato d’élite, ha deciso le sorti di questa sfida più di quanto non abbiano fatto Candreva, Lulic e compagni. E questo è l’aspetto peggiore di questo quarto di finale. Non hanno vinto i migliori, ha vinto la squadra che ha potuto contare su maggiori aiuti. Peccato che su tutto questo la Uefa, sorda e cieca, non avvierà una riflessione. Perché se le cose stanno così, allora non si può certo mettere la mano sul fuoco sulla regolarità di questo tratto di competizione. Un torneo così importante non può essere guastato da arbitri mediocri, di scarsa personalità che evidentemente avvertono il condizionamento ambientale e da quel condizionamento si lasciano guidare nelle scelte. Peccato perché la Lazio il suo l’ha fatto, ci ha creduto ma l’illusione si è spenta troppo presto, dopo appena tredici minuti.

EMERGENZA – Petkovic ha dovuto fare di necessità virtù a causa dei troppi infortunati (Dias, Konko, Peirerinha), dei molti squalificati (Mauri, Onazi) e dei numerosi acciaccati che hanno trovato posto solo in panchina (Gonzalez, Klose e Floccari). Senza quasi una squadra, il tecnico ha dovuto rivedere alcune posizioni e aggiornare un po’ il modulo. Biava è stato mandato a destra e Cana ha fatto coppia con Ciani; Candreva inizialmente a sinistra a centrocampo è passato a destra visto che da quella parte Lulic incontrava enormi difficoltà. Alle spalle di Kozak si è sistemato Ederson che è entrato subito in partita (prima di alcuni suoi compagni). Oggettivamente il Fenerbahçe non è una potenza del calcio europeo ma è scorbutica, come tutte le squadre turche e sa difendersi (anche perché lo ha fatto in massa tenendo davanti il solo Webò). La Lazio è andata a sbattere contro un vero e proprio muro con Hernanes che ancora sotto choc per il rigore sbagliato nel derby e perciò desideroso di riscatto, ha ingaggiato una sorta di duello a distanza con Volkan Demirel finendo per danneggiare la sua squadra visto che solo in un caso una delle sue troppe conclusioni dalla distanza ha creato qualche problema (il portiere ha perso il pallone ma lo ha ripreso prima dell’arrivo di Kozak); in un’altra occasione, su punizione, Volkan Demirel si è fatto sorprendere troppo fuori la porta (ha rimediato fermando il pallone sulla linea tra le gambe). Alla fine l’unico vero tiro lo ha prodotto Ederson. Troppo poco per ridurre le distanze rispetto al risultato dell’andata.

ILLUSIONE – Nonostante i problemi, nonostante le difficoltà la Lazio ha provato a crederci sino alla fine e la fiducia della squadra è aumentata quando Candreva (il migliore) ha messo una palla esattamente sulla testa di Lulic che l’ha spinta in rete. Petkovic ha osato tutto l’osabile, inserendo prima Klose al posto di Biava (e passando alla difesa a tre) e poi mettendo Floccari al posto di uno stremato Ederson. Contemporaneamente, però, Ucan rilevava Cristian e questa contemporaneità premiava Kocaman. Infatti, pochi secondi dopo proprio Ucan pescava Webò che trovava a destra completamente solo Caner Erkin che dopo essere stato decisivo all’andata, è stato ancora più decisivo ieri mettendo dentro la palla del pari e sottolineando le difficoltà di una squadra che in questo momento manca di un giocatore di ruolo a destra (in difesa). Lì è oggettivamente terminata la sfida. Nella maniera peggiore perché restano i rimpianti. E resta la rabbia per un arbitraggio che nella partita che alla fine ha pesato di più nell’economia generale, ha lavorato solo contro la squadra italiana. Ieri lo stadio era vuoto ma da qualche parte si aggirava il fantasma dell’ineffabile signor Collum.

Fonte: Il Corriere dello Sport

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