Tra adesivi e mentalità, la Lazio e una media spettatori da horror

Tra adesivi e mentalità, la Lazio e una media spettatori da horror

I tifosi sono tornati a sognare grazie alle prestazioni della Lazio, ma questo non è bastato per tornare all’Olimpico

di Simone Cesarei

ROMA- Un amore difficile da frenare, una passione che prende il sopravvento. Il popolo laziale è tornato a sognare grazie alle prestazioni dei biancocelesti di Inzaghi. Un pareggio e una sconfitta in questa stagione, per il resto tutti si sono inchinati a Re Simone. Un trofeo già in bacheca, conquistato contro i Campioni d’Italia all’ultimo respiro, non poteva esserci inizio migliore. Merito di un condottiero capace di creare un gruppo unito e coeso, pronto ad aiutare il compagno in difficoltà e che crede fermamente nel progetto Lazio. Capire quanto pesa la maglia che si indossa, capire che la lazialità deve essere associata al successo. Il vento è cambiato a Roma, la Lazio sembra essere tornata grande, con tutti gli scongiuri del caso. Difficile capire dove possa arrivare, è presto per fare previsioni, ma ciò che è sicuro è che i biancocelesti stanno andando oltre le aspettative, sia in campionato che in Europa League. In coppa Immobile e compagni sono visti addirittura come una probabile vincitrice della competizioni. Pensieri impuri, che fanno girare la testa, ma che fanno capire la grande considerazione che si ha della Lazio in giro per il continente. La Lazio è tornata a fare paura a molti, e questa è la notizia più bella. Nonostante ciò però, l’Olimpico è spesso tristemente vuoto, mentre in trasferta il tifo laziale riesce a riempire quasi sempre il proprio settore.

MOTIVI

curva nord

In una statistica stilata da Soccerway.com e riportata da SkySport, si fa notare come la media di affluenza allo Stadio Olimpico dei tifosi biancocelesti sia la più bassa tra le big italiane. 20600 spettatori, per la precisione. Ovvero il 20% dell’impianto capitolino riempito mediamente durante le partite casalinghe. Sicuramente non numeri incoraggianti, specialmente se si mettono a confronto di quelli delle altre squadre in lotta per i primi posti. In cima a questa speciale classifica c’è l’Inter di Spalletti, con 58360 spettatori, davanti al Milan (55262) e al Napoli (46084). La più alta percentuale di riempimento la detiene invece la Juventus, con il 93%. Ma perchè nonostante le recenti prestazioni della Lazio i tifosi preferiscono vedersi la partita a casa piuttosto che allo stadio? E’ la domanda che affligge la società da anni ormai. E la risposta non è stata ancora trovata. Sicuramente le recenti vicende, legate a cori razzisti, che hanno portato alla chiusura dell’Olimpico in Europa League, e ai recenti adesivi antisemiti, non hanno contribuito a riportare allo stadio la gente laziale, nonostante gli appelli della Curva Nord. Vedere l’immagine del tifoso biancoceleste infangata da una minoranza non fa sicuramente piacere, e un’indignazione in questo senso è comprensibile quanto condivisibile. Il laziale si è stufato di essere associato a razzisti e fascisti, e condividere un momento di svago con certi individui non può essere sicuramente un incentivo a comprare il biglietto, ma non può essere l’unico motivo. La sensazione è che il tifoso si sia ormai abituato ad una mediocrità di risultati che non lo porta a credere appieno nella propria squadra, e questo è sicuramente un aspetto da cambiare. Ipotesi, niente di più, perché i motivi possono essere i più svariati a seconda dei singoli individui. Ciò che è certo però è che la Lazio ha bisogno dei laziali. Di quelli veri, pronti a tifare, e non a denigrare e offendere. Di quelli che possano restituire, in Italia e in Europa, un’immagine del tifoso biancoceleste reale e giusta. Per lottare contro ogni generalizzazione, e spingere la Lazio sempre più in alto.

Cittaceleste.it

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