Il Torino punta Zarate e…

Il Torino punta Zarate e…

Il ritratto assume ogni settimana contorni sempre più nitidi. Un colpo di pennello di qua, una ripassata di colore di là e il quadro raffigurante la seconda punta ideale per rinforzare il Torino si completa progressivamente, emergendo necessità e lacune di partita in partita. Settanta giorni per dipingere, il mese…

Il ritratto assume ogni settimana contorni sempre più nitidi. Un colpo di pennello di qua, una ripassata di colore di là e il quadro raffigurante la seconda punta ideale per rinforzare il Torino si completa progressivamente, emergendo necessità e lacune di partita in partita. Settanta giorni per dipingere, il mese di gennaio per affondare il colpo e consegnare a Ventura l’attaccante che serve per il salto di qualità. Rapido, tecnicamente dotato, abile nell’inserirsi negli spazi, in possesso di senso del gol, possibilmente con conoscenza assidua della serie A italiana, pronto per fare la differenza. Subito. Gira e rigira, Mauro Zarate risponde a ognuna delle caratteristiche richieste alla punta perfetta per completare il reparto offensivo granata.

C’E’ ANCHE FLOCCARI E’ una riflessione che la dirigenza ha iniziato a ponderare nel momento in cui l’argentino è uscito dal radar del tecnico laziale Petkovic , con la contemporanea ascesa, nelle gerarchie dell’allenatore nato a Sarajevo, di Sergio Floccari : obiettivo inseguito dal Torino fin dall’estate e, considerando le evoluzioni degli ultimi mesi, adesso sempre più lontano. Ecco allora che, rimanendo in casa Lotito , non certo un cliente facile in sede di trattative, il mirino del club granata si è spostato sul talentuoso e discusso 25enne prodotto del vivaio del Velez. Chiacchierato non certo sulle qualità tecniche: quelle sono indiscutibili e non è difficile immaginare che Ventura accoglierebbe a braccia aperte un attaccante di rango come Zarate. Il Torino, piuttosto, si prenderà il tempo necessario per valutare due tipologie differenti di problematiche. La prima è più psicologica: comprendere quali siano le motivazioni di Maurito e soprattutto la compatibilità con uno spogliatoio che è il reale punto di forza della squadra granata. Considerati gli equilibri squisitamente caratteriali, il Torino dovrà fare i conti, in tutti i sensi, con i costi dell’eventuale operazione: a cominciare dall’ingaggio sostanzioso, che gravita attorno ai due milioni netti a stagione (prendendolo a gennaio il Torino andrebbe a coprirne chiaramente la metà). Ragionando comunque su un prestito con diritto di riscatto, bisognerà capire quali siano le aspirazioni di Lotito. Perché l’argentino è in scadenza nel 2014 e per lui la Lazio ha investito la bellezza di 20 milioni. Dunque il club biancoceleste ha davanti tre strade: cercare di recuperare il ragazzo, venderlo a gennaio nella migliore maniera possibile (ma negli ultimi mesi il costo del cartellino si è inevitabilmente abbassato) oppure cercare il rilancio girandolo in prestito (anche oneroso) in una squadra in grado di rivitalizzarne le innegabili qualità. Sull’argentino le chiacchiere mercatare non
mancano, con le piste estere decisamente preponderanti: l’interesse dell’Olympique Marsiglia, qualche sirena inglese, la possibilità turca (al momento non gradita al giocatore). Il Torino osserva e analizza, cercando di capire se l’operazione possa valere rischio ed esborso.

E PURE KOZAK E Zarate cosa fa? Nel frattempo cerca di riconquistarsi la Lazio, con l’idea, se la missione nei prossimi due mesi dovesse fallire, di farsi trovare tirato a lucido per una nuova avventura. L’argentino ha il comprensibile desiderio di restare a livelli più alti possibili: alla fine, nel caso di partenza da Roma, dovrà trovare la via di mezzo tra le ambiziose aspirazioni e la pragmatica necessità, a quasi 26 anni, di ritornare protagonista, magari in una piazza con meno velleità di piani alti, ma tanta voglia di stupire. Il Torino guarda in casa Lotito, dove Floccari, da vice Klose , non esce dalla lista dei desideri di Cairo e Petrachi , perché considerato funzionale anche in coppia con Bianchi o eventualmente per raccoglierne l’eredità in attacco (perché anche la vicenda del capitano granata in scadenza a giugno è tutt’altro che definita). E poi c’è Libor Kozak , la torre ceca che pure con Petkovic ha un utilizzo limitato (soprattutto in campionato) e che i granata avevano già sondato in estate.

IL SOLITO BARRETO L’attività di dirigenti e osservatori granata, operando sull’attacco, prosegue frenetica attorno a profili già conosciuti: piace il brasiliano Wellington del Cruzeiro, mentre un altro brasiliano ben più temprato dal campionato italiano, ovvero Barreto dell’Udinese, resiste in cima all’elenco dei nomi papabili per gennaio. Come quello di Pozzi , bomber di razza che nella Sampdoria, quando tornerà dall’ennesimo infortunio, dovrà affrontare la concorrenza di Maxi Lopez . Senza dimenticare l’esplosivo cileno del Napoli, Edu Vargas , apprezzato e seguito dal Torino già da tempo. In tale quadro è una strada a parte quella che porta al ventenne nigeriano Mbakogu , rivelazione della B con la Juve Stabia: un’operazione su un giovane attaccante che però avrebbe un respiro più ampio, in prospettiva futura. Per il presente serve un attaccante pronto nell’immediato: la pensano così, in perfetta sintonia, dirigenza e timoniere granata.

Fonte: TuttoSport

Simone Davide

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