Klose: “Ora ci prendiamo la rivincita con la Juve”

Klose: “Ora ci prendiamo la rivincita con la Juve”

di ALBERTO ABBATE ROMA – Lucidate quegl’occhi di ghiaccio. Scioglievano avversari, polverizzavano i nemici. Che fine ha fatto quello sguardo gelido? Scaldava i tifosi, “Mito”, ballava fra i Lupi, cantava vola Lazio vola. Santa Klose moltiplicava reti e palloni, adesso amplifica i timori. E’ la carta d’identità che urla, terrorizza…

di ALBERTO ABBATE

ROMA – Lucidate quegl’occhi di ghiaccio. Scioglievano avversari, polverizzavano i nemici. Che fine ha fatto quello sguardo gelido? Scaldava i tifosi, “Mito”, ballava fra i Lupi, cantava vola Lazio vola. Santa Klose moltiplicava reti e palloni, adesso amplifica i timori. E’ la carta d’identità che urla, terrorizza chi ha riempito la sua lazialità di Klose. Non si direbbe, ma è umano, mica eterno. Che mal di panzer: contro la Juve ha fallito il gol della bandiera ipnotizzato da Buffon, contro l’Udinese ne ha sbagliato uno facile facile. Per carità, ha pescato il rigore della vittoria, ma non ha cenato. Boccheggiava come un pesciolino fuor d’acqua. Dov’è lo squalo?

Cosa ti sta succedendo, Mito? “Ora io e la Lazio ci prenderemo la rivincita con la Juve”, rispondi in Germania. E noi tutti ti cadiamo ai piedi, come postini piegati da lettere di speranza: scacciate il manciniano presagio del triennio, tornerà re Miro, statene certi. Deve ingranare, ma la Lazio lo aiuti: spesso è troppo solo, patisce la dittatura fantasiosa del centrocampo, lui niente chiacchiere fra i piedi e distintivo di razionalità. Klose potrebbe anche essere in fase calante – è una questione biologica – ma è così intelligente. Eppure spesso i compagni non riescono a seguirlo in quella meravigliosa semplicità, che ne coccola l’età. E’ tempo di crescere con Miro. A giugno sarà troppo tardi.

Cittaceleste.it

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