Klose, “Mi sento ancora in gamba”

Klose, “Mi sento ancora in gamba”

I complimenti fanno sempre piacere, specialmente quando vogliono fare dimenticare la diffidenza e i dubbi circolati al momento della sua decisione di scegliere la Lazio dopo il Bayern. Per questo ieri Miro ha letto volentieri i superlativi dedicati dalla stampa tedesca alla sua prima doppietta nel nuovo campionato. «Super-Klose» hanno…

I complimenti fanno sempre piacere, specialmente quando vogliono fare dimenticare la diffidenza e i dubbi circolati al momento della sua decisione di scegliere la Lazio dopo il Bayern. Per questo ieri Miro ha letto volentieri i superlativi dedicati dalla stampa tedesca alla sua prima doppietta nel nuovo campionato. «Super-Klose» hanno titolato all’unisono la Welt come Focus e perfino un quotidiano economico del calibro del Financial Times Deutschland. L’impressione dei commentatori è che “Miro d’Italia”, col passare degli anni, si rivaluta anziché deprezzarsi. Lui non gradisce che si parli troppo delle sue 34 primavere. «Ma che razza di domanda è questa», ha ringhiato spiritosamente in faccia ad un cronista della Bild che l’altro giorno gli ha chiesto come mai, alla sua età, metta ancora così tanto impegno in Nazionale. «Perchè desiderlo farlo, mi sento in gamba e voglio restarci il più a lungo possibile». Ieri in conferenza stampa cera Podolski. Klose lo si è visto solo sul campo d’allenamento. Sembra che il mal di schiena che rischiava di appiedarlo contro il Palermo, adesso non gli dia fastidio. Klose è l’unica punta a disposizione del ct Loew nelle qualificazioni mondiali venerdì ad Hannover contro le Isole Faroer e martedì a Vienna contro l’Austria. «In caso di emergenza giochiamo come la Spagna, senza un vero attaccante – ha scherzato il laziale – Loro così sono diventati campioni d’Europa». Diversamente da cinque anni fa, stavolta Klose ad Hannover non deve nascondersi. Nella primavera del 2007 invece dovette farlo. Era un giorno tra le due semifinali con l’Espanyol in Coppa Uefa. Un albergo di Hannover era stato scelto per il suo appuntamento segreto con Hoeness e Hitzfeld, inviati del Bayern che volevano farlo traslocare da Brema a Monaco di Baviera. Il colpo andò a segno con un assegno di 12 milioni al Werder, ma la qualificazione per la finale europea fu conquistata dagli spagnoli e Miro fu sonoramente bacchettato dai giornali che ora lo esaltano.

Fonte: Enzo Piergianni – Il Corriere dello Sport

Rob.Mac. – Cittaceleste.it

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