Keita, l’asso per l’Europa

Keita, l’asso per l’Europa

ROMA – L’Europa è sua, se l’è presa a 18 anni e mezzo. L’Europa è di Keita, baby eroe del derby Primavera, baby prodigio di due Lazio: quella di Bollini e quella di Petkovic. L’Europa chiama e lui risponde, ha un posto assicurato. Esordì da titolare contro il Trabzonspor, entrò…

ROMA – L’Europa è sua, se l’è presa a 18 anni e mezzo. L’Europa è di Keita, baby eroe del derby Primavera, baby prodigio di due Lazio: quella di Bollini e quella di Petkovic. L’Europa chiama e lui risponde, ha un posto assicurato. Esordì da titolare contro il Trabzonspor, entrò in corsa a Nicosia (andata con l’Apollon Limassol), ci sarà dal primo minuto giovedì nel match di ritorno. Keita ha una maglia pronta, è quella di Coppa, s’è abituato a giocare tra i grandi. Ha 18 anni, in pochi possono vantare d’essere protagonisti in Europa League. Keita può farlo, s’è guadagnato la fiducia sul campo, giocando senza timori, dimostrando fame e determinazione. Lotito, catechizzando la Lazio, qualche giorno fa citò anche lui come esempio (insieme agli altri giovani). Lo fece davanti ai più grandi, ai tanto decantati big.

 

 

IL DERBY 

E’ il momento di Keita, s’è preso il derby Primavera sabato scorso, non ha mai abbandonato i suoi vecchi amici. E’ legato a Bollini, al tecnico che l’ha svezzato e gli ha permesso di crescere. S’è presentato a Trigoria ed è stato decisivo, ha cambiato la partita. Keita è cresciuto, non stanno impressionando solo i suoi colpi in campo, quelli erano messi nel conto. Sta impressionando il suo comportamento, l’umiltà che regola ogni allenamento. Fa la spola tra i grandi e i più piccoli, non s’è montato la testa. La crescita di un talento va analizzata sotto vari punti di vista, non valgono solo quelli calcistici. La freschezza di Keita può far bene alla Lazio, è linfa vitale. La rifondazione dell’organico è iniziata in estate, l’inserimento dei giovani non è stato casuale, è stato pensato per dare più energia alla squadra. Keita non è solo il futuro della Lazio, ha dimostrato di essere parte integrante del presente.

L’UNDICI –

Keita è in rampa di lancio, è pronosticato nel tridente offensivo, a sinistra. E’ più facile partire dall’attacco per comporre l’undici che proverà ad ipotecare la qualificazione europea. Floccari e Ederson torneranno titolari: il primo si piazzerà al centro dell’attacco, il secondo partirà da destra. A centrocampo e in difesa le scelte sono forzate: si conta sul rientro di Hernanes (mezzala sinistra), saranno confermati Ledesma (regista) e Onazi (mezzala destra). E’ inguaiata la difesa, sono rimasti due centrali (Cana e Ciani), è emergenza terzini, mancano a sinistra: Radu è in bilico, Vinicius e Pereirinha sono inutilizzabili in Europa, Lulic è ai box per infortunio. Vlado, nel 4-3-3, se non avrà il romeno, non potrà fare altro che arretrare Gonzalez sulla fascia destra spostando Cavanda a sinistra.

IL PARMA 

Il tecnico pensa a due Lazio, una per l’Europa, una per il Parma. Domenica si giocherà al Tardini, sarà un bivio, un nuovo fallimento rovinerebbe la sosta, sarà bene arrivarci senza delusioni e tensioni. Il turnover sarà applicato tra le due sfide, è legato al recupero di alcuni infortunati. La scelta di far giocare Ederson, Klose e Keita in Europa è sensata, in questo modo gente come Candreva, Klose e Perea arriverà fresca all’appuntamento domenicale. L’emergenza difesa andrà avanti sino alla pausa del campionato, sino ad allora bisognerà fare di necessità virtù. A Parma non potrà giocare Ciani, si spera nel recupero di Novaretti.

Corriere dello Sport

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