LE VOCI – Del Piero: “Razzismo? Educhiamo i bambini nelle scuole”

LE VOCI – Del Piero: “Razzismo? Educhiamo i bambini nelle scuole”

ROMA – Scende nell'”Arena”. A Jesolo, Alessandro Del Piero sta vivendo gli ultimi giorni di ritiro prima di ritornare in Australia. Intervistato in esclusiva da Eurosport, l’ex capitano della Juve ha voluto dire la sua anche sul razzismo: «Da vent’anni nel calcio ci sono certi episodi. Bisogna lavorare nelle scuole,…

ROMA – Scende nell'”Arena”. A Jesolo, Alessandro Del Piero sta vivendo gli ultimi giorni di ritiro prima di ritornare in Australia. Intervistato in esclusiva da Eurosport, l’ex capitano della Juve ha voluto dire la sua anche sul razzismo: «Da vent’anni nel calcio ci sono certi episodi. Bisogna lavorare nelle scuole, sin da bambini per annientarlo e per educare. Bisogna insegnare che siamo tutti uguali. Credo che se il calcio dimostra di voler azzerare questi episodi poi», conclude, «ne può trarre beneficio anche la società». Del Piero ha tracciato quindi il bilancio della sua esperienza di questi giorni in terra veneta: «Non mi aspettavo un’accoglienza del genere, credo siano stati 20 giorni belli e intensi, che sono serviti molto a me e ai miei compagni. Magari la ripeteremo. Questo affetto smisurato mi ha fatto sentire una star». 

«Roma una città razzista? Se si fa un discorso generalizzato non si può parlare di razzismo, se purtroppo invece si considera la maleducazione e l’ignoranza di alcune frange è evidente che questo non succede soltanto a Roma e che riguarda tantissime altre realtà», è il punto di vista del nuovo portiere della Roma, Morgan De Sanctis, sugli episodi che hanno coinvolto di recente le tifoserie di Roma e Lazio. I sostenitori giallorossi sono stati sanzionati con la chiusura della Curva Sud per i cori contro Balotelli mentre i cugini biancocelesti sono stati puniti oggi con la chiusura della Curva Nord in seguito agli ululati razzisti nei confronti dei giocatori di colore della Juventus domenica in Supercoppa. «Evidentemente a Roma è successo più di una volta», ha quindi ammesso De Sanctis, «e le istituzioni hanno deciso come punizione di chiudere le curve. Speriamo soltanto che possa servire a isolare quelle teste calde che rovinano un contesto di stadio che dovrebbe essere festoso, per le famiglie, per lo sport». Ma «è un peccato dover esordire all’Olimpico (contro il Verona, ndr) senza quella parte cospicua di tifoseria sana che rappresenta la maggioranza e che meriterebbe di essere allo stadio».

Cittaceleste.it

 

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