Miro Klose vicino al record..

Miro Klose vicino al record..

Quattro lettere quattro: Miro, oppure Gerd, fate voi. Quattro gol quattro, mica di più, perché Mito Klose raggiunga il mito vero, Gerd Muller. Far Oer oggi, l’Austria martedì: l’occasione è ghiotta per segnare, che in fondo è la cosa che gli riesce meglio, uscite di pesca a parte. Quattro reti…

Quattro lettere quattro: Miro, oppure Gerd, fate voi. Quattro gol quattro, mica di più, perché Mito Klose raggiunga il mito vero, Gerd Muller. Far Oer oggi, l’Austria martedì: l’occasione è ghiotta per segnare, che in fondo è la cosa che gli riesce meglio, uscite di pesca a parte.

Quattro reti – Klose è a quattro passi da Muller: 64 reti con la maglia della Germania per l’attaccante della Lazio, 68 per Muller, che è il bomber di sempre della nazionale tedesca. Al centro della squadra di Löw, non solo di quella di Petkovic: se lo coccola la Lazio come la Germania. Perfino di più, se il c.t. tedesco per le prime due partite del girone di qualificazione a Brasile 2014 non ha convocato altri attaccanti all’infuori di Klose, come fosse un comandamento. C’è solo Klose, tanto che in Germania negli ultimi giorni si è pure scatenato un dibattito: Mario Gomez è infortunato, e allora che si fa? Tranquilli, gioca Miro. In fondo neppure Löw si preoccupa: «Klose è il top al momento — ha detto il c.t. —. Gomez è fermo e Miro ha dimostrato di stare molto bene. È un giocatore intelligente, esperto, sa come giochiamo e da anni interpreta il ruolo alla perfezione». Sembra sentir parlare Petkovic, che non ha ancora finito di goderselo dopo la doppietta al Palermo. Certo che se la media gol tenuta fin qui da Klose si sposerà con la caratura non proprio eccezionale delle Far Oer, c’è da immaginare che già da stasera il record di Muller sarà a rischio. E allora sì che Miro ufficialmente diventerà Mito.

Per Enke – A Roma lo è già, in verità, a prescindere dalle reti in nazionale. È entrato nella storia della Lazio dal derby d’andata dello scorso campionato. Poi è mancato il lieto fine, la favola si è interrotta sul più bello, un infortunio lo ha tolto di mezzo e ha di fatto eliminato la Lazio dalla corsa Champions. Strana la vita: non si fosse fatto male, oggi forse sulla panchina della Lazio ci sarebbe ancora Reja. E invece è arrivato Petkovic: tra i due si è instaurato un bel rapporto. Klose apprezza il gioco del nuovo allenatore. In fondo, è solo una questione di gol. E nella testa di Miro c’è la sensazione che con il nuovo stile della Lazio, le occasioni da rete per lui possano essere più frequenti. Stile, che poi è quello che ha spinto ieri pomeriggio Klose a un nobile gesto: insieme con i compagni Mertesacker e Podolski è andato a pregare sulla tomba di Robert Enke, ex portiere dell’Hannover e della Germania che si suicidò nel novembre 2009.

Minuti d’oro – La sensibilità non gli manca. Le motivazioni, neppure, se è vero che la scorsa settimana Klose aveva ricordato: «Voglio giocare fino al Mondiale 2014 e anche oltre, se sto bene dal punto di vista fisico non temo la concorrenza». E allora ci siamo: la strada verso il Brasile comincia stasera, contro le Far Oer. Un anno fa scelse la Lazio proprio per questo: tra le tante candidate, quella di Lotito è stata la società che con maggiore convinzione gli ha garantito la possibilità di giocare titolare. Altrove — ad esempio il Valencia — offrivano di più dei 2,1 milioni della Lazio, ma non le stesse prospettive di minutaggio. Promessa mantenuta, con garanzia di successo. Il Brasile è più vicino, Gerd Muller a quattro passi e la Lazio può sognare: cosa c’è di sbagliato?

Fonte: Davide Stoppini – La Gazzetta dello Sport

Rob.Mac. – Cittaceleste.it

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