Giuseppe Sculli: «Disoccupato»…

Giuseppe Sculli: «Disoccupato»…

Uno fa tutte doppie sedute: la mattina a Formello, il pomeriggio dall’avvocato. L’altro su WhatsApp ha scritto così: «Disoccupato». Anzi no, fuori rosa. Il primo è Stefano Mauri: non c’è Lazio senza di lui. Non si discute, si schiera (titolare) e basta. Non si discute, in verità, neppure su Giuseppe…

Uno fa tutte doppie sedute: la mattina a Formello, il pomeriggio dall’avvocato. L’altro su WhatsApp ha scritto così: «Disoccupato». Anzi no, fuori rosa. Il primo è Stefano Mauri: non c’è Lazio senza di lui. Non si discute, si schiera (titolare) e basta. Non si discute, in verità, neppure su Giuseppe Sculli: è riapparso a Formello da qualche giorno, ma è fuori rosa, la prima squadra non è per lui. Meglio farlo allenare in orari diversi dal gruppo di Petkovic.

Doppia vita – Il calcioscommesse li ha messi dentro al frullatore, seppur con storie e destini fin qui diversi. Diverse pure la conseguenze e le storie di campo. Prendi Mauri, capitano di una Lazio prima in classifica. Il capitano vero, Tommaso Rocchi, è finito in soffitta, escluso pure dalla lista per l’Europa League e in generale da tutte le scelte di Petkovic. Il tecnico croato, invece, non ha pensato neppure un attimo di escludere Mauri, anche al rischio un domani di trovarsi con un giocatore inutilizzabile in rosa. Perché Mauri è tra coloro che son sospesi. Lo fa nel migliore dei modi, riuscendo con la testa a tenere ben distinti il campo e la scrivania. Eppure capita che il centrocampista debba fare sia il calciatore che…l’avvocato. Succede tre volte alla settimana: Mauri finisce la giornata (o la inizia, a seconda che gli allenamenti con la Lazio siano di mattina o di pomeriggio) nello studio del suo avvocato, Matteo Melandri. Ormai ha imparato a memoria l’ordinanza che lo spedì in carcere il 28 maggio. E ora aspetta: il troncone dei deferimenti di Palazzi che lo riguarda potrebbe scattare entro fine mese.

Non come Conte – Mauri però sa già come controbattere alle accuse. Ha voglia di spiegare tutto, porterà documenti per confermare le scommesse sul basket, e non sul calcio. Non sceglierà di difendersi come Conte: non gli basterà dire che Gervasoni mente, piuttosto contesterà le accuse nel merito, una per una. Con il legale Melandri si è creato un grande feeling. E la Lazio? Al momento osserva, con distacco, non preoccupandosi più di tanto delle conseguenze. Melandri lavora in autonomia, Lotito entrerà semmai in azione solo in un secondo momento. Ma il distacco apparente dei primi giorni si è tradotto sul campo con un atteggiamento di grande fiducia nei suoi confronti: in fondo, dicono a Formello, non c’è miglior modo di dimostrare vicinanza a un proprio giocatore se non quello di trattarlo come gli altri, senza differenze.

Fuori rosa – Proprio l’opposto di quello che sta accadendo a Sculli. Disoccupato? Beh, uno stipendio ce l’ha: 950 mila euro netti a stagione, così fino al 2015. Gli manca il lavoro, cioè il campo. Senza arte né parte: ecco come si sente Sculli, figlio di un equivoco tra Lazio e Genoa. Il club rossoblù ha deciso di non riscattare il cartellino dell’attaccante, dopo che a gennaio Preziosi aveva garantito a Lotito l’acquisto per tre milioni di euro. Sculli è rimasto stritolato: lontano da Formello per due mesi, senza una squadra che si sia avvicinata al suo acquisto. Mentre i suoi compagni andavano in ritiro, lui si allenava da solo. La Lazio e il suo procuratore hanno provato anche a piazzarlo all’estero. Anzi, il tentativo è ancora in corso, ma finora senza riscontri. La prima squadra Sculli la vede con il binocolo, con lui pure Foggia e Matuzalem. A Formello si allena lontano dai compagni: ieri, ad esempio, il tecnico croato ha diretto una seduta alla mattina, il calabrese è sceso in campo di pomeriggio, in compagnia del preparatore atletico Alessandro Fonte. Sta di fatto iniziando la preparazione estiva in questi giorni, perché la società è tenuta a garantirgli questa possibilità per regolamento. Ma lui e la Lazio sono due mondi lontanissimi. La rescissione non è un’ipotesi che sta bene al calciatore. E di là Lotito non ha alcuna intenzione di reintegrarlo. Reietto, più che «disoccupato».

Fonte: La Gazzetta dello Sport – Davide Stoppini

Rob.Mac. – Cittaceleste.it

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