Lazio, la vecchia guardia è sul piede di partenza

Lazio, la vecchia guardia è sul piede di partenza

La Lazio non ha voluto rassegnarsi a vivere l’ultimo mese e mezzo del campionato senza obiettivi. In condizioni «ambientali» difficili, è riuscita a non farsi mettere in ginocchio dal colossale pasticcio confezionato dalla sua difesa in occasione del 2-2 regalato al Parma. Ha avuto, invece, la forza e il coraggio…

La Lazio non ha voluto rassegnarsi a vivere l’ultimo mese e mezzo del campionato senza obiettivi. In condizioni «ambientali» difficili, è riuscita a non farsi mettere in ginocchio dal colossale pasticcio confezionato dalla sua difesa in occasione del 2-2 regalato al Parma. Ha avuto, invece, la forza e il coraggio di trovare il 3-2 a tempo scaduto. Non sempre bella a vedersi ma sicuramente combattiva. Una squadra vera, che, dopo il fischio finale, festeggiava meritatamente a centrocampo.
Una Lazio che ha la forza di volontà di Beppe Biava, la grinta di Antonio Candreva, la freddezza sotto porta di Miro Klose, il costante movimento e la duttilità tattica di Senad Lulic. Ma fino a quando? 

 

Si, perché guardando alla stagione che verrà, sono proprio i senatori del gruppo allenato da Edy Reja i primi a non essere sicuri di rimanere a Roma. Una situazione che non ha precedenti in casa Lazio, considerato che negli ultimi anni il club ha sempre basato le sue fortune proprio su giocatori dalla carta d’identità non certo verde, su un gruppo che faceva dell’esperienza uno dei punti di forza. Ora, invece, con Klose indeciso se accettare il rinnovo proposto dal presidente Lotito o fare le valigie dopo il Mondiale brasiliano, il possibile addio di Lulic e Marchetti, le tante offerte (Juve, Manchester United e Liverpool su tutte) che fanno vacillare Candreva, il quadro d’insieme si presenta molto diverso rispetto al recente passato. In più c’è la questione legata alla conferma di Stefano Mauri, eventualità al momento remota visto che la dirigenza reputa eccessive le richieste del trentaquattrenne centrocampista.
Al contrario sembrano avere parecchie chance di vestire almeno per un’altra stagione la maglia laziale i giovani e i nuovi del gruppo. Tra loro sicuramente Keita e Biglia, come pure Perea e Felipe Anderson, non certo brillanti finora ma che comunque rappresentano il futuro della Lazio. Sempre che nei prossimi mesi non si decida di fargli fare un’esperienza all’estero.
Intanto, il giorno dopo l’essenziale vittoria sul Parma, tre punti di grande peso specifico in ottica Europa League, la squadra è tornata a lavorare a Formello prima del giorno di riposo concesso da Reja. Domani, alla ripresa in vista del lunch match di domenica contro la Samp, ci saranno da controllare le condizioni di più di un giocatore: fuori gioco Novaretti, uscito dopo pochi minuti contro i ducali e per il quale si teme lo stiramento alla coscia, in dubbio rimangono anche Gonzalez, Dias (fastidi al polpaccio per entrambi) e Biglia, a cui lo staff medico darà il via libera nel caso l’argentino non sia più limitato dall’infrazione alle costole subita due settimane fa contro il Milan.
Un rientro importante, anche perché il mezzo al campo non potrà esserci Ledesma, ancora ai box per la squalifica rimediata dopo il rosso di Marassi.

 

Gabriele Gerini

 

Cittaceleste.it

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