LE VOCI – Ag Cavanda: “C’è un limite a tutto…occhio Lotito”

LE VOCI – Ag Cavanda: “C’è un limite a tutto…occhio Lotito”

Roma – Le avventure di Ulisse con la Lazio non sono finite: Savini-Lotito, l’alta tensione continua. E l’agente racconta le sue versioni a Radiosei: Diakité svincolato si è accasato al Sunderland… “Oggi è il suo primo giorno di allenamento, perché il campionato in Inghilterra parte prima degli altri. Si tratta…

Roma – Le avventure di Ulisse con la Lazio non sono finite: Savini-Lotito, l’alta tensione continua. E l’agente racconta le sue versioni a Radiosei:

Diakité svincolato si è accasato al Sunderland… “Oggi è il suo primo giorno di allenamento, perché il campionato in Inghilterra parte prima degli altri. Si tratta di una scelta fatta più o meno un mese fa, una grande opportunità perché la Premier ci ha sempre affascinato. Dopo tutto quello che è successo quest’anno andare in un campionato diverso ci permetterà di ripartire da zero, imparare una nuova lingua e conoscere una nuova cultura. Lui voleva andare via. Siamo andati in Inghilterra per una cifra non molto diversa da quella proposta dalla Lazio. Ciò significa che la scelta non è stata economica, ma si era creata ormai una frattura. L’episodio delle macchine incendiate, poi non ha certo aiutato nella scelta. Comunque la Lazio sapeva già da Natale che avevamo deciso di cambiare aria a prescindere dall’aspetto economico”  

L’episodio delle macchine bruciate ha inciso così tanto? “E’ stato lo spartiacque, quando ti svegli e trovi le macchine che bruciano ti viene da pensare di non essere gradito. Che Diakitè abbia lasciato per problemi di rapporti personali è evidente”.

Lo ha voluto Di Canio? “Credo che lo staff del Sunderland abbia lavorato di comune accordo. Ovvio che, essendo italiano, Di Canio lo avrà visto, ma non ho mai parlato con lui”.

Qual è invece la situazione di Cavanda? “L’ultima partita che ha giocato è stata quella contro la Juventus in Coppa Italia, poi è stato messo fuori rosa. Non è il termine giusto, ma di fatto si allenava in maniera diversa. La cosa che mi lascia stupito è che un giocatore con un anno e mezzo di contratto venga messo fuori per scelta tecnica, quando la partita prima era stato il migliore in campo. In più, a giugno arrivano delle offerte da altre squadre e viene fatta una richiesta di cartellino molto alta, eppure viene proposto uno stipendio molto basso al giocatore”.

Avete pensato di ripercorrere la strada del collegio arbitrale come Zarate? “Ci abbiamo pensato, ma non lo abbiamo fatto. Quando abbiamo rotto con la Lazio a febbraio, io dissi che avrei portato delle squadre in grado di comprare il giocatore. Non volevo ripercorrere la strada di Diakité. Cavanda vuole andare via dalla porta principale. Il problema però si è posto di nuovo quando le squadre si sono fatte sentire e la Lazio ha risposto no. Ovvio che adesso ci pensiamo, il ritiro può essere uno spartiacque da questo punto di vista. Prima di fare qualsiasi cosa, sarà giusto parlare con la Lazio e chiarire la situazione. Se il giocatore non si allena, riceve offerte e non viene ceduto, non viene nemmeno convocato per il ritiro, a quel punto vanno percorse strade diverse”.

C’è la possibilità di ricorrere all’articolo 17? “Permette a un giocatore, al quarto dei cinque anni di contratto non rinnovati, di poter rescindere unilateralmente il contratto. A questo punto si andrebbe a un grado di giudizio della Fifa. La Lazio sa che lo possiamo usare, c’è un periodo protetto e non protetto. Attualmente siamo nel periodo protetto. Nel vaglio delle ipotesi c’è anche questa, ma non mi sembra il caso di iniziare un’altra guerra. Ovvio che c’è un limite a tutto, il giocatore non può stare un anno fermo. Non è una minaccia, ma una considerazione. Anche in Italia ha mercato, ci hanno chiamato tante squadre (5 o 6), ma abbiamo fatto la scelta di andare all’estero. Lui preferisce Francia, Inghilterra o Germania”.

Ma perché non avete trovato un accordo per il rinnovo? “Il salario di Cavanda è 80mila euro netti fino al 2014. L’offerta della Lazio è stata di 160mila netti più bonus. La mia richiesta era di 300mila più bonus. Da qui non ci siamo più mossi, io ritengo che 300mila euro non fosse una cifra impossibile, anche se i suoi trascorsi precedenti in Serie B (Bari e Torino) non sono dalla sua parte. Quando si arriva a una situazione di questo tipo, la colpa non potrà mai essere solo da una parte. Credo che la Lazio poteva fare qualcosa di meglio e che in certe situazioni allo stesso modo noi potevamo essere meno intransigenti. Il presidente mi aveva detto, lei rinnovi a queste cifre e ha la mia parola che il 1° luglio aumento ulteriormente. Io non è che non mi fido della parola, però avevo chiesto di formalizzare questa cosa per stare tutti tranquilli e la mia proposta non è stata accettata. A quel punto ho preferito non fidarmi”.

Adesso si parla dell’interesse della Lazio per Capuano, un altro suo assistito… “Io ho parlato con altre squadre in Serie A, non con la Lazio perché non ho rapporto. Qualora le società dovessero trovare accordo ci sarebbe da parte mia la piena disponibilità. Io però al momento non voglio che questo mio rapporto non idilliaco con la Lazio possa influire sul futuro di un giocatore come Capuano”.

Cittaceleste.it

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