Lazio eroica con Floccari e Gonzalez: E’ FINALE!

Lazio eroica con Floccari e Gonzalez: E’ FINALE!

ROMA – Nel freddo dello Stadio Olimpico c’è il pubblico delle grandi occasioni, per il record stagionale di presenze(quasi sessantamila), a sospingere l’undici biancoceleste verso il passaggio in finale di Coppa Italia. A guidare l’attacco c’è Miroslav Klose, recuperato in extremis, a rendere ancora più affascinate la sfida con la…

ROMA – Nel freddo dello Stadio Olimpico c’è il pubblico delle grandi occasioni, per il record stagionale di presenze(quasi sessantamila), a sospingere l’undici biancoceleste verso il passaggio in finale di Coppa Italia. A guidare l’attacco c’è Miroslav Klose, recuperato in extremis, a rendere ancora più affascinate la sfida con la Juventus di Antonio Conte. Si parte dall’1-1 dell’andata, che garantisce un piccolo vantaggio alla squadra di casa. Petkovic ha scelto lo stesso schieramento di una settimana prima: un solido 3-5-1-1, modulabile in un 5-4-1 in fase difensiva, pronto a sfruttare le ripartenze e gli inserimenti di Hernanes&Co. Pronti via il tedesco mostra tutta la sua pericolosità, provocando alla prima accelerazione, l’intervento falloso di Giaccherini che becca subito il primo cartellino giallo della serata.

Misure e contromisure – E’ la Juventus però, a dettare i ritmi nelle battute iniziali, rendendosi pericolosa con la coppia Giovinco-Vucinic, con quest’ultimo a reclamare un rigore su un’uscita bassa di Marchetti. La Lazio, lentamente, riesce a prendere le misure all’avversario bianconero, ma al contempo non riesce ad avvicinarsi con incisività dalle parti di Storari. Fa discutere qualche fischio di troppo, da parte dell’arbitro Banti, a favore degli ospiti che talvota frena l’incedere laziale. Ma anche qualche fischio in meno: tocca a Klose chiedere il penalty per contatto subito in area juventina. Gli animi si scaldano, c’è aggressività da ambo le parti, tanto che prima Isla, poi Konko, finiscono sul taccuino del direttore di gara. Tatticismo e intensità il riassunto del primo tempo, con un leggero predominio ospite che rischia il vantaggio negli ultimissimi minuti con Giovinco.

Sorpasso volante – Alla ripresa i ventidue rimangono gli stessi, ma questa volta la china sembra appannaggio degli uomini di Petkovic, che si rendono pericolosi con un tiro di Gonzalez, frutto di un maggior dinamismo della manovra laziale. Il tempo che Vidal si faccia ammonire, ed ecco che il Tata fa esplodere la gioia dei tifosi capitolini: lancio di Ledesma e perfetto colpo di testa in tuffo del centrocampista uruguayano. Il tifo ora è assordante, la finale è più vicina, ma una rete non basta per essere al sicuro da eventuali rischi. Il tecnico croato lo sa bene, per questo spinge i suoi a non mollare la presa sullo sfidante, ferito, che nel cercare il ribaltamento offre inevitabilmente il fianco al contropiede laziale. E’ il momento migliore della Lazio, che al 15′ è costretta a fare a meno di Hernanes, vittima di una tremenda capocciata in contrasto con Marrone: gli subentra Lulic.

Senza i pezzi migliori – In appena cinque giri di lancette cambiano le forze in campo. Klose non ne ha più e lascia spazio a Floccari, mentre dall’altra parte Conte attinge dalla sua panchina lunga, richiamando alla causa Pirlo e Marchisio, in sostituzione di Marrone e Padoin. La Lazio in un batter d’occhio perde i suoi due uomini di maggior spessore, viceversa la Juventus li spedisce sul rettangolo di gioco, che aggiunge Quagliarella ai suoi avanti. Eppure la Lazio non cede il passo, la gara è vibrante con frequenti ribaltamenti di fronte. Bianconeri all’arrembaggio con tutti i mezzi possibili, anche quelli meno leciti, come la simulazione di Giovinco punita da Banti con l’ammonizione, che bissa su Bonucci per fallo da tergo su Ledesma.

Finale dai cuori forti – Alla battaglia finale, interminabile per via dei sei minuti di recupero concessi, prende parte anche Lorik Cana, che rileva Alvaro Gonzalez. E guerra sia. In due minuti succede di tutto: prima il pareggio di Vidal su buco della difesa laziale, poi il nuovo vantaggio di Floccari su incornata da calcio d’angolo battuto da Mauri. Infine il miracolo di Marchetti su conclusione a botta sicura di Giovinco. Il calcio è anche questo: emozioni, emozioni allo stato puro. Si vola in finale, con un moto d’orgoglio che verrà ricordato nel tempo, indelebile nelle memorie dei fortunati presenti.

F.P.

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