Giordano: ‘Klose deve giocare sempre’

Giordano: ‘Klose deve giocare sempre’

ROMA – E’ nato a Trastevere, uno dei cuori pulsanti della capitale, è romano e lazialissimo. Con la maglia della Lazio ha collezionato 108 reti in 203 presenze, facendo la lunga trafila delle giovanili, partito all’età di 13 anni. Bruno Giordano ha vissuto sedici anni di vita biancoceleste, scandendo ogni…

ROMA – E’ nato a Trastevere, uno dei cuori pulsanti della capitale, è romano e lazialissimo. Con la maglia della Lazio ha collezionato 108 reti in 203 presenze, facendo la lunga trafila delle giovanili, partito all’età di 13 anni. Bruno Giordano ha vissuto sedici anni di vita biancoceleste, scandendo ogni momento a suon di reti da attaccante puro qual’è, senza farsi mancare nulla: gioia o parentesi negative che siano. Passò sotto la tagliola del calcioscomesse, per poi tornare dalla squalifica e ripagare il debito con la tifoseria, trascinando la suqadra alla promozione in Serie A. Poi la presidenza Chinaglia, gli attriti e il grave infortunio, infine la cessione al Napoli di Maradona dove ha vinto scudetto e Coppa Italia. Una carriera, quella da calciatore, a metà tra il biancoceleste e l’azzurro, continuata con l’avventura da allenatore per ora in stand by. In vista della sfida di mercoledì sera contro il Napoli di Mazzarri, l’abbiamo intervistato in esclusiva:

Un giudizio sulla Lazio fin ora e quella vista contro il Genoa?

“E’ senz’altro positivo, gli uomini sono quelli della passata stagione, ma la squadra è cambiata nella mentalità. Gioca più aggressiva, ha alzato il suo baricentro, sta facendo delle bune cose. Chiaramente andrà giudicata andando avanti nel tempo, però come inizio, dopo un precampionato abbastanza brutto, tutto stia andando per il meglio. Tutto questo nonostante la partita col Genoa, che ha complicato un pochino il cammino”.

E sul tecnico, cosa te ne pare? C’è qualcosa da sottolinerare rispetto alla sfida con i rossoblu?

“Sta facendo vedere buone cose, mentre sulle scelte fatte ieri, beh, ogni allenatore ha un suo modo di comportarsi. Io se fossi stato nei suoi panni, avrei messo Klose in campo dall’inizio, sperando di mettere la partita per il verso giusto per poi dare qualche minuto di riposo in vista dell partita contro il Napoli. Era troppo ghiotta l’occasione di poter andare in testa insieme alla Juventus e affrontare i partenopei nella maniera migliore, senza per questo voler dare la croce addosso a Zarate e Kozak, che hanno sostituito il tedesco. Però un giocatore come lui, importantisimo nell’economia del gioco e per personalità, a meno di problemi fisici lo metterei sempre in campo”.

Con quale spirito la Lazio si presenterà al San Paolo?

“Certamente non al massimo, come sarebbe potuto essere anche solo dopo un pareggio o addirittura con una vittoria. D’altra parte anche il Napoli ha balbettato molto a Catania, dove ha giocato in 11 contro 10 per novanta minuti e non è riuscito a vincere la partita, pertanto anche loro non saranno el momento migliore sotto l’aspetto mentale. Un piccolo passo indietro da parte di tutte e due le squadre, però rimagono due club attrezzati per restare nei quartieri alti. Sarà una bella partita, con il Napoli che potrà avere qualche piccolo vantaggio perchè gioca in casa, ma la Lazio con tutti i titolari può andare a vincere anche in Campania”.

Lazio aggressiva, Napoli fortissimo nelle ripartenze. Che partita sarà?

“Sono due squadre che quasi propongono lo stesso gioco, alle quali piace farsi attaccare nella propria metacampo per ripartire negli spazi, dove gli inserimenti dei centrocampisti ti possono fare male. Diaciamo che il Napoli è più muscolare rispetto alla Lazio, che invece è leggermente più tecnica. Alla fine potrebbe essere la squadra di Petkovic ad avere un possibile vantaggio, perchè quella di Mazzarri giocando in casa dovrà per forza di cose attaccare di più, permettendo all’avversario di giocare in velocità di rimessa”.

Bruno Giordano, grande bandiera biancoceleste, ma anche ex e amato calciatore del Napoli. Come vivrai questa partita?

“E’ chiaro che il mio tifo sarà sempre per la Lazio, anche se godo di un enorme affetto da parte dei napoletani e la loro splendida città, dove ho vissuto momenti bellissimi a livello sporivo e sotto il profilo umano. Chiaramente la parte biancoceleste si fa preferire, perchè 16 anni di Lazio sono indimenticabili. Ho cominciato quando ero bambino, è la squadra per cui ho sempre tifato. Se una delle due deve vincere vorrei vincesse la Lazio, con l’augurio che il Napoli possa comunque fare un bel campionato”.

Su quali giocatori punteresti come sicuri protagonisti dei mercoledì sera?

“Pandev e Klose. Il macedone, partito Lavezzi, sta vivendo la sua rinascita ed è tornato sui livelli che conoscevamo. Mentre Sul edesco c’è poco da dire, insieme a Cavani è il miglior attacante della serie A”.

Quando e quanto sei stato vicino alla Lazio e, ad oggi, coglieresti un’eventuale opportunità?

“Credo che per qualsiasi allenatore, poter allenare la lazio sarebbe qualcosa di straordinario, figuriamoci per uno come me che ce l’ha nel cuore. Sono arrivato a 13 anni e sono andato via a 29, sarebbe il coronamento di un sogno potermi un giorno acomodare sulla panchina laziale. Qualcosa c’è stato qualche anno fa, ma non si è concretizzato. Innazi tutto spero al più presto di poter tornare ad allenare, poi se un giorno potesse accadere alla Lazio sarebbe qualcosa di meraviglioso”.

Francesco Pagliaro

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy