Igli Tare a tutto tondo: “35 milioni rifiutati per…”

Igli Tare a tutto tondo: “35 milioni rifiutati per…”

ROMA – “Abbiamo vinto la partita della storia del calcio romano. Grazie a Dio è stato un successo, era un match troppo importante”. Così ha parlato il Ds della Lazio Igli Tare ai microfoni di Radio Radio commentando tutta la stagione biancoceleste, le operazioni di mercato e i piani della…

ROMA – “Abbiamo vinto la partita della storia del calcio romano. Grazie a Dio è stato un successo, era un match troppo importante”. Così ha parlato il Ds della Lazio Igli Tare ai microfoni di Radio Radio commentando tutta la stagione biancoceleste, le operazioni di mercato e i piani della società per il futuro:E’ facile adesso dire che siamo stati bravi, ma penso che questa sia stata un’annata positiva in generale. Quello che non mi aspettavo proprio, sono stati i tanti infortunati come nel campionato precedente. Anche in Europa, sappiamo tutti come siamo usciti e che avevamo tutte le carte in regola per arrivare fino in fondo”.

Da calciatore a dirigente, ecco come è cambiato Igli Tare: “Già da quando ho smesso di giocare, avevo una mia idea sulla gestione di una società, adesso naturalmente la mia visione è cambiata. I bilanci sono importanti e i tifosi devono essere contenti ed orgogliosi del lavoro fatto. Facciamo un paragone? Ci sono società che fatturano tre volte in più della Lazio, ma hanno ceduto i loro pezzi pregiati per far quadrare le casse. Noi abbiamo rifiutato delle grandi offerte e parliamo anche di 30/35 milioni. L’abbiamo fatto perché eravamo convinti di poter lottare per i primi tre posti”.

Per fortuna l’accesso all’Europa è passato per il successo storico nel derby, ma Tare precisa quali sono i reali obiettivi della Lazio e non si risparmia lanciando una stoccata ai giornalisti per le critiche al mercato di gennaio:La squadra deve lottare ogni anno per centrare una posizione che ti porta in Champions, è questo il nostro scudetto. Puntiamo sulla programmazione e io mi ispiro a società come Shalke e Borussia Dortmund. Il titolo dei giornali “La Lazio torna sul mercato dei disoccupati”, riferito al mercato di gennaio mi fa inc…are. L’abbiamo fatto perché di mezzo c’era stato l’infortunio di Klose. Noi lavoriamo 18 ore al giorno per fare bene il nostro lavoro. Se volete il bene della Lazio e che si possa lottare per lo scudetto, i giornalisti devono agire come parafulmine. Dopo questi due anni, posso dire che possiamo essere fieri di cosa ha fatto la società e i risultati ottenuti. Si sono create quelle basi per vincere qualcosa di importante. Dobbiamo essere bravi a portare il nome della Lazio anche in Europa”.

Ma non siete riusciti a prendere Anderson quest’anno…

Vi rispondo con le stesse parole del procuratore. Era un investimento sul quale la Lazio non doveva puntare al massimo, non doveva essere lui quello che ci avrebbe fatto fare il salto di qualità. E’ giovane. Noi volevamo solo anticipare i tempi del suo acquisto. Ci abbiamo provato, vedendo anche la mancanza di Onazi per la sua partecipazione in Coppa D’Africa. Volevamo dargli il tempo di ambietarsi. Che non ci siamo riusciti è vero, ma tutto è dipeso dal Santos e dal fondo che detiene il 50% del cartellino. Dovevano mettersi d’accordo fra di loro, non dipendeva da noi. Io ho un bilancio di un certo tipo. So dove posso arrivare e quando si cerca uno sforzo importante, ci proviamo. Poi se non ci va bene una, due volte, sappiate che io ci proverò all’infinito.

La Lazio non dovrebbe avere un atteggiamento più rispettoso verso chi critica?

Quante volte mi sentite nelle radio? Io non sono più un protagonista. I protagonisti sono i ragazzi. Le critiche io le accetto e volentieri. Grazie alle critiche, anche se forti, io posso migliorare. Poi devi vedere da chi vengono fatte, è normale. Io so che questa società ha una storia importante e questa sensazione l’ho toccata domenica quando abbiamo vinto. Noi nel bene o nel male, siamo quelli che dobbiamo prendere gli schiaffi. Questo è quello che deve fare la società. Poi c’è anche un’altra verità. C’è una crisi pazzesca ma tutti vogliono i campioni. Bisogna fare anche questo tipo di conti. Io finchè sarò alla Lazio, farò un certo tipo di programmazione. Io mi ricordo quello che ha subito Lulic, oggi eroe, il suo primo mese alla Lazio. Perchè non si da il tempo a questo ragazzo di ambientarsi? Mi sono domandato. Il tempo è quello che ci giudica a tutti.

State monitorando i campionati minori, tipo quello Belga o Austriaco con giocatori di valore acquistabili anche a prezzi più bassi?

