Lazio, Reja Garcia, qua’ la mano

Lazio, Reja Garcia, qua’ la mano

FIRENZE – Una stretta di mano, il chiarimento e un bel sorriso. Da uomini di calcio. Il derby tra Edy e Rudi si è concluso con un mese di ritardo al centro tecnico federale di Coverciano. Buona l’occasione per chiudere una pagina antipatica, lodevole lo spirito dei due allenatori di…

FIRENZE – Una stretta di mano, il chiarimento e un bel sorriso. Da uomini di calcio. Il derby tra Edy e Rudi si è concluso con un mese di ritardo al centro tecnico federale di Coverciano. Buona l’occasione per chiudere una pagina antipatica, lodevole lo spirito dei due allenatori di Lazio e Roma. Quando è stata aperta ai cronisti la porta della palestra in cui si teneva la premiazione della panchina d’oro, li abbiamo visti seduti a pochi metri di distanza, e appena un paio di file di sedie, l’uno dall’altro. Era un piccolo segnale da non trascurare, perché il 9 febbraio allo stadio Olimpico, prima e dopo il derby, neppure si erano salutati, evitando di incrociarsi con lo sguardo. Ancora tesi, induriti da una polemica casuale, ma così profonda da lasciare il segno. E allora è stato semplice, dopo due o tre domande sul momento della Lazio, chiedere a Reja se avesse fatto la pace con Garcia. Il generale friulano s’è sciolto, gli si sono illuminati gli occhi.«Beh, mi stava guardando da lontano, mi ha fatto un bel sorriso. E mi sono avvicinato». La curiosità era troppa e abbiamo insistito. Chiarito il fattaccio? Edy ha risposto in modo sornione, come al solito, forse non voleva ammettere di aver compiuto il primo passo o chissà non sia stato invece il francese a farsi avanti.«Ci siamo conosciuti, abbiamo cominciato a parlare». Tutto ok, con zio Edy deciso a mantenere un minimo di riservatezza sui particolari. Giusto rispettare la privacy, semplice intuire l’esito del colloquio. 

 

STRESS E allora, qualche minuto più tardi, quando stava concludendo il giro delle interviste televisive, è stato possibile verificare con Garcia la pace siglata a Coverciano. «Oggi è la mia prima volta a Coverciano e trovo molto utile questa idea di ritrovarci con gli altri tecnici del nostro campionato, perché così possiamo anche parlare tra di noi. Farlo prima di una partita o dopo è sempre molto difficile, ci sono tensione, stress, adrenalina. Questo, invece, è un buon momento per ritrovarsi» aveva appena finito di raccontare ai microfoni di Sky Sport 24. Mancava un’altra domanda. Ci siamo avvicinati di un altro metro, il francese era in attesa. Questo è stato un buon momento anche per chiarire con Reja? Rudi ha annuito, rispondendo con garbo e con classe. «Sì. Come ho detto, prima e dopo le partite, c’è molto stress e viviamo le tensioni. Questo era un buon momento per parlare e conoscersi». Bene così, chiusa e superata una polemica che non aveva fatto bene a nessuno dei due. Reja era caduto nella trappola di una battuta infelice, augurandosi che la Roma in Coppa Italia, prima del derby, si stancasse o perdesse per infortunio qualche giocatore importante. Le scuse pubbliche del giorno dopo e private (attraverso una telefonata a Sabatini) non erano state sufficienti per evitare la replica durissima di Garcia, che aveva atteso il sabato per accusarlo di non essere un buon educatore. Edy ci era rimasto malissimo, di sicuro anche Rudi non poteva essere orgoglioso dell’astio dimostrato a Trigoria. Ieri, lontano dai microfoni e dalle telecamere, si sono stretti la mano. E hanno cominciato ad apprezzarsi di più. Contenti di farlo. Da uomini di sport.

Corriere dello Sport

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