FOCUS – Una gara che vale tanto e vale poco.

FOCUS – Una gara che vale tanto e vale poco.

ROMA – Milan, e non Cagliari, per rialzarsi. La Lazio arriva alla sfida di San Siro lontana dalla zona Europa. Ancor peggio sta il Milan. Quello che doveva essere un big match alla vigilia dell’inizio del campionato, si è tramutato nell’ultima spiaggia per entrambe le compagini. I biancocelesti, dopo la…

ROMA – Milan, e non Cagliari, per rialzarsi. La Lazio arriva alla sfida di San Siro lontana dalla zona Europa. Ancor peggio sta il Milan. Quello che doveva essere un big match alla vigilia dell’inizio del campionato, si è tramutato nell’ultima spiaggia per entrambe le compagini. I biancocelesti, dopo la vittoria di ieri, hanno ora a disposizione anche il pareggio. La differenza sta tutta la. La sconfitta, infatti, getterebbe all’inferno una delle due compagini. Aggancio del Milan e Lazio in crisi da trasferta, pareggio che lascia entrambe nel limbo, Lazio nuovamente in volo e Milan nel baratro. Questi i tre possibili scenari apocalittici di un mercoledì per cuori forti.

 

Ieri la Lazio ha portato in cascina tre punti fondamentali, ma certo non ha mostrato un grande gioco. Annodata nei dubbi mentali del suo tecnico e in quelli di tanti calciatori, la formazione è apparsa lunghissima sul campo, incapace di rimanere compatta, con le distanze giuste fra i reparti. L’ingresso del campione, del leader, ha dato la scossa. Una svolta mentale che andrà quantificata in uno stadio dove le aquile non volano più dal lontano 1989, autogol di Maldini. Un’era fa. Non c’è tempo però per l’amarcord. Arbitraggi, sudditanza psicologica, differenza di forza fra le rose. Nel calderone di oltre due decenni fra sconfitte e pareggi finisce di tutto. Mai come mercoledì, però, Milan-Lazio, è valsa tanto e poco allo stesso tempo. La sensazione è che fra i dilemmi interiori di Balotelli, già stufo dell’Italia, il vortice di critiche fra Petkovic ed Allegri, l’inadeguatezza dell’attacco biancoceleste eccezion fatta per il redivivo Klose, si andrà incontro ad una gara dove chi avrà meno paura potrà farla da padrone. San Siro, la dove devono osare le aquile. Perchè se è vero che questa squadra non è stata adeguatamente rinforzata in campagna acquisti, è anche vero che non è così scarsa da non poter mai vincere lontana dal suo pubblico. Ballardini è uno spettro troppo lontano e troppo diametralmente distante per essere paragonato all’era Petkovic 2.0. In comune quella Lazio e questa hanno solo la società. Non poco, ma non tutto.

Cittaceleste.it

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