L’abbraccio Candreva-Cataldi e quella romanità ritrovata

L’abbraccio Candreva-Cataldi e quella romanità ritrovata

ROMA – Almeno uno degli ultimi dogmi dell’era Lotito sta cadendo. Tanta romanità, forse pure troppa, ma soprattutto quella ritrovata lazialità che non guasta mai, che ti fa spingere il cuore oltre l’ostacolo. Se poi il numero uno della Lazio, se vuole ambire allo Scudetto o quanto meno alla Champions…

ROMA – Almeno uno degli ultimi dogmi dell’era Lotito sta cadendo. Tanta romanità, forse pure troppa, ma soprattutto quella ritrovata lazialità che non guasta mai, che ti fa spingere il cuore oltre l’ostacolo. Se poi il numero uno della Lazio, se vuole ambire allo Scudetto o quanto meno alla Champions League, come dichiarato da Tare alla tv albanese, si facesse aiutare da qualche mercato estero più florido, anteponesse l’io (anche Super) a favore del noi (tifosi) come ha detto Pioli a Tor Vergata, allora ci troveremo di fronte ad un bel quadro di Picasso. L’immagine più bella di questa vittoria ce l’ha regalata il figliol prodigo Cataldi che abbraccia Candreva sotto la Nord, è lo spettacolo più bello dopo il Big Bang.Perchè finalmente due pezzi di Roma sono tornati ad indossare questa maglia, hanno riconquistato la Nord, sanno cosa vuol dire avere l’aquila tatuata addosso, respirano, vivono le ambizioni e le speranze di questa città, nei bar, sotto casa, tra le radio, al mercato, tra i vicoli di Roma. Da quanto tempo non si vedevano due romani abbracciati sotto il cuore pulsante del tifo biancoceleste? Una vita.“Vorrei diventare capitano di questa Lazio”, ha confessato Candreva. Chissà che un giorno questo sogno possa realizzarsi, con Cataldi a farne le veci e diventarne il suo degno erede. Intanto c’è Mauri a fare da chioccia, un brianzolo dal cuore romano, baluardo indelebile, pronto con le sue ali, a difendere l’Impero biancoceleste.

 

Cittaceleste.it

 

0 commenti

Commenta per primo!

Inserisci qui il tuo commento

Recupera Password

accettazione privacy