Lazio, ma non dovevamo vederci più? Ecco il Mauricio 2.0

Lazio, ma non dovevamo vederci più? Ecco il Mauricio 2.0

Il difensore brasiliano è pronto a giocarsi le sue carte con la maglia biancoceleste, ma quanto potrà durare?

di Simone Cesarei

ROMA- A volte il calcio è strano. Ti dicono che non fai più parte del progetto, ti dicono di cercarti un’altra sistemazione, ti fanno allenare da solo, eppure d’improvviso ti ritrovi di nuovo su quel prato che sembrava cosi lontano. Il prato dell’Olimpico, per la precisione. In una giornata di pioggia, in cui improvvisamente spunta il sole, Mauricio ha debuttato per la seconda volta con la maglia della Lazio. Impensabile, qualche mese fa. Il difensore brasiliano è la soluzione della società all’emergenza difensiva che ha afflitto la Lazio in queste settimane. Della serie: “Abbiamo una risorsa, paghiamo uno stipendio: perchè non sfruttarlo?”, non fa una piega. Chissà cosa avrà pensato Simone Inzaghi, quando ha dovuto scrivere il suo nome nell’elenco dei convocati. Lui che lo ha allenato per metà stagione due anni fa, e gli è bastato. Mauricio nella sua prima esperienza alla Lazio aveva mostrato molti limiti, e pochi pregi. Un’irruenza difficile da frenare, un’inadeguatezza a fronteggiare un calcio veloce e tattico come quello italiano, in cui bisogna essere concentrati per tutta la durata del match, che sembrava difficile da migliore. Evidentemente Simone Inzaghi, che ha già dimostrato di poter valorizzare anche i talenti più grezzi, crede, per necessità, nelle qualità di un ragazzo che non avrebbe mai pensato di dover nuovamente spedire in campo. Eppure domenica, nella roboante vittoria contro il Sassuolo, annientato per 6-1, l’esordio in biancoceleste di Nani è stato oscurato dal ritorno in campo di Mauricio, per la gioia dei laziali.

CEROTTO

Mauricio

Impossibile pensare al brasiliano come alla soluzione dei problemi difensivi biancocelesti. Mauricio è un cerotto per fermare l’emorragia che ha colpito il reparto arretrato, per offrire un’alternativa d’esperienza ad Inzaghi. Un cerotto, niente più. Da togliere con un po’ di fastidio appena si starà meglio, magari proprio dopo la sosta, quando dovrebbe tornare Wallace. “Sono contentissimo di essere tornato, ringrazio Dio, la società per aver creduto in me, il mister, i miei compagni. L’anno scorso ho vinto il campionato con lo Spartak, ora sono tornato meglio di prima. Sono felice e ringrazio tutti per il sostegno. Mi sono allenato sempre duramente, adesso sono al 70% della mia condizione. Tutti i giorni mi alleno duramente per farmi trovare pronto dal mister”, Mauricio sembra pronto a riprendersi la Lazio. Hha quella voglia di riscatto in una piazza in cui non ha mostrato ciò che invece hanno visto i tifosi dello Spartak, che comunque non ne ha riscattato il cartellino. Inzaghi ci ha già mostrato di essere un allenatore avezzo ai miracoli, chissà che Mauricio non sia un altro successo del mister piacentino. Almeno fino a che non si sarà fermata l’emorragia.

Cittaceleste.it

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