La favola di Stefan Radu

La favola di Stefan Radu

ROMA – Questa storia non comincia con c’era una volta, perché non è una bella favola frutto dell’immaginazione del suo autore, ma è la storia vera di un ragazzo nato a Bucarest 26 anni fa. Il protagonista è Stefan Radu, un campioncino cresciuto nelle giovanili della Dinamo Bucarest e presto…

ROMA – Questa storia non comincia con c’era una volta, perché non è una bella favola frutto dell’immaginazione del suo autore, ma è la storia vera di un ragazzo nato a Bucarest 26 anni fa. Il protagonista è Stefan Radu, un campioncino cresciuto nelle giovanili della Dinamo Bucarest e presto notato da Walter Sabatini, allora direttore sportivo biancoceleste, che lo portò nella Capitale nel gennaio del 2008 quando in panchina c’era Delio Rossi. In poco tempo il ragazzo è cresciuto tanto, anche se con l’ arrivo di Davide Ballardini e i mesi difficili vissuti dalla Lazio non è riuscito ad esprimersi al meglio.

È risorto con Edy Reja, fino ad essere inserito a fine stagione nella classifica dei 10 migliori difensori del campionato italiano. Poi la maglia da titolare ottenuta con lavoro, sudore ed umiltà, talvolta fermato da qualche infortunio. Perchè come in ogni storia anche in questa c’è l’antagonista e qui si tratta degli infortuni. Il più grave dopo Lazio – Napoli dell’11 aprile scorso: ha festeggiato con la Curva il successo sui Partenopei da vero laziale, ma lì è finita la sua stagione. È stato fermo per sette mesi, ma Petkovic l’ha aspettato e non è stato deluso, nonostante la ricaduta. Ha recuperato ed ora è il primo rinforzo dell’attuale stagione. Ha fatto il suo esordio per una manciata di minuti nel derby perché a lui, che è diventato a tutti gli effetti un tifoso della Lazio, non si poteva negare la stracittadina ed è tornato dal primo minuto contro la Juventus. Da allora la difesa biancoceleste si è chiusa ermeticamente: terzino se si gioca a quattro, centrale a tre e da quando c’è lui dietro abbiamo rivisto anche il miglior Lulic, che se ha le spalle coperte dal compagno attacca meglio.



E la nostra storia ora vive il momento clou: è tornato alla grande e dopo cinque anni di sicurezza in difesa, in un mese si è scoperto anche goleador. Ha segnato contro il Maribor, il suo primo gol in biancoceleste proprio nella partita in cui per la prima volta indossava la fascia da Capitano. Ci ha preso gusto ed è tornato a gonfiare la rete anche in Coppa Italia. Ha sbloccato il risultato e il nostro protagonista ha dato vita ad un’esultanza speciale: il pallone sotto la maglia a simulare un pancione, perché presto diventerà papà e poi l’abbraccio virtuale di tutti i suoi amici: i tifosi biancocelesti. Radu non è solo intoccabile per gli allenatori, ma anche per i tifosi: non perde occasione per recarsi sotto la Nord ad esultare e festeggiare, a Formello è tra i più richiesti per un autografo o una foto e lui è sempre disponibile a scambiare anche una battuta con i tifosi. Martedì, quando è tornato in panchina, per lui si sono alzati i cori che sigillano lo splendido rapporto d’amicizia e non poteva essere altrimenti per uno che due anni fa aveva ammesso: “La Lazio è la decisione migliore della mia vita”. Questa storia, ovviamente, non finisce qui: ci sono ancora tante pagine da scrivere e Radu vuole viverle ancora da assoluto protagonista, con tutti i suoi sostenitori, pronto a sconfiggere qualsiasi insidioso antagonista.

Enrica Di Carlo

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