FOCUS – Petkovic, scatta il piano rivincita

FOCUS – Petkovic, scatta il piano rivincita

Quattro pappine amarissime, indigeste. Quattro pappine, sono state deglutite nella notte della Supercoppa, hanno generato amarezza e nervosismo, la rabbia del presidente Lotito: non s’aspettava di perdere in quel modo contro il nemico Agnelli. Il destino, per fortuna, s’era rivelato amico in tempi non sospetti proponendo la sfida numero due…

Quattro pappine amarissime, indigeste. Quattro pappine, sono state deglutite nella notte della Supercoppa, hanno generato amarezza e nervosismo, la rabbia del presidente Lotito: non s’aspettava di perdere in quel modo contro il nemico Agnelli. Il destino, per fortuna, s’era rivelato amico in tempi non sospetti proponendo la sfida numero due contro la Juve a distanza di pochi giorni. Si tornerà sul ring sabato sera, nell’anticipo dello Juventus Stadium, meglio così, gli incubi vanno affrontati per scacciarli. Petkovic e i suoi meditano la “vendetta”, progettano il riscatto, non si faranno mettere i piedi in testa un’altra volta. Vlado ha fatto lavorare la squadra lunedì, ha concesso un giorno di riposo martedì, ieri mattina ha ritrovato la truppa a Formello. Prima di scendere in campo la squadra ha studiato seduta davanti alla televisione: per mezzora è rimasta incollata al video. Che c’era in onda? Il match con l’Udinese e forse quello di Supercoppa. Petkovic non stenderà più tappeti rossi a Conte, nel primo tempo della finale riuscì a tenere botta, ma l’inizio della seconda fase fu tragicomico. Accorgimenti tattici, lezioni imparate, la rabbia da trasformare in energia positiva: entriamo nelle strategie dell’allenatore, proviamo a metterci nei panni dei biancocelesti. Quei quattro gol bruciano sulla pelle dei laziali di ogni età e genere. In campo, sabato sera, vorremmo esserci tutti.

LA TATTICA – Cana-Biava centrali, centrocampo solido. Candreva sarà jolly
Non sarà la stessa Lazio, la Juve è avvertita. Non lo sarà tatticamente, non lo sarà nei ruoli chiave. Petkovic progetta la rivincita, ha regalato mezza Supercoppa a Conte, non ripeterà gli stessi errori, sarà più prudente. Il punto di ripartenza è il match vinto con l’Udinese, la Lazio che sbarcherà a Torino verrà disegnata su quella falsariga. Vlado ha promosso il 4-4-1-1, potrebbe riproporlo. L’alternativa è il 4-1-4-1, gli interpreti non cambierebbero. Occhio al 3-5-2 utilizzato nel finale contro i friulani. I dubbi s’annidano in difesa: domenica sono partiti Cana e Novaretti, furono scelti al posto degli acciaccati Biava e Dias. Cana s’è confermato affidabile, ma è stato costretto ad uscire a causa di un infortunio. Novaretti ha retto un tempo, ha vacillato quando s’è esibito in tandem con Dias. Petkovic spera nel recupero del centrale albanese, ieri ha svolto lavoro differenziato, oggi dovrebbe tornare in gruppo. Il tecnico vuole associare Cana a Biava. Dias era partito bene, domenica è apparso di nuovo insicuro, rischia un’altra esclusione. A disposizione ci sarebbe anche Ciani, parte dietro. Nessun dubbio sulle fasce: Konko è out, lo sostituirà Cavanda. Radu si piazzerà a sinistra. La regia sarà affidata a Biglia, potrebbe agire davanti alla difesa (4-1-4-1) oppure al fianco di Hernanes (4-4-1-1). Nel primo modulo Gonzalez fungerebbe da mezzala, nel secondo partirebbe largo a destra (Biglia farebbe coppia col Profeta). Il Tata giocherà sicuramente, un uomo di forza e fatica stavolta ci sarà, la Juve sulla mediana non se la spasserà. Hernanes graviterà sulla mediana, non lo vedremo sulla trequarti, Lulic occuperà la corsia sinistra. E’ da escludere l’utilizzo del “doppio regista” eppure una diga come Ledesma farebbe comodo. E’ da chiarire la posizione di Candreva: in campionato ha svariato sulla trequarti, ha agito alle spalle di Klose. Può far male così.

