IL COMMENTO – Quel maledetto ex. Tanto di parrucca, Conte

IL COMMENTO – Quel maledetto ex. Tanto di parrucca, Conte

di ALBERTO ABBATE Esulta a squarciagola, strappandosi il cuore sotto la Nord, quel vecchio gladiatore del derby. Spietato Lichtsteiner, sfreccia sull’ultima fermata della gloria biancoceleste. La ridipinge in bianco e nero: imperdonabile, l’Olimpico lo massacra. Crudele difendersi dal ruggito dei tuoi occhi, maledetto ex, ma non puoi mica scolorire quel…

di ALBERTO ABBATE

Esulta a squarciagola, strappandosi il cuore sotto la Nord, quel vecchio gladiatore del derby. Spietato Lichtsteiner, sfreccia sull’ultima fermata della gloria biancoceleste. La ridipinge in bianco e nero: imperdonabile, l’Olimpico lo massacra. Crudele difendersi dal ruggito dei tuoi occhi, maledetto ex, ma non puoi mica scolorire quel 26 maggio: “Ci sono momenti in cui si scrive la storia di un popolo. Per dimenticare non basterà un secolo…”, giura la Nord. Eppure, mentre s’accendono le fiammelle in uno spicchio di Curva (“Arde la fede”), si scioglie come neve, la Lazio: Hernanes è un fantasma isterico, Biglia scivola in un flipper in tilt, Candreva fuma il nulla, Klose diventa re solo.  

La difesa regge un tempo (fortunoso il gol di Pogba al 23′). Ancora più Konkomodo, c’è Cavanda, pensa qualcuno. Invece, ripresa, turbo, ed ecco lo schianto sulla furia del trenino Stephan. Non basta fermare il tempo al 71′, rivedere Lulic e ritrovare i sogni. C’è solo l’incubo di una notte di mezz’estate: la Juve è di un altro pianeta. S’arrenda Lotito allo strapotere di questo Polo Nord: “Salta con noi”, lo sfotte la Sud bianconera, fomentata dal campeggio a Trigoria. In tribuna c’è invece Mauri, la sua tenda è così scomoda: “La Nord è con te”, gli scrive la Curva. Che non avrebbe scommesso un euro su questo poker. E invece se lo becca dritto in faccia e passa la mano. Supercoppa alla Vecchia Signora, bisbetica e indomata. Tanto di parrucca, Conte.

Cittaceleste.it

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