FOCUS – Mercato? Lotito ha speso più soldi dei Campioni D’Italia

FOCUS – Mercato? Lotito ha speso più soldi dei Campioni D’Italia

La storia si è capovolta. La Lazio spende senza vendere, la Juve spende vendendo. Il raffronto suggerito dal match di stasera e dalla filosofia condivisa dai due club, al di là delle differenti storie e tradizioni, lascia emergere anche un’inversione di tendenza. Fino a questa sessione, infatti, era stata sempre…

La storia si è capovolta. La Lazio spende senza vendere, la Juve spende vendendo. Il raffronto suggerito dal match di stasera e dalla filosofia condivisa dai due club, al di là delle differenti storie e tradizioni, lascia emergere anche un’inversione di tendenza. Fino a questa sessione, infatti, era stata sempre la Juventus a spendere di più per rinforzarsi, e se è vero che due scudetti di fila autorizzano a limitare il maquillage e operare ritocchi essenziali, è anche vero che il paragone fra strategie evidenzia la volontà laziale di effettuare un ulteriore salto di qualità e attenuare il gap. La partita, attesissima, offrirà uno spaccato dei valori aggiunti: c’è stata la Supercoppa, certo, ma il 4-0 luccicava d’oro falso. E lo stesso Conte l’ha candidamente giudicato eccessivo.

LA JUVE – Chissà, in corso Galileo Ferraris, come hanno preso davvero le parole di Antonio Conte: la facciata impone la sottoscrizione di concetti che intendono spazzare l’euforia e dirottare l’attenzione, ma non deve essere semplice metabolizzare parole dure e toni contrariati dopo un mercato in linea, finché possibile, con i summit di fine stagione. L’impossibile è Camilo Zuniga, ma se il Napoli resiste non si può certo rapire, solo rinviare – in assenza di rinnovo – al prossimo giugno quando il contratto azzurro avrà fine. Non dev’essere semplice ritrovarsi nell’occhio del ciclone, anche se è colpa della foga e non dell’intenzione, dopo aver arruolato Carlos Tevez, il top player atteso da anni, Fernando Llorente che è campione d’Europa e del Mondo, e Angelo Ogbonna, un nazionale, complicatissimo perché conteso e anche perché vice-capitano del Torino. Senza soffermarsi sull’investimento Zaza, considerato il centravanti del futuro.

AUTOFINANZIAMENTO – Il tutto, nel rispetto dell’autofinaziamento che è l’unico modo di opporsi a sceicchi e mecenati, aspettando che i ricavi da stadio si avvicino ai parametri europei. Limitandosi al saldo cessioni-acquisti isolato alla rosa di prima squadra, la Juve è in rosso di appena 3,5 milioni (ci sono i bonus, certo, ma sono legati ai risultati: quelli di Tevez raggiungerebbero il top solo se la Juve dovesse vincere tutto per anni), ma allargando l’analisi a tutte le operazioni (riscatti onerosissimi come Asamoah, cessioni di Primavera o calciatori rientrati da prestito) il saldo negativo è di appena 10,5 milioni.

LA LAZIO – Cifra minuscola, di questi tempi, come dimostra anche il confronto con la Lazio, altra società attentissima a coniugare ambizioni ed esigenze di bilancio: abile a moderare le spese giocando su tempestività e intuizione. Negli ultimi anni i biancocelesti sono tra i club italiani vincenti (2 Coppe nel 2009, 1 nel 2013) e hanno i bilanci sani. Ebbene, il club del presidente Claudio Lotito in questa sessione di mercato ha speso di più senza vendere i gioielli (e sta tentando l’assalto a Yilmaz…): 24,9 milioni (quasi per intero destinati ad acquisti: l’unico riscatto, quello della metà di Candreva, è costato 1,7 milioni) a fronte di appena 3 milioni di ricavi per un saldo negativo di 21,9 milioni. Investimenti intelligenti, analizzando le singole voci e il rapporto qualità-prezzo. La strategia di Lotito e Tare è stata decisa guardando al futuro, abbassando l’età media della rosa, sperando che i talenti scelti (per quanto costosi) esplodano presto, prestissimo.

Fonte: Corriere dello Sport

Cittaceleste.it

 

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