LE VOCI – Anderson non dorme: “Io sonnolento?…”

LE VOCI – Anderson non dorme: “Io sonnolento?…”

ROMA – E’ un difetto di moltissimi calciatori Brasiliani, quello di assentarsi durante la partita per periodi più o meno lunghi,prima, magari, di sfoggiare un po’ di calcio bailado, a noi grigi europei. E dalla terra che fu patria di Pelè così come di Ronaldo o Hernanes, arrivano le simpatiche…

ROMA – E’ un difetto di moltissimi calciatori Brasiliani, quello di assentarsi durante la partita per periodi più o meno lunghi,prima, magari, di sfoggiare un po’ di calcio bailado, a noi grigi europei. E dalla terra che fu patria di Pelè così come di Ronaldo o Hernanes, arrivano le simpatiche accuse a Felipe Anderson, definito anche in passato, giocatore ‘sonolento’, assonnato: appunto. “Questa storia (l’etichetta del giocatore assonnato) io non la commento. Quando non c’è da attaccare, difendo – spiega Felipe a globoesporte.com – se serve inseguo i laterali. Ognuno ha la propria opinione e io non posso modificarla. L’unica cosa che posso fare, è restiture in campo, il tanto affetto che alla Lazio già mia hanno mostrato. Quella biancoceleste è una grande squadra come il Santos, hanno appena vinto la Coppa Italia… io titolare? Non lo so. Quello che posso dire è che sono uno che ha sempre dovuto lottare per conquistarsi le cose: sto tornando da un infortunio, ho tutto il pre-stagione per recuperare al meglio“.

Chiosa finale su Muricy Ramalho, ex allenatore del Santos che non ha mai risparmiato critiche nei confronti di Anderson ma a cui il giocatore, si è detto comunque riconoscente: “Prima di ogni partita mi ha sempre dato tanta carica, mi parlava e mi diceva che ero abbastanza bravo per poter far bene. Ho un grande affetto nei suoi confronti“.

Cittaceleste.it



 

 

 

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