LE VOCI – Ballotta, “Marchetti meglio di Viviano. I suoi errori..”

LE VOCI – Ballotta, “Marchetti meglio di Viviano. I suoi errori..”

La Fiorentina non vince a Roma contro la Lazio dal 3 novembre 2007, quando Giampaolo Pazzini approfittò di un clamoroso errore di Marco Ballotta e segnò il gol che portò in vantaggio i viola e determinò il risultato finale. Lazio-Fiorentina 0-1… Da quel giorno, poi, solo tante amarezze a casa…

La Fiorentina non vince a Roma contro la Lazio dal 3 novembre 2007, quando Giampaolo Pazzini approfittò di un clamoroso errore di Marco Ballotta e segnò il gol che portò in vantaggio i viola e determinò il risultato finale. Lazio-Fiorentina 0-1… Da quel giorno, poi, solo tante amarezze a casa di Olimpia. 3 sconfitte e 1 pareggio hanno contraddistinto il cammino dei viola contro la Lazio in trasferta negli ultimi 4 anni. La speranza è dunque che la squadra di Montella possa invertire la tendenza per cercare di avvicinare sempre più l’obiettivo Europa. Per parlare del match che vedrà protagonista Lazio e Fiorentina, per parlare dei portieri delle due squadre e anche di quel famoso errore… Fiorentina.it ha intervistato in esclusiva proprio Marco Ballotta.

Ballotta, iniziamo dalla partita che verrà giocata domenica sera all’Olimpico tra una squadra che in casa ha un cammino strepitoso (la Lazio) e un’altra che nel 2013 ha per adesso sempre perso (la Fiorentina). Che partita si aspetta?

«Indubbiamente la Lazio è in un buon momento di forma, nonostante la sconfitta di sabato scorso con il Milan. La vedo bene e bella tonica. D’altro canto, la Fiorentina, dopo un periodo in cui le sono mancati i risultati (ma non il gioco), si sta riprendendo. Forse la squadra di Petkovic è un po’ avvantaggiata per il fatto di giocare in casa, ma ritengo che quella di domenica sera sia una partita aperta tra due squadre che stanno lottando e sperando entrambe di centrare un posto in Europa League o addirittura in Champions. Certo, sia per la Lazio che per la Fiorentina, penso sia difficile riuscire ad arrivare terze in classifica, ma tutto può ancora accadere».

La lotta Champions secondo lei è limitata a Juve, Napoli e Milan o pensa che qualcuna da dietro si possa ancora inserire, magari in virtù della crisi del Napoli? Insomma vede una favorita?

«Beh, per la Champions penso che non ci siano dubbi: quelle che oggi sono in testa alla classifica (Juventus, Napoli e Milan) sono le compagini favorite e destinate – a mio modo di vedere – a rimanerci. Il Milan per esempio è in un momento di grazia, lo vedi che gioca bene e in maniera consapevole. Gioca con la convinzione di vincere e sarà difficile che possa perdere il terzo posto conquistato in virtù di una grande rimonta. Per quanto riguarda il Napoli… sta passando un momento critico, ma credo che sarà difficile vederlo perdere posizioni e farsi rimontare. Deve solo tornare a giocare con la testa giusta».

E invece per l’Europa League vede una squadra avvantaggiata tra le 5 che sono in lotta (Inter, Lazio, Fiorentina, Roma e Catania)?

«Per l’Europa League non vedo una favorita o una sfavorita. Ci sono quattro squadre (Inter, Fiorentina, Lazio e Roma) che stanno lottando e lotteranno fino alla fine per non restare fuori dall’Europa. Per me tutte e quattro le suddette squadre possono centrare l’obiettivo. Le considero tutte allo stesso livello. Ovviamente saranno molto importanti gli scontri diretti, ma forse ancor più importanti saranno le partite con le squadre cosiddette ‘piccole’. Ma dalla lotta toglierei il Catania: non credo possa lottare fino alla fine per l’Europa League».

Cosa deve temere la Lazio della squadra di Montella e viceversa?

«Della Fiorentina c’è da temere il ritorno in forma di Jovetic. Lui è l’arma in più di una squadra già forte, ma che può diventare devastante. Ultimamente i viola non sono andati ‘da Fiorentina’, o almeno non sempre. Ma se il montenegrino decide di essere l’ago della bilancia… allora la Lazio deve stare molto attenta. La squadra di Montella, invece, dovrà fare attenzione all’organizzazione di gioco degli uomini di Petkovic, che stanno facendo molto bene. La squadra capitolina è priva di uomini importanti e sono convinto che, quando sarà al completo, sarà fastidiosa per molti».

Ma peserà l’assenza di un giocatore come Klose?

«L’assenza di Klose è sicuramente importante perché ha dimostrato di essere un giocatore che fa la differenza, ma io sono dell’opinione che una squadra di calcio (in questo caso la Lazio) non può dipendere da un solo giocatore (Klose, appunto). Quando succede questo, lo ritengo un limite. Credo, più che altro, che ultimamente la squadra di Petkovic stia ottenendo meno di quanto meriterebbe, al contrario dell’inizio del campionato quando, in alcune occasioni, ha ottenuto qualche risultato che invece non meritava. Alla fine, però, i momenti (negativi e positivi) si equivalgono».

Capitolo portieri: da una parte c’è Marchetti, dall’altra Viviano, due che stanno passando una stagione molto diversa…

«Marchetti non ci sono dubbi che abbia disputato una stagione di altissimo livello, portando molti punti alla causa. Al contrario, da Viviano tutti si aspettavano qualcosa di più. Può capitare, soprattutto ad un portiere, di passare un’annata negativa».

Ecco, ma al di là dell’annata più o meno negativa, cosa pensa lei di Viviano e anche del fatto che Marchetti gli abbia momentaneamente ‘rubato’ in posto in Nazionale?

«Viviano è un buon portiere, ma Marchetti secondo me ha qualcosa in più: lo sta dimostrando in questa stagione. Tecnicamente lo vedo più pronto, mentre il viola sembra frenato. Un portiere per rendere al meglio deve essere libero di testa, sgombro da ogni pensiero e lui ha commesso degli errori che sembrano dettati più dalla mancanza di concentrazione che da limiti tecnici. Marchetti sta dimostrando di essere più in forma ed è giusto che oggi sia lui il portiere nel giro della Nazionale».

Concludo ricordandole l’ultima vittoria della Fiorentina a Roma contro la Lazio: era il 3 novembre del 2007, c’era lei in porta e Pazzini segnò grazie ad un suo errore… Ecco, da un errore come quello, come ci si riprende?

«All’epoca ero giovane… è stato un errore di gioventù – ha detto scherzando Ballotta, visto che aveva già 43 anni – ricordo che volevo evitare un calcio d’angolo, che scivolai e lasciai che il pallone diventasse facile preda di Pazzini che, comodo comodo, andò in gol per l’1-0 viola. Purtroppo eravamo sullo 0-0. Purtroppo fu un gol decisivo perché sbloccò il risultato e non riuscimmo a recuperare. Però posso dire questo: è negli errori che si vedono i portieri e gli uomini. Quando un estremo difensore commette un errore così evidente, deve avere la testa e la prontezza per reagire. Subito. Se non lo fa, il ruolo di portiere non è quello adatto a lui. Questo è un ruolo bello, affascinante, ma delicato. Sei sempre solo, nessuno ti aiuta. Per farlo devi avere un carattere forte, devi essere predisposto. Insomma, il ruolo del portiere non è per tutti!».

Fonte: Fiorentina.it

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