LE VOCI – Brocchi: “Attenta Lazio: guai a sentirti troppo forte”

LE VOCI – Brocchi: “Attenta Lazio: guai a sentirti troppo forte”

«Lazio attenta, il 26 maggio potrebbe costarti caro». L’allarme lo lancia il protagonista mancato di quella vittoria, Cristian Brocchi, che due settimane prima della finale diCoppa Italia fu costretto ad arrendersi, lasciando il calcio giocato. Ora è tornato a casa, allena gli Allievi Regionali del Milan, il club dove era…

«Lazio attenta, il 26 maggio potrebbe costarti caro». L’allarme lo lancia il protagonista mancato di quella vittoria, Cristian Brocchi, che due settimane prima della finale di
Coppa Italia fu costretto ad arrendersi, lasciando il calcio giocato. Ora è tornato a casa, allena gli Allievi Regionali del Milan, il club dove era cresciuto da calciatore, e domenica mattina ha giocato la sua prima partita ufficiale da allenatore, battendo 4-0 l’Albinoleffe.

«Emozionante, davvero. Anche se certe volte vorresti entrare in campo, e farglielo vedere lì quello che vorresti che facessero. Per molte cose mi sento ancora giocatore. Anche perché senza quell’infortunio non avrei smesso: ho 37 anni, ma mi divertivo, e riuscivo ancora a tenere testa a ragazzi molto più giovani di me. Non mi ero posto un limite: il fisico reggeva bene, sarei andato avanti».

 

Con la Lazio.
«Certo, con la Lazio. In Italia non mi sarei visto con nessun’altra maglia addosso. Avrei voluto andare avanti e chiudere con loro, per quello che mi hanno dato, e per il rapporto fortissimo che si era venuto a creare con tutti. A queste cose ci tengo, non mi interessava andarmene all’estero, volevo chiudere lì. Certo, magari avrei preferito farlo tra un anno o due…».

Che impressione le ha fatto la Lazio di quest’anno?
«Buona. È una squadra ben strutturata, con innesti che hanno portato molto sul piano tecnico, e della personalità. Biglia è un giocatore molto, molto forte, che può dare quello che è mancato ultimamente».

Però la stagione è iniziata con la doppia sconfitta con la Juventus.
«Sicuramente i miei ex compagni stanno pagando il troppo entusiasmo intorno alla vittoria con la Roma in Coppa Italia. E devono essere bravi a non pensare di essere più forti di quanto siano in realtà. Vincere può essere un boomerang, come capitò a noi quando alzammo la Supercoppa a Pechino, e poi in campionato rischiammo grosso. Ma hanno tutto il tempo per rimettersi in carreggiata, a partire proprio dal derby. La partita col Chievo l’ho vista, non avevo dubbi che sarebbe arrivata un’ottima prestazione. La Lazio non ha mai problemi a rialzarsi nelle difficoltà, ne ha molte di più a gestire i momenti positivi».

E il derby di domenica?
«È una partita in cui la testa conta più delle gambe: oltre a Candreva e Biglia per la Lazio saranno decisivi i soliti Klose ed Hernanes, che non sentiranno la pressione».

Il tedesco però ha 35 anni: i tifosi invocavano un attaccante in grado di dargli il cambio.
«Non entro nel merito, sono cose della società… Già, anche in questo, sono ancora calciatore».

Gazzetta dello Sport

 

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