Hernanes:Alla Lazio felice.Klose fenomeno

Hernanes:Alla Lazio felice.Klose fenomeno

E’ tornato a parlare in Brasile, Hernanes, Il Profeta della Lazio. Le sue parole, questa volta, sono figlie di un’intervista a Goal.Com/Br/ sezione verdeoro del noto portale sportivo internazionale. Tanta domande che ripercorrono la sua carriera: All’inizio della tua carriera ci furono delle difficoltà. Ci puoi raccontare quel momento in…

E’ tornato a parlare in Brasile, Hernanes, Il Profeta della Lazio. Le sue parole, questa volta, sono figlie di un’intervista a Goal.Com/Br/ sezione verdeoro del noto portale sportivo internazionale. Tanta domande che ripercorrono la sua carriera:

 

All’inizio della tua carriera ci furono delle difficoltà. Ci puoi raccontare quel momento in cui fosti ceduto in prestito al Santo André dal San Paolo e chi ti ha aiutato?

“Si, ebbi qualche difficoltà. Giocai prima da laterale sinistro, poi destro. Nel 2006 con l’arrivo di Ramalho non avevo più molto spazio ed allora finii in Serie B. Ero triste, ma crebbi molto a livello professionale. La mia forza di volontà e quella voglia di non mollare mai mi aiutarono ad affrontare tutto. Mi ritrovai tutto per il ritorno al San Paolo. Divenni uno dei principali calciatori, e questo vuol dire molto per me. Non volevo che il mio passaggio fosse una foto sbiadita. Sono riuscito cosi ad imprimere la mia immagine nella storia, e non in una figurina. Porterò dietro di me quelle vittorie per tanto tempo”.

Nell’agosto del 2010 arriva la Lazio. E l’Italia.

“Non ho avuto problemi di adattamento, il clima mi ha aiutato molto. Mi sono imbattuto in un caldo ancor più forte di quello di Recife, il che mi ha aiutato a sentirmi a casa. M’immaginavo con paura il freddo dell’Europa invece mi trovai bene e la mia famiglia fu accolta benissimo. In Italia trovai marcature più dure, con calciatori pronti a trattenerti, spingerti. Quando ricevi il pallone hai poco tempo per pensare. In Brasile si lavora molto sulla fase offensiva, qui prima viene la difesa.”

Si tirano le somme di due stagioni.

“Sono arrivato in un Paese diverso, in una squadra diversa, per giocare in un ruolo diverso a sua volta da quello a cui ero abituato. Nel primo anno mi sono messo in evidenza e la scorsa stagione senza l’infortunio sarebbe andata ancora meglio. Il bilancio credo sia positivo, ma si può migliorare. Obiettivi? E’ difficile capire cosa ci è mancato per non arrivare in Champions. Sicuramente l’anno scorso ci furono molti problemi fisici. Quest’anno penso sarà più difficile. L’Inter si è rafforzata per tornare a lottare li davanti. Il nostro obiettivo dev’essere quello di essere costanti, non avere cali”.

Dopo Reja, un nuovo tecnico, Petkovic, ed una mentalità offensiva.

“Mi trovo bene con lui, e mi ha testato in varie posizioni. Con le partite vere capirete la sua idea del calcio. Schieramento troppo offensivo? Tutto il gruppo è di valore, non parlo di singoli. Io penso solo ad allenarmi. La squadra decide il Mister”.

Klose, un fenomeno.

“Un grandissimo giocatore, cannoniere e compagno di squadra. Sono felice di essere al suo fianco, perché dimostra tanta intelligenza, una forza fuori dal comune, sa far gol ma anche tornare a darci una mano in ripiegamento”.

Tante squadre hanno chiesto di Hernanes.

“Io e la mia famiglia stiamo bene alla Lazio. Ho due obiettivi ora: migliorare ancora, ed arrivare ad essere convocato per i Mondiali del 2014. Tornare in Brasile? Non ci penso, ma quando sarà precedenza al San Paolo che è nel mio cuore.”

 

Chiusura poi sulla speranza di essere convocato da Menezes. Una speranza comune a tanti laziali. Perché vorrà dire che Il Profeta avrà raggiunto livelli ancor più alti.

Mirko Borghesi

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