FUTURO – Il rinnovo di Vlado resta un rebus

FUTURO – Il rinnovo di Vlado resta un rebus

ROMA – Dentro la crisi aperta dalla sconfitta di Bergamo e dall’incontro sollecitato da Lotito non c’è soltanto il disagio legato alla classifica e all’altalena di rendimento della Lazio. Dentro c’è un buco di quattro mesi e che deve essere riempito di contenuti, azzerando equivoci e compromessi, ristabilendo un obiettivo…

ROMA – Dentro la crisi aperta dalla sconfitta di Bergamo e dall’incontro sollecitato da Lotito non c’è soltanto il disagio legato alla classifica e all’altalena di rendimento della Lazio. Dentro c’è un buco di quattro mesi e che deve essere riempito di contenuti, azzerando equivoci e compromessi, ristabilendo un obiettivo comune. L’avventura di Petkovic a Formello è stata chiara sino al 26 maggio e alla finale di Coppa Italia. Un po’ meno dopo. Se non avesse piegato la Roma, garantendo la qualificazione all’Europa League, forse avrebbe rischiato l’esonero e lo stesso Vlado, dopo l’ultima giornata di campionato (trasferta a Trieste e sconfitta con il Cagliari) a sorpresa aveva messo in discussione la propria permanenza sulla panchina biancoceleste. Il giorno dopo la finale di Coppa Italia l’incontro con Lotito venne blindato e secretato. Non uscì mezza notizia su cosa si erano detti, ma era implicito un aspetto: il tecnico aveva accettato il mandato della società e conosceva perfettamente le strategie. Bisognava aprire un nuovo ciclo e ringiovanire progressivamente la rosa, che sarebbe stata allargata per restare competitivi in campionato e in Europa senza avere gli stessi scompensi del passato inverno. Petkovic scappò in Svizzera per le vacanze, dando appuntamento al ritiro di Auronzo. Neppure una parola e un’intervista sibillina, nei primi giorni di preparazione sotto le Tre Cime di Lavaredo, il cui senso era sembrato spigoloso. «La Lazio mi ha dato tanto. Io penso di aver dato tanto. Ora dovremo crescere insieme e andare avanti di pari passo» disse testualmente Petkovic. Si sentiva più forte, quasi in credito, mettendo un punto interrogativo sul suo futuro. Non era più l’allenatore sconosciuto arrivato dalla Svizzera. Rinviato o congelato qualsiasi discorso di rinnovo del contratto in scadenza nel 2014. Quando la società lo aveva proposto, il tecnico bosniaco aveva preso tempo. All’inizio di agosto Tare parlò di un patto sancito con Petkovic e qualche giorno fa ha chiarito il concetto. Anche Reja era abituato a verificare le intese e firmare il rinnovo di anno in anno. Nessuno, in casa Lazio, ha messo in difficoltà Petkovic sotto l’aspetto contrattuale. «C’è un buon rapporto» ha ripetuto Lotito anche domenica sera, quando rispondeva al telefono a chi gli chiedeva se stesse pensando a un cambio in panchina.

SCENARI

– Voleva vederlo e parlarci. Bene, faccia a faccia, guardandosi negli occhi. Perché già in tre occasioni, durante le ultime settimane, Lotito avrebbe voluto incontrare e confrontarsi con Petkovic. Si può andare avanti a scadenza, ma bisogna essere convinti delle motivazioni, degli stimoli, della voglia di continuare a dare tutto (anche inconsciamente) sul campo. Alla Lazio oggi mancano cattiveria e mentalità vincente, tocca all’allenatore trasmetterle ai giocatori. E poi le incertezze sul futuro. Sono cominciate a circolare indiscrezioni di una presunta offerta a Petkovic da un club di Premier League per la prossima stagione, così come l’anno scorso erano rimbalzate voci legate al Borussia Dortmund, poi anche all’Inter e al Napoli, quando il tecnico bosniaco era sulla cresta dell’onda. Non è in discussione nell’immediato come sostiene Lotito, ma è chiaro che gli scenari sono cambiati e la società tiene gli occhi aperti. Se in estate era stato Vlado a chiedere tempo, oggi la società difficilmente gli rinnoverebbe il contratto a scatola chiusa. Il rinnovo dovrebbe conquistarlo sul campo. Il futuro lo costruiranno i prossimi risultati. A Lotito piace Allegri, lo voleva anche nel 2009. Come sempre accade si sono moltiplicate le ipotesi, le proposte, i nomi per l’immediato. Da Di Matteo a Reja, passando per Mihajlovic. Con tre certezze: Petkovic non si è dimesso, Lotito non ha intenzione di cacciarlo, la squadra (nonostante qualche inevitabile scontento) sta ancora rispondendo sul campo. Per adesso non sono previsti ribaltoni.

Corriere dello Sport

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