Il riscatto di Stefano Mauri..

Il riscatto di Stefano Mauri..

Due vite in una. Da una parte gli allenamenti, le partite, gli assist e la nuova bella Lazio di Petkovic. Dall’altra le accuse, il carcere, le scommesse e lo studio frenetico delle carte. Stefano Mauri deve sdoppiarsi ancora per un po’, di giorno si corre a Formello e di sera…

Due vite in una. Da una parte gli allenamenti, le partite, gli assist e la nuova bella Lazio di Petkovic. Dall’altra le accuse, il carcere, le scommesse e lo studio frenetico delle carte. Stefano Mauri deve sdoppiarsi ancora per un po’, di giorno si corre a Formello e di sera si studiano i verbali. Così almeno fino ad ottobre quando il rischio non sarà più pendente, se la certezza sarà la squalifica o il proscioglimento lo vedremo. Per ora, comunque, la vicenda sembra non aver intaccato il rendimento sul campo, lì è andata benone. A 32 anni cardine del progetto del nuovo tecnico, una partita di estro a Bergamo impreziosita dal passaggio decisivo a Hernanes e una di sacrificio e intelligenza col Palermo. Eclettico come nessuno dei compagni, Petkovic lo considera il modello del calciatore perfetto, per come legge il gioco e per la qualità che mette a disposizione della squadra sia in attacco che in copertura. La testa del grande giocatore, è forse il solo che riesca a pensare alla stessa velocità di Klose e Hernanes, sembra incredibilmente sgombra dai cattivi pensieri e completamente rivolta alla nuova Lazio che cresce. Di Mauri «Petko» non farebbe mai a meno, l’unico che può sottrarlo alla Lazio è la giustizia sportiva. Che, con il procuratore Stefano Palazzi, attende il via libera da Cremona, in fase di chiusura inchiesta (arriveranno Gegic e Ilievski?), per la fase dei deferimenti. Quello a Mauri sembra telefonato, così come la responsabilità oggettiva della Lazio. La società è in attesa degli eventi, il presidente Lotito ha sempre difeso il suo giocatore incensandone valori e serietà, ma prendendo le distanze da un eventuale uo coinvolgimento. Su Mauri ci sono le parole del pentito, lo studio delle celle telefoniche, c’è l’amicizia che scotta con Zamperini, ma più di tutto pesa la faccenda della «sim» dedicata che Mauri ha ammesso di usare per scommettere, però solo su basket e tennis. Nei giorni bui a Ca’ del Ferro il laziale ha fornito spiegazioni «appiccicate» che non hanno convinto gli inquirenti. Ma suoi i legali avrebbero in mano le prove a conferma che il loro assistito non puntava sul calcio, aspettano il nullaosta della Procura di Cremona per prelevarle dall’agenzia di scommesse Aureli dove sono registrate le giocate e perfezionare lo studio sui tempi e sulle incongruenze nella ricostruzione del pentito. Poi il dossier sarà quasi completo, pronto a essere brandito per far cascare il castello delle accuse. Con Mauri che spera di portare in aula anche una sentenza con cui la Cassazione potrebbe sancire l’illegittimità dell’arresto di fine maggio da parte della magistratura cremonese. Potrebbe essere quello l’elemento che fa saltare il banco liberando Mauri per Petkovic e per la Lazio.

Fonte: Andrea Arzilli – Corriere della Sera ed.Romana

Rob.Mac. – Cittaceleste.it

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