Muro gialloblù e poca fortuna. Lazio Ko…

Muro gialloblù e poca fortuna. Lazio Ko…

ROMA – Cambia subito le carte in tavola Petkovic, soprattutto in vista della semifinale di coppa Italia contro la Juventus in programma martedì prossimo. Cala il solito 4-1-4-1, ma questa volta gli attori protagonisti sono un po’ diversi. In difesa titolare Biava. Il difensore scende in campo a differenza di…

ROMA – Cambia subito le carte in tavola Petkovic, soprattutto in vista della semifinale di coppa Italia contro la Juventus in programma martedì prossimo. Cala il solito 4-1-4-1, ma questa volta gli attori protagonisti sono un po’ diversi. In difesa titolare Biava. Il difensore scende in campo a differenza di quanto si pensava alla vigilia. A centrocampo sorprendono un po’ le assenze di Hernanes e Mauri. In campo al loro posto Brocchi e Gonzales.

Primo tempo – Inizia subito in avanti la squadra biancoceleste. I livelli tecnico-tattici delle due squadre sono subito molto evidenti. La Lazio inizia a mettere in atto un gioco fatto da molti passaggi nel tentativo di lanciare le due ali sulle fasce. La cosa riesce molto spesso e un Lulic in evidente forma serve un’ottima palla a Floccari e co. in attacco che quasi si riesce trovare l’immediato vantaggio. Proprio sulle fasce Petkovic vorrebbe riuscire a colpire il Chievo, aiutato poi dalle ottime qualità di Floccari nel trattenere la palla permettendo alla squadra di salire. Se si vuole attaccare al centro l’azione inizia sempre da lui.
Gli scaligeri si chiudono molto  bene e cercano di colpire i giocatori laziali soprattutto tramite calci piazzati e contropedi. Il più in forma tra i gialloblù è sicuramente il numero 77 Thereau.
Il primo tempo si rivela in realtà più complicato di quanto si potesse pensare prima della partita. La Lazio ha evidenti difficoltà nella concretizzazione dell’azione. Si arriva in fondo, sulle fasce e poi c’è il vuoto. L’attaccante numero 99 è per ora più utile in fase di costruzione che in quella realizzativa. La macchina di Petkovic non da l’impressione di girare molto bene. La partita è effettivamente nelle sue mani ma non ha la capacità di metterle il sigillo. Poco incisiva, poco precisa, poco sicura.

Secondo tempo – Per non ripetere il brutto primo tempo Vlado fa uscire Brocchi e inserisce Mauri a centrocampo. I primi dieci moniti si rivelano non troppo differenti dai primi 45. Il solo Mauri non riesce a dare la scossa alla squadra che crea comunque gioco avvicinandosi varie volte alla porta difesa di Puggioni.

Svantaggio – La partita si mette male al 17′ del secondo tempo quando Paloschi, dopo un’azione ben impostata dal Chievo, porta in vantaggio la squadra veneta. Il gol è come un pugno in faccia per i biancocelesti che padroni della partitasi ritrovano sotto. Petkovic cerca subito di cambiare le cose: dentro Hernanes, fuori Gonzales.

3-5-2 – Il tutto per tutto inizia al 29° minuto del secondo tempo. L’ingresso di Kozak al posto di Radu trasforma la Lazio in un 3-5-2 nel tentativo di avere il controllo totale sul centrocampo e di riuscire a essere più concreti in avanti. Il possesso palla c’è ma non si può sperare di recuperare una partita se i giocatori continuano a commettere errori su errori. A volte alcune imprecisioni a centrocampo risultano molto pericolose, soprattutto perché si da modo all’avversario di ripartire e creare problemi.
Bravo il Chievo a chiudere ogni spazio all’azione biancoceleste, pessima la Lazio nel non riuscire a bucare una difesa, si ben messa in campo, ma pur sempre di una squadra che milita a metà classifica. La squadra vista in campo stasera è lontana parente della Lazio di inizio campionato. Non ci si può permettere prestazioni del genere se si vuole ambire ad un posto in Champions League.

Francesco D’Andrea – cittaceleste.it

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