FOCUS – Lazio, Petkovic balla…

FOCUS – Lazio, Petkovic balla…

ROMA – Ha chiesto fiducia. E sta provando a portare serenità. Ma le prossime due partite contro Cagliari e Milan potrebbero segnare il suo destino, che comincia ad essere a rischio. Petkovic non avverte la crisi o forse è l’unico modo per provare a superarla. E’ stata un’altra delusione e…

ROMA – Ha chiesto fiducia. E sta provando a portare serenità. Ma le prossime due partite contro Cagliari e Milan potrebbero segnare il suo destino, che comincia ad essere a rischio. Petkovic non avverte la crisi o forse è l’unico modo per provare a superarla. E’ stata un’altra delusione e questo pareggio con l’Apollon Limassol non può bastare a sorridere, perché la Lazio ha giocato soltanto un tempo (il primo) e non è riuscita a segnare lo straccio di un gol. Una squadra lenta e involuta, preoccupata nella fase difensiva, leziosa e irritante in attacco. Ci vorrebbe la sciabola e tutti usano il fioretto, stoppano la palla con la suola dello scarpino e si guardano allo specchio, mentre gli avversari corrono il doppio. Mancava Candreva, che almeno prova a tirare una sassata da fuori e ti dà la sensazione dell’attacco vigoroso. Ieri sera a Nicosia i fantasisti della Lazio hanno messo in scena una rappresentazione accademica. Ballavano ai limiti dell’area senza avere la forza di sfondare la rete. Petkovic era molto deluso, moscio quanto la sua squadra, ma dopo il novantesimo e una contestazione vibrante di una cinquantina di tifosi (gli unici a dare segnali di vitalità), ha cercato di sottolineare gli aspetti positivi di un primo tempo in cui erano state costruite quattro occasioni limpide e altre situazioni buone per segnare. «E’ mancata un po’ di brillantezza, i ciprioti hanno chiuso gli spazi, ma abbiamo fatto tanto gioco e molti tiri in porta. Dobbiamo essere più cattivi. Se non si segna, non si vince. Abbiamo creato parecchie occasioni, ma ci manca ancora la cattiveria giusta nell’ultimo passaggio o sui tiri da sedici metri. Con un po’ di fortuna potevamo fare nostra la partita. Dobbiamo restare sereni e continuare a lavorare come stiamo facendo» ha spiegato il tecnico di Sarajevo, che ha dichiarato di essere ottimista. La Lazio è seconda nel girone di Europa League, ma non vince da cinque partite. «Sinora in Europa abbiamo pareggiato due volte in trasferta, mentre all’Olimpico abbiamo ottenuto la vittoria. Bisogna continuare con questo ritmo, volevamo vincere a tutti i costi qui a Cipro. Peccato, perché così avremmo potuto chiudere la qualificazione già nel ritorno con l’Apollon. Sono fiducioso, la squadra sta giocando, questa volta sarebbe bastato un gol».

CONVINZIONE – Quando gli è stato chiesto come spiegasse il calo e così tanta differenza tra il primo e il secondo tempo, Petkovic ha chiamato in causa l’atteggiamento dei ciprioti. «Il nostro avversario ha giocato in due diverse maniere. Nel primo tempo erano più aggressivi, più alti. Nella ripresa ci aspettavano per colpirci in contropiede. Abbiamo avuto meno spazio per creare gioco ed eravamo anche meno brillanti, nonostante questo qualche occasione per segnare l’abbiamo costruita anche nel secondo tempo. E’ una vittoria che ci manca». Davanti, negli ultimi trenta metri, la Lazio fa tantissima fatica. C’è solo un modo per sbloccarsi. «Continuando a lavorare, a crederci di più, sperando di avere più fortuna, Certi rimpalli potevano finire in rete. Ci vuole cinismo a questi livelli, invece difettiamo in concretezza». Ha difeso Hernanes e Gonzalez. «Certamente la Confederations non li ha favoriti, ma non vedo loro due in modo così nero. Hanno giocato una discreta partita. Tutta la squadra, segnando un gol, si sbloccherebbe. Speriamo di riuscirci il più presto possibile, magari domenica contro il Cagliari». Dopo Bergamo, forse ci si aspettava un’altra reazione. Petkovic ha difeso la Lazio. «Ho visto una risposta di qualità. L’avversario di stasera non era così scarso. Abbiamo avuto tante possibilità per sbloccare la partita. Se avessimo segnato, sarebbe andata in un’altra direzione». Ora come se ne esce? «Dobbiamo crederci di più».
 (Corrieredellosport)

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