Lazio brutta e senza idee, passa il Napoli…

Lazio brutta e senza idee, passa il Napoli…

NAPOLI – Ci si gioca una semifinale al San Paolo, ma partenopei e capitolini non sembrano scendere in campo con la voglia di dare spettacolo. Squadre guardinghe nella prima frazione di gioco con Ledesma re del centrocampo nel ritmo soporifero figlio delle linee verticali chiuse volute da Reja. Il Napoli…

NAPOLI – Ci si gioca una semifinale al San Paolo, ma partenopei e capitolini non sembrano scendere in campo con la voglia di dare spettacolo. Squadre guardinghe nella prima frazione di gioco con Ledesma re del centrocampo nel ritmo soporifero figlio delle linee verticali chiuse volute da Reja. Il Napoli di Benitez finisce così per giocare in orizzontale, provando il tiro dalla distanza con Higuain e Callejon, bravo Berisha, e con Jorginho che rischia di baciare il suo esordio con un gol, non fosse per il palo esterno. La Lazio risponde con velleitarie azioni di Keita sulla sinistra, con un bolide da centrocampo e con un versante destro nullo, figlio dell’abulico Felipe Anderson. Il brasiliano, nelle ore che preparano l’addio di Hernanes, non sembra dare certo garanzie per una sostituzione indolore. Gli spogliatoi rivitalizzano almeno in parte la formazione di Reja che rientra nel secondo tempo con l’idea quantomeno d’impensierire Reina.

 

Ci riesce solo Keita, il resto è tutto un offendere e difendere immediatamente, senza scoprirsi, con un movimento a fisarmonica che produce 0 gioco, poche emozioni, ma permette anche di non offrire il fianco ad Higuain ed Hamsik. Lo slovacco in particolare soffre l’atteggiamento della Lazio e Benitez lo richiama insieme ad Insigne in panchine. Le azioni pericolose sono sporadiche, con Berisha pronto in uscita bassa a salvare la baracca. Un applauso anche alle diagonali ripetute di Ciani e Cavanda, attenti ma imprecisi in possesso di palla. Il francese, in orbita Norwich, non ne vuole però sapere di lasciare ricordi positivi in questa stagione e sale in ritardo all’82’. Benitez esulta, l’unico del tridente rimasto, il Pipita, lo ripaga con un rete bella e fortunosa, tenuto in gioco proprio dal numero 2 capitolino. Qui viene a mancare clamorosamente la Lazio. La reazione non c’è, tutto scivola come nulla fosse, con la certezza che questa edizione della Coppa Italia è già in archivio, incastonata come uno sfondo sfocato dietro alla trattativa che sta portando Hernanes all’Inter. Delusione per delusione, non è questa ad affliggere il tifoso laziale in un finale di Gennaio da incubo.

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