LE VOCI – Brocchi, tra gioia e saluti: ”A Roma ricordi indelebili. Milan, arrivo!”

LE VOCI – Brocchi, tra gioia e saluti: ”A Roma ricordi indelebili. Milan, arrivo!”

MILANO – Dopo la festa con i suoi compagni biancocelesti, che gli hanno fatto il grande regalo di portare a casa una Coppa che sognava di giocare da protagonista, Cristian Brocchi esprime le sue prime parole da nuovo allenatore del Milan, nell’intervista rilasciata i microfoni del IlVeroMilanista.it. Eccola in versione…

MILANO – Dopo la festa con i suoi compagni biancocelesti, che gli hanno fatto il grande regalo di portare a casa una Coppa che sognava di giocare da protagonista, Cristian Brocchi esprime le sue prime parole da nuovo allenatore del Milan, nell’intervista rilasciata i microfoni del IlVeroMilanista.it. Eccola in versione integrale:

Cristian, parto col farle i complimenti per la vittoria della Coppa Italia con la Lazio, non poteva chiedere di meglio per concludere la carriera. Dal punto di vista personale ha qualche rammarico?

“L’unico rammarico è quello di non poter più giocare per un problema fisico. Purtroppo ho dovuto interrompere prima la mia carriera per questo problema che ormai non si poteva più risolvere, quindi logicamente l’unico rammarico è quello di dover smettere non per voler mio ma per un problema più importante”.

L’anno prossimo sulle prime tre panchine del Milan potremmo trovare tre eroi di Manchester (Seedorf, Inzaghi e Brocchi, ndr). Conferma?

“Non so ancora quello che succederà nei piani alti. Io ho questa possibilità, sono molto contento di iniziare questa nuova avventura con i ragazzi perchè è da li che sono partito quindi spero di poter interpretare il mio ruolo nel migliore dei modi e spero di riuscire ad essere per loro un buon esempio e un buon allenatore”.

Per quanto riguarda i “piani alti”, la Fiorentina ha giocato bene ma il Milan ha meritato il terzo posto…

“Si, il Milan l’ha meritato anche per quello che ha dimostrato durante l’arco della stagione: era partito molto male, è riuscito a venir fuori da una situazione, all’inizio, drammatica e ha dimostrato sempre una solidità societaria. Con il fatto di saper vivere i momenti negativi nella maniera migliore si può comunque riuscire ad arrivare a degli obbiettivi. Il Milan per come era partito e per quello che ha fatto dopo merita di essere arrivato dov’è”.

Allegri quindi, secondo lei, merita la riconferma.

“Assolutamente si. Per gli stessi identici motivi. È riuscito comunque a creare un gruppo forte, è riuscito a portare i giocatori dalla sua parte, si è fatto voler bene da tutti e i risultati fatti vedere sul campo l’hanno dimostrato”.

L’anno prossimo sarà una Serie A con molti derby. Lei ha giocato quelli di Milano, Roma e Verona. Secondo lei qual è il più sentito e il più emozionante?

“Il più sentito è sicuramente quello di Roma perchè comunque vivi un qualcosa che va al di la del campo. Qui a Roma si vive il Derby come un qualcosa che va al di la della partita, del vincere o perdere, è proprio un dominio che vuoi avere sui tuoi diretti avversari”.

Indossare la fascia di Capitano al Milan non è un esperienza che tutti hanno la fortuna di provare. Lei cos’ha provato quando l’ha indossata, soprattutto la prima volta?

“Adesso non ricordo di preciso quand’è stata la prima volta, sicuramente un’emozione grande anche perchè non tutti hanno la fortuna di poter indossare la fascia. Io ho avuto questa fortuna in un contesto, quello del Milan, in cui sono entrato all’età di nove anni, quindi ho vissuto tutta la trafila del Settore Giovanile e aver indossato a volte la fascia di Capitano è stato per me un qualcosa di bello ed emozionante”.

Hernanes è stato spesso accostato al Milan. Lei lo consiglierebbe a Galliani e ha mai parlato con il suo, ormai, ex compagno?

“Hernanes io lo consiglierei a qualsiasi squadra, perchè è un giocatore di livello, un giocatore di enormi potenzialità, è un bravo ragazzo e quindi ha tutte le componenti per poter essere un grande campione. Difficilmente, penso, possa andar via da Roma dove la società punta molto su di lui e la piazza lo considera un elemento cardine”.

Torna a Milano dopo quasi 5 anni. Che ricordo le lascerà Roma?

“Quando sono arrivato a Roma ho fatto un po’ di fatica ad entrare nella mentalità che era completamente diversa rispetto a quella di Milano, poi dopo una volta che la capisci incominci a capire quelle che sono le dinamiche, quello che la gente vuole, come vede il calcio e come vive con passione tutto quello che ci gira attorno. Incominci a capire che giocare qui è veramente importante e ti da tanto anche dal punto di vista professionale. Di Roma mi rimarranno dentro dei ricordi indelebili, perchè comunque sono riuscito a farmi apprezzare in una piazza difficile che premia soltanto i giocatori che danno veramente tutto per la maglia. Io sono contento di essere uno di quelli e il saluto che mi hanno riservato poche settimane fa è stato qualcosa di incredibile”.

Cittaceleste.it

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