L’Aquila:’Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate’

L’Aquila:’Lasciate ogni speranza o voi ch’entrate’

ROMA – Serata mite nella Capitale d’Italia per il match fra Lazio e Milan. Bello il colpo d’occhio offerto dall’Olimpico, quasi pieno come non lo si vedeva da tempo immemore. I biancocelesti di Petkovic premono allora subito sull’acceleratore come indicato da Olympia nel volo pre-partita. L’aquila della Lazio plana per…

ROMA – Serata mite nella Capitale d’Italia per il match fra Lazio e Milan. Bello il colpo d’occhio offerto dall’Olimpico, quasi pieno come non lo si vedeva da tempo immemore. I biancocelesti di Petkovic premono allora subito sull’acceleratore come indicato da Olympia nel volo pre-partita. L’aquila della Lazio plana per diversi minuti sopra i tifosi del Milan, indicandoli come ‘prede’ della caccia notturna. Il primo quarto d’ora è avaro di emozioni. Qualche bella sovrapposizione, ma nessuna parata di rilievo per Bizzarri, in campo al posto di Marchetti, ed Amelia. Sfida fra numeri ‘2’.

LA PREDA MILAN CORRE LENTA – La partita cambia al minuto 24′. Bravi gli uomini di Petkovic a ripartire in contropiede. Hernanes dal limite, complice una deviazione, fa secco Amelia. L’Olimpico esplode in un boato che si tramuta in un sospiro di sollievo un minuto dopo, quando Dias praticamente segna un altro gol, salvando sulla linea il tiro a botta sicura di El Shaarawy. E’ un fuoco di paglia in una gara che il Milan, in ogni caso, non sembra voler far sua. Gli uomini di Allegri giocano a ritmi blandi. Nocerino sbaglia stop elementari e De Jong non è nulla più di un mastino.

UNO-DUE, DIAVOLO ALL’INFERNO – La sensazione che prevale è che solo dalla parte del duo Antonini-El Shaarawy, i lombardi possano costruire qualcosa di concreto. La Lazio, dal canto suo, arretra un po’, concede campo ma non costruisce più la ripartenza, cercando il lancio lungo. Il tutto a discapito di precisione e pericolosità, almeno fino al 35′ quando l’asse Gonzalez-Hernanes-Candreva offre un triangolo ad alta velocità che fa venire il mal di testa anche ai cameraman. Semplice rimessa laterali ed applausi. E’ l’antipasto al raddoppio biancoceleste che arriva al 40′ minuto. E’ proprio il buon Antonio, maglia 87, a scaricare un destro di rara bellezza e potenza. Un siluro che s’incaglia sotto al sette. 2-0, e Olimpico che canta ‘Serie B’ ad Allegri & Co. Finisce cosi, il primo tempo, col Diavolo che sprofonda in un inferno di fiamme e dolore.

KLOSE, INCUBO ALLEGRI – Le porte dell’incubo si spalancano dinanzi al cerbero ‘Klose’, che non perdona una retroguardia troppo generosa nelle marcature , pochi minuti dopo la ripresa del gioco. Il Milan è nullo. Emanuelson e Pato rilevano Boateng e Nocerino, ed è l’olandese che diventa spina nel fianco della Lazio. La sua serie di cross a giro fruttano due colpi di testa di Pazzini, con Bizzarri chiamato alla prima vera parata della gara.

DE JONG RAVVIVA I ROSSONERI – Fuori Mauri fra gli applausi al 57′, entra Cavanda. Lulic torna ad occupare un ruolo offensivo. Il gol di Nigel De Jong, su schema da calcio piazzato, riapre poco dopo la storia di un evento che sembrava segnato. Il Milan riprende a sciorinare gioco, cosa che non faceva dalla scorsa gara contro l’Inter, la Lazio si tira un po’ indietro, ma quando Klose recupera il pallone e Tagliavento fischia un discutibile fallo su Yepes, il tedesco è una furia. Amelia al 25′ fa vedere di valere quantomeno Abbiati ad oggi, e salva prima sul bolide di Hernanes, poi sull’accorrente Gonzalez, tenendo Allegri in gioco. Per il ‘Tata’ invece finisce qui. Cambio con Lorik Cana.

EL SHAARAWY, E’ ALTA TENSIONE – Bizzarri ed Amelia, poco dopo, bloccano le conclusioni rispettivamente di El Shaarawy e de ‘Il Profeta, ma nulla può il numero 1 della Lazio sul destro angolatissimo del ‘Faraone’ al 79′. Torna in campo Christian Brocchi per gli ultimi concitati minuti di una gara riaperta incredibilmente nel secondo tempo dai lombardi. Candreva, stremato, è costretto ad arrendersi. L’ultima carta di Allegri è l’ex Roma, Bojan. Gli fa spazio Antonini.

OLIMPICO, 12 UOMO – La Lazio arretra sempre di più. Cerca di difendersi giocando quando può, ma l’estro di El Shaarawy misto alla velocità di Pato, sono una variabile imponderabile che aleggia sul match. L’Olimpico è intriso di tensione, fischia i rossoneri. Quattro i minuti di recupero concessi da Tagliavento. L’esperienza di Klose frutta un calcio d’angolo prezioso a 120 secondi dal triplice fischio. Così, la creatura di Petkovic arriva liddove non sono arrivate quelle dei suoi predecessori. Riuscire a gestire il risultato anche in un finale palpitante. Vola l’Aquila a chiudere i portoni degli inferi. Scotta il terreno sotto Allegri.

E l’Aquila infine disse: ‘Per l’Olimpico si va ne la città dolente, per l’Olimpico si va ne l’eterno dolore, per l’Olimpico si va tra la perduta gente. Lasciate ogni speranza, voi ch’entrate’.

Mirko Borghesi

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