Lazio, sconfitta a Petko in fuori.

Lazio, sconfitta a Petko in fuori.

ROMA – La Lazio cerca la quarta vittoria consecutiva. Con la caduta di Inter e Milan e il pareggio di Napoli, Sampdoria e Fiorentina, i biancocelesti hanno la ghiotta occasione per issarsi in vetta, appaiati ai bianconeri. Petkovic ricorre a Kozak e Zarate e fa esordire Ciani. La sua creatura…

ROMA – La Lazio cerca la quarta vittoria consecutiva. Con la caduta di Inter e Milan e il pareggio di Napoli, Sampdoria e Fiorentina, i biancocelesti hanno la ghiotta occasione per issarsi in vetta, appaiati ai bianconeri. Petkovic ricorre a Kozak e Zarate e fa esordire Ciani. La sua creatura cambia volto ma non mentalità. Nei primi cinque minuti un inserimento di Hernanes su cross di Cavanda e un paio di traversoni pericolosi sono un biglietto da visita chiaro. Calcio spettacolo al 9′, per l’azione che porta al tiro Kozak. Il Genoa si salva sulla linea. Il primo squillo del Grifone arriva all’11’, da parte del fischiatissimo Borriello, bersaglio per i trascorsi giallorossi. Ottimo il suo colpo di testa, circa 50 cm oltre la traversa difesa da Marchetti. Hernanes si dimostra un campione con la sua giocata appena un giro di lancette dopo. Stop di destro, due passi e sinistro potente ad effetto. La palla esce per questione di millimetri. Il bolide del 16′ chiama invece Frey alla parata con i pugni su una traiettoria velenosa. I biancocelesti continuano a macinare gioco e a costruire occasioni da rete, ma anche Ciani, al 21′, non trova la porta tutto solo al centro dell’area. Quando poi Candreva chiama Frey al miracolo, la Lazio dimostra di essere solida anche dietro. Ripartenza del Genoa ma Ciani prima e Scaloni poi, annullano Borriello ed Immobile. Il Grifone è solo una comparsa, l’attore non protagonista di uno spettacolo che all’Olimpico non si vedeva da anni. Tanti anni. Zarate calcia alto al volo al 30′, dopo una manovra straordinaria propiziata da Candreva e Scaloni. Frey è chiamato agli straordinari 70 secondi dopo su un missile ancora di Candreva. La squadra di De Canio respira con una buona occasione per Immobile, palla sull’esterno della rete e Marchetti furioso. E’ un puntino nero in un cielo bianco e celeste. Il dominio assoluto non frutta però nessuna marcatura. Hernanes ci va vicino di testa al 42′, ma manca sempre qualcosina in fatto di concretezza. La febbre ha evidentemente caricato Candreva, che in 1 minuto chiama Frey all’ennesimo intervento e trova poi un angolo in percussione. La rete non si gonfia. La prima frazione si chiude sullo 0-0.

 

La ripresa riparte dallo stesso copione della pagina precedente. Hernanes si bagna il dito, sfoglia il libro e riscrive una riga già vista. Tre triangoli al limite dell’area, finta e sassata di sinistro che scheggia la traversa. Ci riprova Candreva al 3′, non va. L’Olimpico mugugna all’ennesimo miracolo di Frey al 10′. E’ una salita tortuosa quella che porta al vantaggio. Zarate al volo tenta il gol impossibile, niente da fare. Marchetti, nell’occasione in cui è chiamato a salvaguardare la Lazio dalla beffa fa due interventi da 10, prima sul colpo di testa di Immobile e poi da terra. Strepitoso, anzi da Nazionale. Non c’è il tempo per fare i complimenti all’estremo difensore che Kozak non arriva su una delizia costruita da Zarate. Il Genoa ha due palle pericolose fra il 19′ e il 21′, la Lazio si salva in qualche modo. Ammonito Candreva per proteste al 22′, per un angolo non concesso. Escono Scaloni e Zarate, dentro Mauri e Gonzalez. Fischi e mugugni, alternati ad applausi, per Maurito. Frey è strepitoso su Lulic al 27′, la porta sembra stregata. Cavanda intanto riserba allo stadio dribbling, doppi passi, scatti e giocate. Che il giovane sia maturato? Kozak scalda i guantoni all’estremo difensore del Genoa al 28′. Tentativo appena sufficiente. Candreva, esausto, lascia il campo in una standing ovation globale al 30′. 15 minuti per Miroslav Klose, al fianco di Kozak, da attaccante di movimento. 50 secondi e il tedesco fa una giocata in percussione spaventosa. Il suo tiro esce di pochi centimetri alla sinistra della porta avversaria. Al 33′ arriva la beffa. L’ex giallorosso Borriello buca la diesa alta della Lazio e batte Marchetti di sinistro. Crollano a terra alcuni calciatori. L’Olimpico è gelato. Al 38′ i biancocelesti sono ancora un fantasma che vaga in campo. Un gigante colpito da un avversario piccolo piccolo e smontato mentalmente. Ammonito Borriello al 40′ per una brutta entrata su Ledesma. Biava si aggiunge a Klose e Kozak nel reparto offensivo. Quattro minuti di recupero. Non bastano alla Lazio che esce fra gli applausi del suo pubblico. 0-1, prima sconfitta dell’era Petkovic. La squadra di casa può recriminare per non essere riuscita a concretizzare una carrellata infinita di palle gol, ed aver sbattuto il muso su un Frey in grande spolvero, come non lo si vedeva da uno storico Lazio-Fiorentina 3-0, ultimo dell’era Delio Rossi, qui nella Capitale. Ora a Napoli un passo importante per capire se la mentalità di Petkovic prevede anche il reset dopo le sconfitte.

 

Mirko Borghesi

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