GLI ERRORI – Mai più Hernanes sacrificato. Spazi coperti e prudenza
Al termine della Supercoppa stravinta Conte si presentò ai microfoni dei giornalisti: «Questa partita ha dimostrato quanto questa stagione sarà dura». Se fosse ancora vivo Albertone Sordi probabilmente gli avrebbe dedicato una sonora pernacchia. La Lazio di domenica 18 agosto semplicemente non era stata un avversario. Se la Juve trovasse sempre sparring partner così modesti, si riconfermerebbe campione d’Italia anche bendata. Sabato occorre allora ripartire da quella rabbia che ancora quelle parole – nella sostanza false in quell’occasione – producono. La Lazio si presentò con un’inedita coppia di registi bassi davanti alla difesa, Ledesma e Biglia, che si pestarono i piedi, senza produrre grande filtro. Una batteria di trequartisti in cui Hernanes si preoccupò unicamente di rincorrere Pirlo. Klose così tanto isolato lì davanti che non impensierì mai la Juve. La difesa fu pugnalata, la lentezza da brividi della coppia difensiva Dias-Biava aveva reso una scampagnata la trasferta all’Olimpico della truppa bianconera. Le reti di Lichtsteiner e Chiellini dicono di praterie che sarebbe delittuoso concedere nuovamente. Petkovic è consapevole che quella bruttissima pagina deve essere relegata a parentesi da archiviare in fretta. Ma senza dimenticare. Ha tenuto a rapporto i calciatori, li ha catechizzati, ha mostrato e ri-mostrato loro i filmati del 4-0 subito. Dalle ceneri si ricostruisce. Mezz’ora di seduta video, poi Petkovic alle 11.30 ha mandato tutti in campo per un allenamento prettamente tecnico (partitelle 5 contro 5). Guidolin e l’Udinese nella partita di domenica nel primo tempo sono stati storditi dalla trame biancocelesti. Che possa ricapitare anche con Conte?

LA PSICOLOGIA – Orgoglio e grinta: quel 4-0 scatenerà la reazione laziale
L’anno scorso per buona parte della stagione aveva rappresentato il filo rosso delle emozioni nel calcio italiano. La sfida tra Lazio e Juventus aveva infiammato la passione prima in campionato (dopo la prima giornata di ritorno i bianconeri erano soltanto a tre lunghezze), e quindi in Coppa Italia con Floccari che nel ritorno della semifinale spense le velleità della squadra di Conte dopo il gol di Vidal). E questa stagione è riniziata dov’era finita, proprio dalla sfida tra Juventus e Lazio in Supercoppa. La scoppola è stata pesantissima. Quattro gol “vergognosi” – definizione di Petkovic – che hanno fatto nascere immediate preoccupazioni sull’effettiva qualità dell’organico biancoceleste. Domenica scorsa la vittoria serale ai danni dell’Udinese ha ridato respiro alla Lazio che però sabato è attesa dalla prima grande chance di riscatto. Troppo brutta per essere vera quella travolta dai bianconeri. Radu e compagni giurano di aver capito la lezione e di stare facendo il conto alla rovescia per scendere nuovamente in campo contro i campioni d’Italia. La differenza tecnica resta notevole, nonostante gli interventi di mercato, ma quello che si può mettere in campo di diverso è l’atteggiamento mentale. Disastroso quello della Lazio nella seconda parte di gara: quattro minuti che hanno sconvolto la gara. La tensione nervosa non deve calare. Non deve collassare in quel modo. Quindici giorni in più saranno serviti al gruppo per immergersi nei diktat tattici di Petkovic. Seguire il timoniere con più facilità e naturalezza potrà risultare decisivo nel non sprecare preziose energie e prestare quindi il fianco alle pericolosissime ripartenze di Pogba e soci.

Fonte: Il Corriere dello Sport

Cittaceleste.it

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