Non solo quelli. Abbiamo un sistema di lavoro diviso in 3 categorie. La prima fascia, quella delle sorprese: dove noi come società dobbiamo avere il coraggio di prendere giocatori ancora da far esplodere. La squadra di oggi, ad esempio, è nata 4-5 anni fa. Oggi sappiamo che, piano piano, dobbiamo iniziare nuovamente a programmare. In giro ci sono duemila “progetti vincenti”, che però non decollano. Poi, io sono molto fiero dei nostri giovani: sono fiero di giocatori come Crecco o Rozzi, arrivati in prima squadra, dove arriverà anche Keita che però ultimamente ha un po’ perso il senso della realtà. Quando veniva all’Olimpico, si fermava mezz’ora a fare le foto con i tifosi e questa è una cosa che non mi va moltissimo a genio. Non per qualcosa, ma perchè comportandosi così poi si innescano altri meccanismi…

Come fate adesso a rinnovare questa squadra, dovendo tenere il bilancio sott’occhio? Cederete qualcuno? Ad esempio, Marchetti, se vi arriva un’offerta? Potete permettervi di tenere i migliori?

Intanto vi posso raccontare una conversazione che ho avuto con Otto Rehhagel , domenica dopo la partita. Lui mi ha dato un consiglio molto saggio. In una squadra non conta l’età, ma avere la chimica giusta. Sono parole dette da gente che ha scritto la storia del calcio, quindi sono cose che tengo molto in considerazione. In questi giorni si è parlato di tutto. Marchetti, Hernanes… PER NOI NON SONO SUL MERCATO. Lo ripeto come lo ha detto Lotito. Ci servono per dare continuità ad un progetto. Dobbiamo essere bravi a continuare con questa mentalità. La vittoria di domenica, ha nascosto tante critiche è vero. Ma per me serve anche a dare stimoli sul lavoro fatto. E questa vittoria è uno stimolo che ci da la conferma che questo gruppo ha valore. Però, vogliono che non si ripetano certe situazioni. C’è chi diceva che non avevamo ricambi. Poi vai a contare la rosa e ti accorgi che hai almeno 19 giocatori di un certo valore, più qualche giovane. Purtroppo poi ci sono anche dei limiti. Non abbiamo la possibilità di squadre come Milan o Juve. Però per quello che posso permettermi, devo avere almeno 18-19 giocatori di un certo livello. Questo è l’obiettivo. Difesa vecchia? Lì interveniamo. Sappiamo che lì abbiamo delle lacune. Infortuni? E’ successa una cosa stranissima. Ogni volta, mancavano tanti giocatori per reparto. Mettiamo che a gennaio fosse arrivato Anderson. Non credo avrebbe fatto la differenza, aven do comunque tutti quegli infortunati.

Rinforzi in attacco?

Diciamo che stiamo molto attenti, su tutto.

Yilmaz a Firenze?

Sapevo di una loro proposta, ma vi dico una cosa. Per chiudere Yilmaz, io insieme a Lotito avevamo già prenotato l’aereo. Era un sabato sera dove era tutto concluso. Purtroppo, per una settimana abbiamo perso tutte le tracce del procuratore, che la settimana dopo si è fatto trovare in Russia per far alzare il prezzo. Se si trattava per la volontà del giocatore, lo sapete, lui ha fatto tante dichiarazioni d’amore per la Lazio. Il suo futuro lo hanno deciso altri.

Come riesce Tare a tener testa a uno come Lotito? Avete mai litigato?

Il fatto di lavorare con lui, visto da fuori, è una cosa che ha un impatto differente. Prima del derby ero su Sky con Sabatini e parlando con dei giornalisti lui ha fatto un’affermazione giustissima. “Sai chi è il miglior presidente per difendere squadra e società? Lotito” ha detto. Ti lascia carta bianca, Lotito. Non entra mai sulle scelte. Se litighiamo? In tutte le famiglie succede. Ma l’importante è avere stima per la persona.

Nei casi Diakitè, Cavanda o Zarate, lei ha fatto quialcosa per farli rimanere in organico?

Sono casi completamente differenti. Zarate? E’ un giocatore di una potenzità unica. Ci ho sperato per tutto questo tempo, penso che è un problema che riguarda lui stesso o il suo entourage. Diakitè e Cavanda: ci tenevo tantissimo che rimanessero alla Lazio, potevano dare ancora molto. Purtroppo gli interessi di chi li gestisce sono altri. Li abbiamo tenuti in organico per parecchio tempo, fino a dicembre-gennaio, sono stati tenuti in considerazione. Poi però, ci sono anche delle linee da mantenere: non sono mai stati maltrattati o roba del genere. Per diventare grandi, dobbiamo anche avere delle linee precise, per cui chi arriva qui, sa che se fa bene, sarà premiato dalla società.

E’ vero che Biava ha rinnovato?

Si, per un’altra stagione.

Dias tornerà in Brasile?

Ha questo desiderio. Decideremo.

Biglia?

Interessa molto alla Lazio, vediamo come procedere.

Visto che hai detto che i Big non si muoveranno, la Lazio, visto che la semestrale l’ha chiusa in rosso, ha la forza per rinforzarsi?

Se riusciamo a fare “i compiti” nel modo giusto, ci sarà anche il margine di migliorare, ma noi dovremo lavorare tantissimo quest’estate per raggiungere i nostri obiettivi

Secondo te dove si giocherà la Supercoppa?

Ci sono grandi possibilità che si giochi a Pechino.

State cercando un giocatore  da abbinare a Klose, o che possa alternarsi a lui?

Una via di mezzo. Che possa giocare con o senza di lui. Un altro Yilmaz. Lui è tanta roba, veramente tanta roba. Però vi dico una cosa: state attenti a Perea.

Petkovic?

Lui è molto umile. E’ riuscito a convincere una piazza intera, siamo in piena linea con lui per la progettazione futura.

Cittaceleste.it

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