Lazio, lo spetkacolo continua!

Lazio, lo spetkacolo continua!

VERONA – In terra veneta per proseguire sul sentiero del bel gioco che ha portato numerose vittorie. Con questo spirito la Lazio si è presentata in casa di un Chievo voglioso di ripartire verso i lidi di una salvezza tranquilla. L’inizio è subito di marca clivense, con Luciano in proiezione…

VERONA – In terra veneta per proseguire sul sentiero del bel gioco che ha portato numerose vittorie. Con questo spirito la Lazio si è presentata in casa di un Chievo voglioso di ripartire verso i lidi di una salvezza tranquilla. L’inizio è subito di marca clivense, con Luciano in proiezione offensiva ad un passo dall’anticipare Marchetti. Campo in buone condizioni, clima mite e un’atmosfera rilassata sugli spalti. Ingredienti ad hoc per confezionare una gara di livello.

La Lazio porta subito i terzini nella metà campo del Chievo, cercando di schiacciare la formazione di Mimmo Di Carlo, ed Hernanes, approfittando del ritardo in uscita dei due centrali, ha modo di puntare gli avversari singolarmente, saltarli e scagliare un sinistro di precisione chirurgica che tocca il palo interno e s’insacca alla destra di Sorrentino. Il tifo biancoceleste si scalda. Quello di casa fa altrettanto quando Di Michele, ex giallorosso dal dente avvelenato, cade in area di rigore in seguito ad un contatto con Biava. I ragazzi di Petkovic provano il bis proprio con un colpo di testa del centrale difensivo, ma la palla va fuori. Il Chievo alza il baricentro e prova a rientrare in carreggiata. I veneti trovano solo rimpalli, nessuna occasione da gol, e mettono in scena diverse proteste all’indirizzo dell’arbitro Rizzoli, condivise naturalmente dal Bentegodi.

La Lazio arretra ma non riesce a combinare granché in contropiede. Mauri, per due volte, ciccando prima di destro in area di rigore, e sbagliando pochi minuti dopo lo stop su suggerimento di Hernanes, getta al vento delle buone proposizioni offensive per il bis. Luciano, invece, si rende protagonista di un gesto molto sportivo al 23′, quando restituisce palla ai biancocelesti in seguito all’errata segnalazione di un corner. Lazio pericolosa un minuto dopo con un Klose straripante che trova Candreva al centro dell’area: tiro rimpallato in extremis da Jokic. Alla mezz’ora arriva la prima vera palla gol per i padroni di casa. Hetemaj salta in corsa due uomini e calcia di destro. Palla a fil di palo alla destra di Marchetti e sussulto dei circa 10 mila accorsi allo stadio. Chievo vicinissimo all’1-1 al 35′ quando Biava e Dias si esibiscono in doppio retropassaggio di testa stile ‘Holly e Benji’: Di Michele, a tu per tu con Marchetti, chiama il numero 22 al miracolo. Una parata che scuote la Lazio, troppo passiva nel finale di frazione. Hernanes, con un numero da circo salta l’uomo, s’invola verso Sorrentino che di piede risponde alla grande. Li, pronto al tap-in, c’è però Miroslav Klose, che sigla lo 0-2. Il primo tempo si chiude praticamente con la rete del tedesco, dopo la quale gli uomini di Petkovic entrano in pieno controllo del match sino al duplice fischio di Rizzoli.

SECONDO TEMPO – La ripresa parte com’era iniziato il primo tempo. Chievo subito in avanti, e subito pericoloso. La Lazio, invece, presenta Scaloni al posto di Konko. I primi 20′ minuti di gioco dicono poco, se non che, i biancocelesti, consapevoli della propria forza prima e dopo il doppio vantaggio, controllano la gara senza grandi patemi. Di palle gol se ne vedono poche, e Di Carlo prova a scuotere i suoi inserendo Moscardelli per Di Michele. I risultati arrivano nel giro di qualche minuto. La presenza dell’attaccante aumenta infatti la pericolosità in mischia dei clivensi, vicini al pareggio su due palle sporche fra il 21′ e il 23′. Il numero 9 ha anche l’occasione dell’1-2 al 25′, ma calcia al lato una volta trovatosi a tu per tu con Marchetti. Lazio statica, Chievo che punta a riaprire la gara. Entra Cana, serve sostanza. Lo show è però di Hernanes. Il Profeta parte in fuga dalla sinistra, salta un uomo, punta Sorrentino e lo scavalca con un potente sinistro dopo 40 metri di corsa. Applaudono anche i tifosi di casa, cala il sipario sulla sfida, c’è spazio anche per Ederson. Rizzoli, intanto, prova a riaprire il match concedendo un penalty dubbio. Calcia Pellissier che spiazza Marchetti: 1-3. Qualche protesta per un contatto Luciano-Cavanda è però tutto ciò che produce il Chievo dopo aver accorciato le distanze, calcolando anche i 4 minuti di recupero concessi dall’arbitro. La Lazio di Petkovic vince e convince. Gli automatismi ci sono, e la squadra sembra avere una mentalità propositiva atta a chiudere il match una volta in vantaggio. Ottima anche l’interpretazione delle varie fasi di gara da parte dei singoli. Il tecnico croato ha costruito una scuderia capace di lottare per il campionato costruttori, ma con piloti di gran classe.

L’inviato a Verona

Mirko Borghesi

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