FOCUS – Lazio, il tris è straniero…

FOCUS – Lazio, il tris è straniero…

ROMA – La Lazio riprende a volare. Con qualche tentennamento ma con pieno merito. Il risultato, anzi, poteva essere molto più largo. Certo, mezz’ora di superiorità numerica avrebbe dovuto agevolare i ragazzi di Petkovic ma, sembrerà strano, in undici contro dieci la Lazio ha perduto un po’ di cattiveria, di…

ROMA – La Lazio riprende a volare. Con qualche tentennamento ma con pieno merito. Il risultato, anzi, poteva essere molto più largo. Certo, mezz’ora di superiorità numerica avrebbe dovuto agevolare i ragazzi di Petkovic ma, sembrerà strano, in undici contro dieci la Lazio ha perduto un po’ di cattiveria, di determinazione ed è stata costretta ad attendere una capriola di Hernanes al 49’ della ripresa, cioè sul fischio finale di un confuso Irrati, per dare un senso più compiuto a una gara che il Catania non ha mai dato l’impressione di poter rimettere in equilibrio (a parte il gol casuale, nato da un regalo di Cana, realizzato subito dopo il vantaggio di Ederson). A Hernanes sono stati sufficienti diciotto minuti per chiudere la pratica con un tiro radente dal limite. Il Catania, espulsione (di Bellusci) a parte, ha dato l’impressione di essere la copia decisamente sfocata della squadra vista orgogliosamente all’opera nella scorsa stagione. A livello offensivo produce poco (lo confermano i quattro tiri verso la porta di Marchetti contro la ventina prodotti dai laziali); dal punto di vista del gioco sembra aver smarrito l’identità che l’ha fatto brillare prima con Montella e poi con Maran. Lo stesso possesso-palla è da questo punto di vista impietoso, largamente favorevole alla Lazio.

ERRORI – Quando le squadre sono preoccupate normalmente tendono a perder palla in maniera banale, semmai anche a consegnarla agli avversari che ringraziano e capitalizzano. Lazio e Catania per motivi diversi hanno dato vita, nei primi quarantacinque minuti, a una vera e propria sagra degli errori. La sconfitta del derby ha lasciato nei ragazzi di Petkovic qualche tossina, qualche insicurezza. Poi i troppi indisponibili quasi tutti nello stesso reparto (la difesa) e l’assenza di Klose, cioè il punto di riferimento in attacco, hanno aggiunto paure. Ben più fondati, comunque, i timori del Catania arrivato all’Olimpico avendo alle spalle un ruolino di marcia da vera e propria crisi: tre sconfitte e un pari. Maran è alla ricerca del suo Catania tanto è vero che sta cambiando con una certa frequenza modulo nel tentativo di trovare un equilibrio che continua a mancare. Ieri, dopo la divagazione della difesa a tre, i siciliani sono ritornati alla linea a quattro con un solo attaccante (l’omonimo dell’allenatore della Lazio, Bruno Petkovic), Plasil che gli girava attorno. Ha cambiato anche la Lazio rinunciando a Hernanes, puntando sul doppio mediano e su Ederson trequartista centrale con Candrea e Lulic ai lati.

I ragazzi di Petkovic hanno sicuramente fatto la partita, fatto più possesso-palla, tirato di più ma alla resa dei conti tutto è nato dagli errori. Il primo gol di Ederson propiziato da un pessimo intervento di Andujar che faceva rimbalzare la palla verso Pereirinha che trovava il compagno brasiliano a pochi metri dalla porta; il pari di Barrientos agevolato da un «assist» di Cana che avrebbe voluto (inspiegabilmente) allungare il pallone a Pereirinha evidentemente facendolo passare «attraverso» l’avversario che lo pressava; il raddoppio laziale di Lulic «lanciato» da un passaggio a metà campo di Guarente.

SPRECO – La gara è stata condizionata dalle scelte arbitrali, molte delle quali sbagliate. Ma certo l’espulsione di Bellusci (il secondo giallo ineccepibile, il primo era stato generato da proteste non del tutto infondate) ha modificato gli equilibri. Il Catania che sembrava già sufficientemente domato, costretto a risistemarsi accentrando in difesa Biraghi, abbassando Monzon e tenendo comunque due punte (Barrientos e Leto subentrato a Bruno Petkovic, con il ripiegamento a centrocampo di Plasil) solo nel finale ha creato alla Lazio qualche preoccupazione. Per il resto, molto di più ha sprecato la squadra di Vladimir Petkovic che forse ha peccato di supponenza, ritenendo ormai la storia chiusa. La vittoria che rilancia la Lazio in classifica, è comunque un segnale confortante: le amarezze del derby, seppur con qualche difficoltà, sono state smaltite e adesso si può guardare al futuro. Semmai recuperando qualche difensore visto che anche ieri sera la coppia di centrali (soprattutto sul versante di Cana) ha mostrato molte lacune. Ha esordito il giovane Perea ed è sembrato più vitale di Floccari. (Corriere dello Sport)

 

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