Hernanes, “E’ il mio anno”

Hernanes, “E’ il mio anno”

Da uomo di classe a fuoriclasse: «La mia carriera inizia quest’anno, dissi così ai miei compagni ad inizio stagione» . Era un avvertimento, non solo una rivelazione estiva da spogliatoio. Parla da Profeta, è il suo anno. Hernanes ha ricominciato da zero, è rinato più forte, da centrocampista, nel ruolo…

Da uomo di classe a fuoriclasse: «La mia carriera inizia quest’anno, dissi così ai miei compagni ad inizio stagione» . Era un avvertimento, non solo una rivelazione estiva da spogliatoio. Parla da Profeta, è il suo anno. Hernanes ha ricominciato da zero, è rinato più forte, da centrocampista, nel ruolo che l’aveva consacrato. Regia e fantasia, bussola e corazza, genio e dinamite, voracità dinamica, gol a raffica. E’ stato bravo Petkovic ad assecondarlo, a chiedergli “ma tu dove preferisci giocare?”. A centrocampo, ha risposto il Profeta perché sapeva cosa chiedere alla sua nuova vita. Vlado ha forgiato un Hernanes nuovo, tuttocampista di scuola brasiliana e mitteleuropea, mezzala e regista offensivo, sempre fedele ai sacri equilibri. Questione di gusti, di moduli, di necessità: Reja lo avanzò, Petkovic l’ha arretrato assecondando caratteristiche e desideri tecnico-tattici.

L’ESPLOSIONE – Si può dare di più, sempre. E un Hernanes mai visto, recupera, appoggia, strappa palloni, li confeziona, li trasforma in assist, inventa e segna più dell’anno scorso. E’ un Hernanes scatenato, convinto, determinato. Fantasia creativa, è questo il suo nuovo calcio. Nei primi due anni italiani non era mai stato così continuo, in campo spesso s’assentava, latitava, di quel brutto anatroccolo non ha più nemmeno il becco. Ora è un fuoriclasse continuo, rappresenta l’evoluzione della specie talentuosa, sprizza gioia e grinta da tutti i pori. Ha parlato al termine del match col Milan e dal Brasile, tramite globoesporte.com , sono rimbalzate altre dichiarazioni: «Grazie a Dio le cose stanno accadendo così come avevo pianificato. Parlando con i miei compagni ho detto che era arrivato il momento di ottenere risultati importanti nella mia carriera. Era il tempo ideale per rendermi conto che le cose che ho sempre sognato e preparato dovevano essere conquistate» . Hernanes è la chiave della Lazio vincente: «Stiamo crescendo, la cosa più importante è mantenere questo ritmo, questa regolarità di gioco, scendere in campo con voglia di vincere» . Ha mimato la culla dopo il gol: «Era per mia nipote Melissa, figlia di mio fratello» . E su Twitter ha gridato forza Lazio: «Felice per la vittoria e per aver segnato».

I NUMERI – Genio e dinamite, ecco il nuovo Hernanes. Cinque gol in otto partite di campionato, è vicecannoniere alle spalle di Klose e Cavani. Cinque gol, è a meno tre reti dalle marcature fatte registrare l’anno scorso, si fermò a quota 8. Cinque gol e mancano ancora 30 partite, ripunta il record di Nedved (11 reti in serie A), lo eguagliò nel 2010-11, può superarlo quest’anno. Profeta e talismano, ecco chi è Hernanes. Fu sedotto e abbandonato dal Milan nei tempi che furono, ai rossoneri ha rifilato due gol (uno nel febbraio scorso, uno sabato sera) e non si è mai fatto battere quando li ha sfidati. Hernanes non è solo un portafortuna, il destino lui lo decide senza chiedere aiuti divini. Il ritornello si conosce: quando segna, si vince. Gli ultimi 16 gol realizzati in campionato hanno regalato 16 vittorie. La storia si conosce, è trita e ritrita: l’ultima rete che non ha portato il successo, sempre in serie A, risale al 6 febbraio 2011, all’Olimpico si giocava Lazio-Chievo (1-1). Da allora ogni gol ha portato tre punti. Sedici reti vincenti firmate in campionato dal 20 febbraio 2011 (Lazio-Bari 1-0) sino a sabato (Lazio-Milan 3-2). Sedici capolavori, espressione artistica della fantasia moderna. Difficile immaginarlo più forte di così, ma Petkovic lo fa.

Fonte: Daniele Rindone – Il Corriere dello Sport

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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