LE VOCI – Gigi Casiraghi dà la carica: «Lazio, contro il Catania torna a volare»

LE VOCI – Gigi Casiraghi dà la carica: «Lazio, contro il Catania torna a volare»

ROMA – La Lazio in campionato non vince e, soprattutto, non segna. Un digiuno lungo 325 minuti, che preoccupa Petkovic in vista delle prossime sfide decisive nella corsa al piazzamento Champions. Gigi Casiraghi, ex attaccante biancoceleste e della Nazionale, parla di questo momento particolare che sta vivendo la squadra. La…

ROMA – La Lazio in campionato non vince e, soprattutto, non segna. Un digiuno lungo 325 minuti, che preoccupa Petkovic in vista delle prossime sfide decisive nella corsa al piazzamento Champions. Gigi Casiraghi, ex attaccante biancoceleste e della Nazionale, parla di questo momento particolare che sta vivendo la squadra.

La mancanza di gol è da attribuire solo all’assenza di Klose?
«In buona parte sì. Non è facile trovare un sostituito all’altezza del tedesco e, lo stesso Floccari, dopo un buon avvio, ha incontrato difficoltà. Klose è unico come caratteristiche perché, oltre a segnare tanto, apre spazi per gli inserimenti dei centrocampisti e tiene sempre in apprensione le difese. Un campione assolutamente fondamentale».

Senza il tedesco, non sarebbe meglio un attacco a due punte?
«Potrebbe essere una soluzione valida però, se l’allenatore dopo qualche tentativo in passato, vi ha rinunciato, è segno che non vuole cambiare l’assetto tattico del centrocampo. Probabilmente, con un’altra punta, verrebbero a mancare alcuni equilibri, che rappresentano delle certezze per gli stessi calciatori».
Sabato potrebbe finalmente toccare a Saha.
«L’ho visto giocare sia in nazionale, che nel Manchester United. Un attaccante rapido, che predilige muoversi negli spazi, però adesso non è più quello di qualche tempo fa, soprattutto a livello fisico. Forse serviva un elemento già pronto, che potesse entrare subito in squadra».

Perché la Lazio va male in campionato?
«Credo stia pagando l’Europa League. Per giocare due incontri in una settimana, sempre allo stesso livello, serve un organico attrezzato. Quello che, attualmente, soltanto la Juventus possiede. Come seconda causa metto le assenze, in quanto Petkovic ha dovuto rinunciare anche a Mauri ed Hernanes: i tre calciatori di maggior qualità della rosa».

Una crisi anche figlia del mercato di gennaio, che non c’è stato?
«A prescindere che non è facile rinforzarsi a gennaio, e che solo il Milan ha migliorato l’organico, con l’acquisto di Balotelli, qualcosa in più andava sicuramente fatto per rendere più competitiva la squadra. Proprio perché la Lazio era impegnata su tutti i fronti e doveva preoccuparsi di infortuni, squalifiche, stanchezza».

Nelle ultime 9 giornate è arrivato solo il successo sul Pescara.

«I numeri parlano di una Lazio in crisi, però mancano molte sfide e tutto è ancora in ballo».

Crede ancora nel terzo posto?
«La strada è complicata in quanto sono rientrate anche Roma e Fiorentina, però la Lazio può lottare ancora per la Champions».

Non sarebbe meglio orientare tutti gli sforzi sull’Europa?

«E’ presto per effettuare scelte di questo tipo. Petkovic deve tentare di ottenere il massimo sia nelle coppe, che in campionato».

Catania, Roma, Juventus: le prossime 3 giornate, tutte all’Olimpico.

«Nell’ordine, una partita più difficile dell’altra. Però, quella più importante, sarà la prossima. La Lazio deve assolutamente dare una sterzata al periodo negativo e battere il Catania».

Sarà uno scontro diretto del tutto inedito.
«Il Catania ha un gruppo solido, che gioca insieme da qualche anno. Non ci sono campioni ma tutti calciatori bravi e motivati, con un blocco argentino. Una squadra che diventa pericolosa quando può ripartire, perciò la Lazio dev’essere scaltra a non concederle spazi».

Pensa che, battendo il Catania, la Lazio possa ripartire?

«Ne sono convinto. Un’eventuale vittoria sabato prossimo darebbe una scossa fondamentale, farebbe tornare l’entusiasmo, la fiducia, la convinzione. E il gruppo si avvicinerebbe al derby in una condizione psicofisica decisamente migliore».

Fonte: Il Messaggero

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