IL MITO – Klose: ”Record? Conta il gruppo”

IL MITO – Klose: ”Record? Conta il gruppo”

ROMA – Leggendario, incredibile, mitologico: forse neanche cento, mille appellativi, basterebbero per poter descrivere Miroslav Klose. Con i cinque gol rifilati al Bologna è entrato di diritto della storia del calcio italiano, in quella stanza dei record dove solo i grandissimi ne hanno potuto varcare la soglia. Miro è uno…

ROMA – Leggendario, incredibile, mitologico: forse neanche cento, mille appellativi, basterebbero per poter descrivere Miroslav Klose. Con i cinque gol rifilati al Bologna è entrato di diritto della storia del calcio italiano, in quella stanza dei record dove solo i grandissimi ne hanno potuto varcare la soglia. Miro è uno di questi e, naturalmente, l’eco delle sue gesta non poteva non essere amplificato dai media tedeschi, che lo hanno celebrato attraverso montagne di articoli e un’intervista che il panzer ha concesso alla federazione, pubblicata sul relativo sito ufficiale DFB.de. Parole di classe, stile ed eleganza, ricche di sobrietà e di inconfondibile umiltà. Parole che abbiamo riportato su cittaceleste.it:

La sostituzione dopo 68 minuti di gioco, se avessi segnato ancora avresti fatto il record assoluto..

“Non ne ho idea, in quel momento non avevo alcun record per la testa. Ho solo guardato a bordo campo e visto che c’era un attaccante, quindi sono uscito”

Con la vittoria sul Bologna la Lazio ha maggiori possibilità di qualificarsi in Europa League?

“Tutto è possibile, ma contro l’Inter sarà una partita difficile. Con una vittoria ci sarebbero buona probablilità. Dovremo essere compatti e sfruttare le nostre occasioni. Il quinto posto è a tre punti di distanza, occupato dai rivali della Roma”.



Cinque gol. Qualcosa di speciale anche per un campione come te?

“Cinque gol in una sola partita sono una novità anche per me e nella Lazio nessuno ma hai fatto nulla del genere, in Italia l’ultima risale a 28 anni fa. E’ stato uno dei momenti più belli della mia carriera”.

Dalla tripletta in Nazionale contro l’Arabia Saudita, alla cinquina odierna. Com’è cambiato Miro Klose?

Ho imparato molto in questi anni, grazie ad allenatori come Ottmar Hitzfeld,  Thomas Schaaf, Felix Magath e Louis Van Gaal.  Al Kaiserslautern ero un combattente, un attaccante veloce e un ottimo colpitore di testa. Passato al Werder ho imparato l’arte del passaggio e del pressing. Infine al Bayern ho appreso l’importanza del gioco di squadra. Oggi il colpo di testa non è più la mia caratteristica principale, mi sono migliorato con i piedi e dal punto di vista tecnico, perchè un attaccante completo si distungue per la rapidità di passaggio. Qualità che ho appreso negli anni”.

La voglia di migliorarsi sempre è forse la tua dote più importante?

” Il mio credo è sempre stato quello di migliorarmi, quello che cerco sempre in ogni allenamento. Quando un giocatore pensa di essere arrivato è il momento in cui inizia il declino”. 

Come ti definiresti?

“Sono uno che gioca per la squadra. Spesso mi hanno detto di essere più egoista, ma io sono fatto così. Penso che fare gol e contribuire alla vittoria della squadra sia bellissimo, ma lo è alla stessa maniera far segnare un compagno”

L’età si fa sentire?

Non recupero più come quando avevo vent’anni, ma in generale sono molto soddisfatto della mia condizione fisica. Quest’anno sono stato a lungo fuori per l’infortunio al legamento, ma ora sto sto rientrando in forma. Diciamo che sono al 90%”.

Ora punti ai record di Gerd Muller in Nazionale e Ronaldo ai mondiali?

“Raggiungere un record è sempre una grande soddisfazione, ma per raggiungerli serve il supporto di tutta la squadra. Per me comunque,  è sempre più importante conquistare un successo di squadra che un obiettivo personale”.

 

Cittaceleste.it

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