LAZIO-PARMA: Fiore, ”La partita si decide a centrocampo”

LAZIO-PARMA: Fiore, ”La partita si decide a centrocampo”

ROMA – Stefano Fiore, ex centrocampista che militò nel Parma nella stagione 1994-1995 e poi dal 1997 al ’99 e nella Lazio dal 2001 al 2004, attualmente è il responsabile dell’area tecnica del Cosenza è stato intervistato in esclusiva dalla redazione di TMW, in vista della partita di quest’oggi, fra…

ROMA – Stefano Fiore, ex centrocampista che militò nel Parma nella stagione 1994-1995 e poi dal 1997 al ’99 e nella Lazio dal 2001 al 2004, attualmente è il responsabile dell’area tecnica del Cosenza è stato intervistato in esclusiva dalla redazione di TMW, in vista della partita di quest’oggi, fra Lazio e Parma.

Che partita si aspetta dalle sue ex squadre?
“Sono due belle realtà del nostro calcio e m’incuriosiscono molto nel senso che soprattutto la Lazio nel precampionato non era additata fra le protagoniste e invece ha trovato una quadratura di squadra e avendo delle ottime qualità individuali sta riuscendo a imporsi e credo che lotterà fino in fondo per accedere alla Champions League. Il Parma dal canto suo è un’altra squadra che sembra sempre in difficoltà e poi alla fine disputa dei campionati di tutto rispetto e arriva dalla vittoria prestigiosa con l’Inter che rende la partita con la Lazio molto interessante”.

Quale può essere la chiave di lettura di questa partita?
“E’ una partita molto difficile da inquadrare, però molto equilibrata perché entrambe le squadre stanno vivendo un ottimo memento e arrivano da vittorie, sonante quella della Lazio e, come dicevo, prestigiosissima e meritata quella del Parma, quindi avranno il morale alto e come accade sempre in questi casi potrà essere decisa da un episodio con una giocata individuale”.

Sarà più giocata a centrocampo o in attacco?
“Per me il reparto più importante di una squadra è il centrocampo, la Lazio e il Parma in questo sono molto diverse, molto più tecnico e dinamico quello della Lazio, ma anche quello del Parma non è da sottovalutare soprattutto perché permette gli inserimenti da dietro come è avvenuto con l’Inter. Chi vincerà più duelli in mezzo al campo potrà pensare di vincere la partita”.

Passando ad altro argomento il suo Cosenza sta andando decisamente bene, è soddisfatto?
“Sì, dall’inizio del campionato siamo ai primissimi posti pur avendo cambiato molto rispetto alla scorsa stagione. Quattro cinque giocatori di quelli che ci avevano trascinato alla vittoria dei play off sono andati via, avremmo dovuto giocare in Lega Pro, però come si sa quest’estate sono accadute parecchie cose e così disputiamo il campionato di serie D, ma nonostante questo e, come dicevo, avendo cambiato abbastanza e ringiovanito al squadra siamo secondi a un punto dalla prima, il Messina, e fra due domeniche avremo lo scontro diretto, quindi speriamo di lottare fino in fondo come è nelle nostre possibilità”.

Si può quindi dire che state disputando un campionato persino sopra le previsioni?
“Come blasone e giocando in serie D e visto quello che abbiamo fatto l’anno scorso siamo in linea, perché non è possibile anche solo pensare che si partecipi alla serie D facendo un campionato anonimo. L’auspicio era quello di lottare per le prime posizioni, ma sicuramente avendo cambiato molti giocatori e l’allenatore non era così immediato l’essere nelle prime posizioni fin dall’inizio. Questo vuol dire che stiamo lavorando bene e siamo sulla strada giusta e come ci auguriamo tutti speriamo di continuare a farlo fino in fondo”.

Questo è anche merito di una società ben strutturata che agisce correttamente per centrare gli obiettivi.
“La società, come è normale che sia, è la componente più importante. In questo momento abbiamo una società non solidissima nel senso che ci sono alcune situazioni che stanno evolvendo a livello di quote in quanto c’è qualche uscita e ci potrebbe essere qualche nuova entrata. Però si sta cercando tutti insieme di fare al meglio, disputare la serie D non è facile perché non ci sono grossi introiti, anzi quasi zero e ci sono più che altro delle spese e di conseguenza non è facile motivare le persone a investire in un progetto che in questo momento non è molto remunerativo, però la volontà è quella di portare la società fra i professionisti e in questo caso gli scenari potrebbero essere diversi”.

Fonte: TMW

Rob.Ma. – Cittaceleste.it

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